Il CEO di HPE ha il Covid-19: dalla quarantena anticipa i temi del Discover

Antonio Neri ha annunciato pubblicamente di essere risultato positivo al test, ma sta bene e in questa intervista spiega i punti principali del keynote con cui aprirà l’evento

HPE CEO Antonio Neri
Antonio Neri, President e CEO di HPE

Il primo CEO del settore ICT colpito dal Covid-19 di cui si abbia notizia è Antonio Neri di HPE (Hewlett Packard Enterprise), che ha annunciato pubblicamente pochi giorni fa di essere risultato positivo al test e di essersi messo in quarantena.

“I recently learned of some unfortunate personal news. Yesterday I tested positive for COVID-19. The good news is, I feel much better already and plan to proceed with business as usual while I quarantine from home”, ha scritto lo stesso Neri sul suo profilo Twitter il 18 giugno scorso.

HPE ha confermato comunque che Neri è in buone condizioni di salute e in effetti il CEO farà regolarmente da casa gli interventi per lui previsti all’evento HPE Discover 2020 che comincia domani 23 giugno. Neri ha inoltre rilasciato un’intervista a Network World (testata del gruppo IDG, lo stesso di Computerworld Italia) sui principali temi che caratterizzeranno Discover 2020.

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Il tema portante dell’evento è ovviamente l’evoluzione della strategia Intelligent Edge, lanciata dallo stesso Antonio Neri un paio di anni fa. “Assistiamo a una crescita continua dei dati in cloud e on-premise, e soprattutto all’edge, nei pressi di dove i dati stessi vengono generati, e dove siamo posizionati in modo unico. Le aziende utenti che stanno lavorando su progetti edge hanno bisogno di una connessione continua e affidabile per collegare il mondo fisico e quello digitale”.

“HPE Aruba Central è il cuore della nostra strategia Edge: è la sola piattaforma cloud-native semplice da usare e sicura che unifica il network management per le reti wireless, cablate e WAN, e presto anche 5G e edge computing. Nel secondo trimestre il numero di utenti unici di Aruba Central è salito a 65mila”.

Il più recente annuncio edge di HPE, continua Neri, è un servizio cloud-based chiamato HPE Edge Orchestrator, pensato per permettere agli operatori telco di erogare servizi edge ai clienti attraverso infrastrutture IT collocate alle estremità (edge appunto) delle loro reti, o nelle loro stesse sedi.

Altro recente annuncio riguarda Edge Services Platform (ESP), che può analizzare i dati di telemetria emessi dalle reti Wi-Fi o dagli switch di rete per ottimizzare automaticamente la connettività, scoprire problemi di rete, e proteggere l’intero ambiente edge. Edge Services Platform è stato presentato da Aruba, la divisione di networking di HPE.

Queste sono solo due delle mosse dell’ampio piano per trasformare entro il 2022 l’offerta di HPE in quello che il CEO Antonio Neri chiama modello everything-as-a-service. “Il fattore di costo trainante per i clienti è gestire in modo più semplice il flusso dei dati dall’edge al data center, o dall’edge al cloud – o molto più spesso ai diversi cloud – e viceversa”, spiega Neri. “È più semplice ed economico processare tutto all’edge, e stiamo sviluppando dei servizi cloud che gestiscano tutto questo: il modello everything-as-a-service è il nostro obiettivo per il futuro”.

Altro tema che ha susciato molto interesse al Discover 2020 è come gestire la sempre più grande quota di lavoratori da remoto. “All’inizio delle quarantene molti clienti erano sommersi dalle richieste di accesso da remoto, e c’è ancora la preoccupazione di dover processare i dati in siti mai sperimentati prima”.

“Abbiamo avuto molti casi nel retail, nella sanità e nel manufacturing in cui i clienti hanno adottato la tecnologia HPE per governare appunto la gestione degli accessi da remoto in sicurezza, e continueremo a sentire sempre più casi del genere”.

Altro tema caldo all’HPE Discover sarà la continua integrazione di AI (artificial intelligence) e machine learning nell’offerta HPE. “L’idea è utilizzare l’AI in tutte le nostre piattaforme per gestire problemi prima che si manifestino, e prevedere gli utilizzi delle risorse, come lo storage”, sottolinea Antonio Neri. “Abbiamo due miliardi di data point, raccogliamo ogni sorta di dato di telemetria, e questo rende la nostra AI e il nostro ML più intelligenti e potenti, e fondamentali per migliorare lo studio e i margini di ottimizzazione dello storage e della security”.

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