La telefonia aziendale va in cloud e l’ufficio diventa “tascabile”

Come e perché l’integrazione del Cloud PBX con collaboration e produttività aziendale permette di supportare i nuovi modelli di lavoro: lo spiega un white paper di NFON e Sirmi

NFON Sirmi White Paper Cloud PBX

Dopo decenni di innovazione graduale, la telefonia aziendale sta percorrendo negli ultimi anni un rapido e rivoluzionario viaggio basato sul cloud, nel quale si è integrata con i sistemi di collaboration e produttività personale, arrivando così a poter supportare al meglio i nuovi modelli di organizzazione del lavoro (smart working), e aprendo un nuovo mondo di opportunità di business per i player dei mercati TLC e IT.

Questo il filo conduttore del recente white paper di NFON realizzato in collaborazione con Sirmi dal titolo “La telefonia aziendale ha cambiato paradigma” (scaricabile qui), che inizia inquadrando i due principali imperativi per le aziende in questo momento storico: garantire la continuità operativa, e abbracciare i cambiamenti.

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Nell’era digitale il centralino va in Cloud

La telefonia di nuova generazione è in software-as-a-service: non richiede di installare centralini hardware, gestisce fisso e mobile, e consente di attivare nuove linee o filiali con un clic, abilitando Smart Working e Unified Communication. SCOPRI DI PIÙ >>

Le imprese hanno bisogno di soluzioni tecnologiche non solo per garantire il disaster recovery e la cybersecurity, ma anche per supportare le nuove modalità di accesso e organizzazione del lavoro che l’emergenza sanitaria ha accelerato. E quindi cercano fornitori tecnologici capaci di proporsi come veri partner nella sfida di trasformare i momenti di discontinuità in occasioni di veloce ripartenza.

Lo smart working va ben oltre il lavoro da casa

La prima sfida oggi è lo smart working. Abbiamo parlato diverse volte (per esempio qui) di quanto sia esploso in Italia in questo difficile 2020, e del fatto che in moltissime aziende resterà anche dopo l’emergenza, cambiando definitivamente l’organizzazione del lavoro.

Il concetto di smart working va ben oltre il lavorare da casa o fuori ufficio, spiega il white paper: “Vuol dire ripensare in modo “intelligente” le modalità del lavoro anche all’interno degli spazi aziendali, e le tecnologie digitali giocano un ruolo chiave, in quanto ampliano e rendono virtuale lo spazio di lavoro, e facilitano la comunicazione e la collaborazione, sia con colleghi sia con figure esterne”.

Per fare smart working quindi occorrono strumenti digitali complementari, o meglio ancora integrati, con cui collaborare e condividere progetti, deadline e task in maniera semplice, sicura e in real time. Strumenti basati ovviamente sul cloud, i cui benefici sono ormai stati ampiamente capiti anche dalle aziende italiane (secondo Anitec-Assinform il mercato del cloud crescerà del 16% nel 2020, portandosi a 3,3 miliardi di euro, e del 22% nel 2021), che sono andate oltre il concetto del possesso di hardware e software, sposando il modello base del cloud: il servizio che si paga in base al livello di utilizzo, evitando le complessità di gestione e manutenzione delle risorse IT. Tutte le applicazioni, anche le più strategiche come ERP e CRM, sono ormai fruibili in cloud, e il centralino telefonico non fa eccezione.

Il Cloud PBX sta rimpiazzando i centralini tradizionali

Il white paper cita al proposito lo studio Worldwide Hosted PBX Market 2019-2025 di Eastern Management Group, basato su interviste a 3000 aziende: i classici centralini PBX, compresi i più recenti IP PBX, sono in corso di sostituzione con Hosted o Cloud PBX a un ritmo del 14% annuo, e oggi il 18% di tutti i PBX nel mondo è appunto un centralino “virtuale”.

Un successo dovuto alla capacità del Cloud PBX di andare incontro alle esigenze delle imprese in materia di telefonia aziendale: non richiede interventi sulla linea telefonica o ulteriori infrastrutture poiché usa la connessione Internet preesistente; non è soggetto all’obsolescenza tecnologica tipica dell’hardware; rende disponibile anche in mobilità e lontano dall’ufficio le funzionalità del centralino; e consente la compresenza di più canali di comunicazione, con convergenza di dati, voce e video nella stessa architettura informativa.

Tutte caratteristiche incarnate da Cloudya, il Cloud PBX di NFON, di cui abbiamo parlato diverse volte. Il white paper lo definisce “il centralino in tasca”, evidenziandone i principali punti di forza. In particolare gli utenti di Cloudya possono usufruire del telefono aziendale da qualsiasi luogo, utilizzando fino a 9 dispositivi connessi (telefoni fissi, mobili, pc, e anche Microsoft Teams), tutti collegati al suo numero di interno. Lo smart working è dunque nel DNA di Cloudya, anche grazie al solido presidio del mercato di NFON, azienda tedesca nata 13 anni fa proprio con la missione di creare un servizio di telefonia in cloud per sostituire i centralini telefonici, e da allora diventata una multinazionale presente in 15 paesi europei – tra cui l’Italia, dove opera dal 2019 – con oltre 40mila clienti attivi.

Perché scegliere NFON rispetto alla concorrenza

Il white paper sottolinea poi i punti di forza di NFON rispetto alla concorrenza. Prima di tutto, al contrario di operatori di telefonia e service provider, offre una tecnologia di telefonia professionale in cloud che ha sviluppato internamente, garantendo una più rapida implementazione di aggiornamenti, patch e funzionalità custom. Poi, rispetto agli operatori, offre contratti senza vincoli di tempo e penali per interruzione anticipata. Mentre rispetto ai service provider, NFON garantisce la disponibilità del servizio al 99,9% grazie a enormi investimenti nella propria infrastruttura.

Con queste credenziali NFON, che ha un modello di go to market al 100% indiretto, con circa 2700 partner in Europa, si rivolge a system integrator e rivenditori in particolare in Italia, dove sta dedicando particolare attenzione alla costruzione del proprio canale.

I vantaggi di diventare partner di NFON

Diventare partner di NFON, si legge nel documento, conviene perché il mercato dei Cloud PBX è oggi in pieno sviluppo, con grandi opportunità di business; perché NFON trattiene la complessità del servizio Cloud PBX “in casa propria” e propone ai partner una proposta “plug & play e plug & sell”; perché l’ingaggio è sempre gestito dal Partner, che sceglie se operare come rivenditore o dealer. E per molti altri motivi: zero investimenti in apparati e soluzioni, formazione tecnica e commerciale gratuita, tempi rapidissimi di certificazione, commissioni ricorrenti, piani di incentivazione, demo account, supporto e co-finanziamento per iniziative di marketing, accesso a lead forniti direttamente da NFON, supporto tecnico in italiano e assistenza 24/7 per problematiche critiche, accesso esclusivo al Partner Portal, ecc.

Il white paper si conclude infine con tre case history di aziende italiane che hanno adottato Cloudya: Hitachi Medical Systems (di cui abbiamo già parlato qui), Maxizoo (di cui abbiamo parlato qui), e De Rigo, azienda di occhialeria del distretto bellunese a cui la soluzione in cloud di NFON ha permesso di migrare i servizi telefonici degli oltre 300 dipendenti della sede di Longarone su un’infrastruttura internet-based, e di implementare un nuovo servizio di contact center in cloud, in un progetto supportato da KLF Italia, Partner Certificato NFON.

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