Cisco, le 3 priorità in Italia e le novità dell’offerta, da Webex al futuro senza password

Il nuovo AD Gianmatteo Manghi racconta le strategie, e il direttore architetture e innovazione Enrico Mercadante gli ultimi sviluppi di prodotto a tutto campo

Cisco Manghi Mercadante
Gianmatteo Manghi, AD di CIsco Italia, ed Enrico Mercadante, Direttore Architetture e Innovazione CIsco Sud Europa

Un mese dopo la nomina ad Amministratore Delegato di Cisco Italia (ne abbiamo parlato qui), Gianmatteo Manghi ha incontrato la stampa italiana per spiegare le priorità strategiche dei prossimi tre anni.

Negli ultimi 12 mesi, ha sottolineato Manghi, Cisco in Italia ha assunto circa 50 persone e acquisito l’italiana Fluidmesh Networks, specialista di sistemi wireless, e continuerà a crescere puntando soprattutto su tre pilastri: le persone di Cisco e le comunità in cui Cisco opera, la trasformazione cloud e software, e la transizione ecologica e digitale (che Cisco definisce “green & blue”).

“Skill digitali, la formazione deve lavorare su due livelli”

Per quanto riguarda le persone, Manghi ha ricordato che Cisco Italia recentemente è stata dichiarata da Great Place to Work Italia miglior posto per lavorare (nella fascia 150-499 dipendenti, ndr) per il sesto anno consecutivo, e che in marzo ha concesso un giorno di ferie extra, a un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

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L’impegno di Cisco per le comunità invece si esprime promuovendo il volontariato – ogni anno i dipendenti possono dedicare 5 giorni a queste attività -, supportando con le sue tecnologie e servizi progetti complessi come il più grande centro vaccinale della Lombardia (al Palazzo delle Scintille a Milano), e il servizio di telemedicina per il Piccolo Cottolengo Don Orione di Tortona, e diffondendo le competenze digitali, attraverso le 345 Networking Academy sul territorio italiano.

“Per colmare il gap tra domanda e offerta di competenze digitali, la formazione deve lavorare a due livelli”, ha precisato Manghi. “Per questo le Academy contribuiscono alla necessità fondamentale di diffondere capillarmente le competenze di base. Poi abbiamo diverse iniziative in atto per sviluppare su questa base la ricerca dei veri talenti, quelli che hanno il potenziale di diventare veri esperti di tecnologie digitali”.

Il 51% del fatturato proviene da cloud e software

Passando alla trasformazione cloud e software, “sta avvenendo prima di tutto nella stessa Cisco, che nel 2020 ha generato il 51% del fatturato da questi tipi di offerta: cloud e software influiscono sempre più anche sull’evoluzione del nostro hardware” ha detto Manghi. “I clienti ci chiedono di aiutarli a sviluppare strategie cloud first, ma vogliono molto di più: la capacità di gestire e controllare applicazioni e servizi ovunque siano, la garanzia di sicurezza e privacy dei dati, la flessibilità di infrastruttura e applicazioni. Cisco risponde con soluzioni che connettono tutti i livelli delle architetture di rete, multicloud e ibride e che soprattutto permettono grazie a un’alta automazione software di eliminare la complessità”.

Infine la priorità “green & blue”: “Cisco vuole giocare un ruolo chiave nella transizione alla crescita sostenibile: le tecnologie digitali sono la chiave per accelerarla”, ha sottolineato Manghi. “È dimostrato che le imprese che investono in sostenibilità crescono, assumono, esportano e innovano più delle altre. Per esempio Enel, con cui collaboriamo sulle smart grid, intende quasi triplicare la sua capacità globale di generazione di energia rinnovabile: un risultato che è possibile solo digitalizzando le reti di distribuzione”.

“Continueremo a investire su Digitaliani”

Con il nuovo PNRR, ha sottolineato l’AD di Cisco, arriveranno le risorse che daranno un’occasione unica di rinnovare l’Italia. “Vogliamo contribuire per capire come sarà il mondo da qui a 5 anni: per questo promuoveremo, con Officine Italia e Codemotion, l’Hackaton “Green&Blue Marathon”. Chiediamo ai giovani di ideare le soluzioni del futuro su quattro aree – smart citizen, smart building, mobility, utility – con un percorso di 8 settimane, che partirà l’11 maggio”.

Manghi ha anche confermato il progetto Digitaliani, lanciato nel 2016 e rinnovato nel 2019. “Continueremo a investire e coinnovare nei prossimi anni collaborando con vari soggetti. La prima fase di Digitaliani aveva focus particolare su Industria 4.0, cioè sulla digitalizzazione degli ambienti di produzione. Ora il focus evolverà: questi processi oltre che efficienti devono essere sostenibili, ridurre consumi energetici, aumentare il riciclo e il recupero scarti, concretizzare modelli di economia circolare: insomma anche Digitaliani supporterà la transizione alla crescita sostenibile”.

