Container Linux tra dubbi e grandi aspettative

I vantaggi dei container Linux per gli sviluppatori sono importanti, ma restano dubbi su sicurezza e certificazione.

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Nelle scorse ore Red Hat ha reso pubblici i risultati di un sondaggio che valuta i piani di adozione dei container applicativi da parte delle imprese. La ricerca, condotta su un campione di 383 manager e professionisti del settore IT che operano a livello globale tra aziende Fortune 500 e pubbliche amministrazioni centrali e locali, è stata condotta da TechValidate su mandato di Red Hat e mostra che, nonostante sia prevista una forte crescita nell’adozione dei container per i prossimi anni, restano dubbi e preoccupazioni riguardo la loro sicurezza, la certificazione e la presenza di competenze adeguate nel loro sviluppo e implementazione. Sono proprio questi i dubbi che Red Hat cerca di fugare con la propria certificazione dei container.

I risultati del sondaggio mostrano un impegno concreto da parte delle imprese verso l’implementazione dei container nei propri sistemi IT, con il 67% del campione che dichiara di averne pianificato il roll-out nel corso dei prossimi due anni. Le applicazioni container-based saranno usate nel 50% dei casi nel cloud e nel 56% come veicoli per il software web e di e-commerce.

Tra i vantaggi più importanti offerti dai container, il 60% del campione ha citato il fatto che rendono più efficace lo sviluppo di applicazioni, favorendo un’installazione più rapida e meno impegnativa. Il 44% degli intervistati considera i container come un modo per consolidare i server esistenti. Le macchine virtuali sono inoltre il metodo preferito per procedere all’installazione, con l’83% del campione che prevede di mettere in opera applicazioni sviluppate in container in congiunzione con ambienti virtuali.

Il 95% del campione ha dichiarato di voler sviluppare i container nel sistema operativo Linux

Fra gli altri risultati, il sondaggio ha riscontrato che l’open source rimane la piattaforma dominante per il mondo container, con oltre il 95% del campione che ha dichiarato di volerli sviluppare nel sistema operativo Linux. In azienda, i fautori dello sviluppo di applicazioni in container sono i livelli operativi (39%) e i quadri (36%), mentre dirigenti e top management hanno un ruolo limitato.

Alcune aziende rimangono però ancora dubbiose sull’implementazione dei container, esprimendo reticenze e indecisioni su quattro versanti ben definiti. Il 60% degli intervistati è infatti preoccupato per la sicurezza e la mancanza di certificazione, mentre il 58% ha dubbi che l’integrazione con strumenti e processi di sviluppo esistenti non possa funzionare. Il processo di gestione dei container preoccupa invece il 55% degli intervistati, con il 54% che invece dubita di avere le conoscenze e le competenze adatte a passare a queste piattaforme.

“I container rappresentano un significativo cambio di paradigma per lo sviluppo e la messa in opera di applicazioni per l’impresa, consentendo la modernizzazione di applicazioni esistenti, la costruzione di nuovi workload basati su web o nativi nel cloud, e l’abilitazione di DevOps. L’adozione su ampia scala dei container nelle imprese può essere favorita dalla creazione di strumenti che rispondano alle esigenze di sicurezza, gestione e creazione di competenze, e Red Hat è pronta ad aiutare le aziende in qualità di partner di fiducia” ha dichiarato Tim Yeaton, senior vice president Infrastructure Business di Red Hat.