Imprese italiane e Covid: l’87% ha perso fatturato, il 42% risponde digitalizzando

CGIA Mestre: le forme di digitalizzazione più diffuse sono ERP, gestione HR e CRM, ma ora le priorità per affrontare la crisi Covid sono Smart Working ed e-commerce

business digitale

Nove imprese italiane medio-grandi su 10 sono almeno in parte digitalizzate, e l’85% di esse è generalmente soddisfatto del proprio livello di digitalizzazione, che in gran parte dei casi supera il 50% dei processi aziendali. Nei tre mesi di lockdown della scorsa primavera però l’87% ha subito riduzioni del fatturato, e il 42% ha realizzato l’esigenza di migliorare il proprio livello di digitalizzazione per rispondere a tale crisi.

Questi i dati principali di una ricerca di CGIA Mestre e SAP Concur (la controllata SAP che fornisce servizi Cloud di gestione viaggi di lavoro e note spese) su 500 imprese italiane sopra i 50 addetti di tutti i settori e regioni, che ha approfondito vari aspetti. Il primo riguarda le forme di digitalizzazione: la più diffusa è la connessione tra le funzioni aziendali – amministrativo/contabile, produzione, acquisti, gestione magazzino – attraverso un software ERP, presente nel 56,1% delle imprese con punte oltre il 60% nel Nord Ovest e livello minimo di circa il 47% nel Centro Italia.

La seconda forma di digitalizzazione più diffusa è la gestione via software dei rapporti con il personale, che sfiora il 50% delle aziende Nord Ovest ma si ferma sotto il 35% nelle altre regioni. Si tratta di soluzioni soprattutto di comunicazione di notizie aziendali, richieste di ferie e di permessi: meno diffuse le funzioni di gestione dei viaggi aziendali e delle note spese. Quanto allo smart working (qui i recenti dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano), l’area dove è più implementato è il Nord Est (3 imprese su 4), quella dove lo è meno è il Sud (1 impresa su 2).

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Altre forme di digitalizzazione riguardano poi l’area vendite e marketing, con i software CRM usati in poco più di tre aziende su 10, con punte di circa il 35% al Nord e minimi di circa il 27% al Sud, e l’area acquisti (piattaforme di e-procurement), con dato nazionale intorno al 30% e diffusione maggiore in Centro Italia (circa una impresa su 3). Infine l’e-commerce è utilizzato da circa una impresa italiana su 5 oltre i 50 addetti.

Interessante poi il punto di vista delle aziende stesse sul proprio livello di digitalizzazione: l’85% del campione si dichiara generalmente soddisfatto, anche se solo 2 imprese su 10 sono molto soddisfatte, e l’80% ritiene di aver digitalizzato oltre il 50% dei propri processi.

La ricerca CGIA ha poi approfondito gli impatti del lockdown: come anticipato, l’87% delle imprese con almeno 50 addetti ha subito riduzioni del fatturato – più di una su 2 di almeno il 30% – e la metà di esse ha capito di dover migliorare il proprio livello di digitalizzazione, soprattutto sul fronte dello Smart Working (64,3%), e in misure largamente minori sull’E-Commerce (10,8%) e sulla gestione dei rapporti con il personale (8,1%) che è strettamente legata alle forme di lavoro da casa.

“Il COVID-19 ha portato alla luce un bisogno già ampiamente noto, quello della digitalizzazione, facendolo passare da ciò che talvolta si considerava un “qualcosa in più” a fattore chiave per la sopravvivenza delle imprese. Processi completamente integrati, soprattutto per quanto riguarda la spesa aziendale, sono oggi fondamentali”, ha commentato in un comunicato Alessia Poletti, Senior Field Marketing Manager per Italia, Malta e Grecia di SAP Concur.

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