“People Insight” per analizzare l’uso di Webex

All’incontro con la stampa è intervenuto anche Enrico Mercadante, Direttore Architetture e Innovazione Southern Europe di Cisco, che ha fatto il punto sui più recenti sviluppi tecnologici negli ambiti collaborazione, reti, sicurezza e cloud annunciati al recente Cisco Live.

“Uno dei pillar tecnologici di Cisco è il Future of work: puntiamo su secure access, safer workplace, collaboration experiences for the hybrid workforce. Abbiamo l’obiettivo di rendere l’esperienza su Webex 10 volte migliore delle interazioni di persona (ne abbiamo parlato qui), anche attraverso le applicazioni di “People Insight”, che analizzano l’uso della suite per aiutare a gestire in modo più personalizzato, produttivo e adatto alle proprie esigenze le nuove dinamiche lavorative”.

“Aziende sempre più dipendenti dalle performance delle loro applicazioni”

Gli insight sono fondamentali anche per un altro pillar tecnologico di Cisco, l’ottimizzazione delle Application Experiences. “Con la transizione di massa nel cloud, le applicazioni sono diventate insiemi di microservizi su tanti cloud diversi: il multicloud ibrido application-centric è il nuovo modo di operare, e le aziende sono sempre più dipendenti dalle performance delle loro applicazioni che possono impattare direttamente sui risultati di bilancio, vedi per esempio i siti di e-commerce”. Questo spiega le recenti acquisizioni di ThousandEyes e AppDynamics: “L’obiettivo è fornire su un’unica dashboard la visibilità di tutti gli aspetti del comportamento dell’applicazione, anche se è parcellizzata su vari cloud”.

Quanto all’aspetto operativo di sviluppo delle applicazioni in cloud, l’esigenza di nuove funzioni e miglioramenti è sempre più frequente. “Il 43% delle aziende vogliono rilasciare aggiornamenti settimanalmente o più spesso, e riparare qualunque indisponibilità entro un giorno al massimo. La risposta di Cisco è Intersight, piattaforma di gestione operativa del cloud che permette di accelerare i cicli di sviluppo delle applicazioni ma anche di adattare in modo dinamico le infrastrutture sottostanti”.

In arrivo l’eliminazione delle password e tutta l’offerta Cisco as-a-service

Infine la sicurezza, pillar tecnologico molto particolare perché ogni componente dell’offerta Cisco, sottolinea Mercadante, ha la sicurezza ‘build inside’. “Stiamo lavorando su vari fronti per innovare in modo radicale il concetto di cybersecurity: uno è l’architettura SASE, dove SASE sta per Secure Access Service Edge: il concetto è che la sicurezza viene istanziata dinamicamente nei nodi più vicini all’utente, limitando l’accesso alle applicazioni a specifici utenti, ai soli servizi per cui sono autorizzati, e impedendolo ai device compromessi”.

Un altro fronte è quello dell’autenticazione: “Vogliamo un futuro “passwordless”, cioè vogliamo eliminare le password, che sono ormai un grande problema, troppe e troppo complicate: stiamo introducendo un sistema di autenticazione, chiamato Duo Security, basato su identificazioni biometriche indipendenti dal device e dal luogo in cui sono”.

Al recente Cisco Live poi sono stati resi disponibili i primi componenti di Cisco Plus, l’offerta as-a-service che rivoluzionerà la proposta commerciale del vendor, rendendo disponibili tutti i suoi prodotti, sia software sia hardware, come servizi, con tariffe a consumo (subscription). “È una pietra miliare fondamentale per Cisco, che prenderà il via in due ambiti”, ha precisato Mercadante. “Uno è l’Hybrid Cloud as-a-service, già disponibile in 6 paesi (ma non in Italia, dove arriverà in un secondo tempo), che prevede la disponibilità totalmente a consumo di capacità di data center, sia infrastruttura di base che orchestration. L’altro è il Network as-a-service, che arriverà nella sua completezza nel prossimo anno, ma che da subito semplificherà l’area SASE, unificandola in una sola offerta SASE as-a-service”.

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Daniele Lazzarin
Sono ingegnere gestionale, e giornalista professionista dal 1999. Da allora scrivo di sistemi informativi business, di trasformazione digitale, e dell’impatto delle tecnologie sulla gestione delle aziende. Mi potete seguire su LinkedIn e su Twitter.