Intel: la carenza di chip peggiorerà nella seconda metà del 2021

La divisione Client Computing è però cresciuta del 6%: "Siamo nelle fasi iniziali di un ciclo di crescita del mercato pc, tutti i nostri partner lo confermano"

Intel carenza chip seconda metà 2021

Secondo Intel i problemi di carenza di chip che affliggono il settore IT (e non solo) dall’inizio della pandemia sono addirittura destinati a peggiorare nei prossimi mesi, e richiederanno almeno un altro anno o due per essere risolti.

Questo il concetto espresso ieri dai top manager dell’azienda nella earning call con stampa e analisti per i risultati del secondo trimestre.

“Ci aspettiamo che i problemi di fornitura continuino ancora per diversi trimestri, ma saranno particolarmente critici per le CPU dei prodotti client nel terzo trimestre”, ha detto il CFO di Intel, George Davis.

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Il CEO Pat Gelsinger, entrato in carica a febbraio, ha però precisato che Intel assorbirà almeno in parte gli aumenti di costo dei componenti collegati alla loro insufficienza sul mercato. “Pensiamo che sia un’opportunità per ricostruire la fiducia dei nostri clienti”, ha detto Gelsinger, che a sua volta ha detto di aspettarsi che i problemi di insufficienza dei chip raggiungeranno il momento peggiore nella seconda metà del 2021. “Ci vorrà ancora un anno o due prima che l’industria IT riesca a rispondere completamente alla domanda”.

Gelsinger ha aggiunto che IDM 2.0, la nuova strategia di hybrid manufacturing di Intel, giocherà un ruolo importante in questo recupero. “IDM 2.0 combina la nostra capacità produttiva interna con l’uso di fonderie di terze parti, e ci mette nel posizionamento migliore per affrontare queste sfide e creare una supply chain più resiliente”.

Nell’ambito di IDM 2.0 Intel costruirà nuovi impianti di produzione di chip (FAB) in Oregon, Arizona (“un impianto da 20 miliardi di dollari”), Irlanda e Israele, a supporto della nuova divisione Intel Foundry Services, che produrrà chip anche per conto terzi, e che ha già oltre 100 clienti potenziali in attesa, ha detto Gelsinger.

Nonostante i problemi di carenza di chip comunque Intel ha toccato un nuovo record di fatturato per il suo business pc (Client Computing Group): 10,1 miliardi di dollari, in crescita del 6%. Gelsinger ha precisato che i partner di Intel che producono pc sono tornati a livelli di consegna oltre il milione di pezzi al giorno.

“Sono convinto che siamo ancora nelle prime fasi di un ciclo di crescita del mercato pc, e i nostri partner OEM e di canale sono assolutamente d’accordo”.

Gelsinger ha spiegato così questa convinzione: “Penso che la crescita del mercato pc continuerà nel 2022 e oltre, trainata da tre fattori. Il primo è il tasso di pc per abitazione, che sta salendo a causa del Covid, che ha cambiato in modo irreversibile i modelli di lavoro, studio, e anche di interazione con i nostri cari. Secondo: i tempi di ricambio dei prodotti si stanno accorciando perché ci sono nel mondo oltre 400 milioni di pc Windows 10 con più di 4 anni, e stanno agendo diversi fattori di cambiamento: il passaggio da desktop a notebook, il lancio di nuovi sistemi operativi, e nuove esperienze d’uso come quelle che consente la nostra piattaforma Evo. Terzo: nuovi mercati e tipi di utenti stanno adottando come strumento di riferimento il pc, che è economicamente alla portata di sempre più persone nel mondo. Per esempio nell’area education vediamo un enorme potenziale, perché il numero di pc per 100 studenti e insegnanti è ancora sotto il 10%.

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Daniele Lazzarin
Sono ingegnere gestionale, e giornalista professionista dal 1999. Da allora scrivo di sistemi informativi business, di trasformazione digitale, e dell’impatto delle tecnologie sulla gestione delle aziende. Mi potete seguire su LinkedIn e su Twitter.