Esprinet cresce del 13% in Italia, le mosse per ridurre l’impatto Covid-19

Nel 2019 il gruppo ha sfiorato i 4 miliardi di fatturato, con utile netto di 24 milioni. Avviate misure per costi, capitale circolante e struttura finanziaria, stop a dividendi e buy-back

Esprinet Alessandro Cattani CEO
Alessandro Cattani, CEO di Esprinet SpA

Esprinet, il maggiore distributore ICT italiano per fatturato, ha presentato i risultati del 2019 e l’outlook per il 2020, ovviamente basati su scenari completamente diversi.

“Il 2019 si è chiuso con eccellenti risultati economici e con una struttura patrimoniale solida”, dichiara in un comunicato Alessandro Cattani, CEO di Esprinet SpA. “Il gruppo è ottimamente posizionato per gestire questo periodo di crisi ma anche per cogliere le eventuali opportunità di crescita di medio-lungo termine, sia per linee interne che tramite acquisizioni”.

Scendendo nel dettaglio dei dati 2019, il gruppo ha realizzato ricavi da contratti con i clienti per quasi 4 miliardi di euro (3945 milioni per la precisione), crescendo del 10% rispetto al 2018.

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Circa il 63% di questo fatturato (2945 milioni) è stato realizzato in Italia, dove la crescita è stata del 13%, e il 35% in Spagna (+6%). Forti crescite per i principali indici di profitto: l’EBIT è stato di 41,1 milioni (+73%), l’utile ante imposte di 31,7 milioni (+65%), e l’utile netto di 23,6 milioni (+66%). La nota segnala anche la crescita della posizione finanziaria netta a circa 272 milioni rispetto ai 241 del 2018, e il calo del “cash conversion cycle” da 27 a 23 giorni.

I ricavi per linea di prodotto e per tipo di cliente

Esaminando i ricavi per linea di prodotto, la parte Consumer Electronics cresce del 15% a 1393 milioni di euro, grazie soprattutto a segmenti ad alto margine come Elettrodomestici (+50%) e Gaming (+47% anche grazie all’acquisizione di 4Side Srl, distributore in esclusiva per l’Italia dei prodotti Activision Blizzard). Il segmento IT Clients mostra crescite del 13% per i pc (1373 milioni) e del 6% per Stampanti e Consumabili (418 milioni). La linea Advanced Solutions si attesta a 561 milioni di euro (+1% rispetto al 2018), con la parte software, servizi e cloud (157 milioni) che cresce del 5% e l’hardware business (networking, storage, server) a 407 milioni, in linea con il 2018.

Articolando invece i ricavi per tipologia di cliente, la parte consumer (retailer, e-tailer) cresce del 16% a 1931 milioni, quella business (IT Reseller), sale del 5% a 2060 milioni, e rappresenta, spiega la nota, “l’area nella quale il Gruppo intende focalizzare i propri investimenti nel corso del 2020”.

Per il 2020 infatti la priorità strategica è il segmento Advanced Solutions, e in particolare il progetto XaaS (“Everything As A Service”), i cui volumi di fatturato 2019 (19,7 milioni di euro, +42%) derivano quasi esclusivamente da vendite di soluzioni Cloud. “Nel medio periodo è prevista la progressiva espansione del modello di vendita “a consumo” rispetto al tradizionale modello “transazionale”, e la creazione di un presidio strutturale non solo dei mercati Cloud ma anche dei servizi di stampa (MPS-Managed Print Services) e della gestione del posto di lavoro (device as a service)”.

L’operatività durante il lock-down

Nel corso del periodo di lock-down, spiega la nota, il Gruppo ha continuato a operare grazie all’attivazione dei necessari presidi di “business continuity” attraverso l’estensione dello “smart working” al 100% della popolazione aziendale non operante nei magazzini e al rispetto rigoroso dei protocolli sanitari per la salute e la sicurezza di dipendenti e collaboratori, il che ha consentito di mitigare parzialmente gli effetti del Covid-19.

Le misure di protezione e tutela della salute dei lavoratori indicate nel protocollo Imprese-Sindacati, con riferimento ai dipendenti operanti nella logistica centralizzata e nei cash&carry Esprivillage, sono state prontamente e adeguatamente implementate sia in Italia che in Spagna, scrive Esprinet, e anche la filiera cui il Gruppo appartiene – produzione, distribuzione e commercializzazione di ICT in Italia e Spagna – non ha subito particolari interruzioni in conseguenza delle misure restrittive.

La principale criticità ravvisata finora consiste nella carenza di fornitura di alcuni prodotti dovuta alla riduzione di capacità dei fornitori più dipendenti da stabilimenti produttivi in aree, come Cina e Corea del Sud, che sono state fortemente impattate dalle misure restrittive adottate per il contenimento del coronavirus. Tale situazione è in via di graduale normalizzazione e per il corrente mese di aprile si assume che le fabbriche possano cominciare a lavorare a pieno regime”.

Quattro linee d’azione per contrastare l’impatto del Covid-19

Per l’anno in corso, Esprinet prevede che l’emergenza sanitaria possa determinare un crollo dei tassi di crescita delle economie sia in Italia che in Spagna, e che tale andamento si traduca in una riduzione dei volumi di attività del Gruppo.

In questo ambito sono state attivate e pianificate una serie di azioni mirate a contenere l’impatto del Covid-19:

contenimento dei costi e in particolare di quelli fissi e semi-fissi (locazioni, trasporti, spese generali);

gestione ottimale del capitale circolante in particolare mediante la richiesta di ulteriori dilazioni di pagamento ai principali fornitori;

– decisione di non proporre la distribuzione di dividendi 2020 all’assemblea dei soci e revoca del piano di buy-back approvato lo scorso 8 maggio 2019;

– rafforzamento della struttura finanziaria in particolare attraverso l’utilizzo della Linea Revolving in pool per 152,5 milioni di euro.

“In una situazione caratterizzata da forti incertezze sugli effetti negativi della pandemia e su tempi e modi di risoluzione della crisi, è davvero arduo fornire previsioni attendibili sugli andamenti futuri del Gruppo. Tuttavia, sulla base delle simulazioni condotte si può prevedere una contrazione della redditività operativa rispetto a quella ipotizzabile prima dello scoppio della pandemia, per effetto di aspettative di crescita dei ricavi dei prossimi due trimestri inferiori rispetto al trend annuo.

Quanto agli effetti sulla situazione patrimoniale e finanziaria, Esprinet ritiene che al momento non esistano elementi informativi sufficienti, in particolare in ordine al deterioramento del grado di solvibilità della clientela, per formulare una stima attendibile.