Le aziende stanno spendendo miliardi in strumenti per analizzare i big dati, anche se molte sono ostacolate da un piccolo problema: ancora non sanno cosa fare con tutti i dati che raccolgono. “Questo è il piccolo sporco segreto sui Big Data: nessuno sa realmente che cosa farne”, ha dichiarato Jason Waxman, Vice Presidente e General Manager del cloud platforms group di Intel, durante un webcast con gli investitori. “Le aziende sanno che devono raccogliere dati e pensano di sapere che cosa farne, ma è difficile ottenere valore dai Big Data”.

Intel è interessata al mercato dei Big Data perché i sistemi ad essi dedicati richiedono molto hardware, possibilmente di Intel.

Oggi, i Big Data pesano per circa 13 miliardi di dollari all’anno nella spesa IT, e Intel stima che si arriverà a 41 miliardi entro il 2018, con almeno 2 miliardi di quella cifra stanziata per l’hardware.

Per ottenere valore dai Big Data, le imprese devono superare una serie di ostacoli”, ha detto Waxman. La società si è confrontata con un certo numero di aziende per saperne di più circa il loro uso, e ha riscontrato che la sfida numero uno è capire come estrarre valore dai dati. Le aziende hanno bisogno delle giuste competenze per assemblare e gestire sistemi per trattare grandi quantità di dati, il che richiede competenze in statistica e ragionamento analitico, oltre ai tradizionali sistemi di programmazione e di gestione. “La capacità di fare tutto questo insieme è piuttosto rara”, secondo Waxman.

Intel ha intrapreso una serie di iniziative per aiutare le imprese che vogliono trarre valore da tutte le loro informazioni.

Una è trovare ed evidenziare operazioni di successo sui Big Data. Quando un rivenditore, per esempio, trova un modo efficace per migliorare la customer experience attraverso i Big Data, Intel documenta l’operazione “per aiutare più aziende a replicare la procedura”.

Un’altra grande sfida è rendere i sistemi per i Big Data più semplici da sviluppare. In questo momento, le aziende assemblano questi sistemi pezzo per pezzo, il comporta investimenti di tempo e denaro in configurazione e integrazione.

Per ovviare a questo problema, Intel ha investito in un certo numero di fornitori di software per i Big data. Lo scorso anno, per esempio, Intel ha investito 740 milioni di dollari in Cloudera, che offre una distribuzione commerciale della piattaforma di elaborazione dei dati Hadoop. Insieme, le aziende hanno lavorato a una roadmap per il software Cloudera che si avvarrà delle funzionalità avanzate delle architetture dei processori Intel.

Nonostante l’attuale diffusione di servizi software basati su cloud, secondo Waxman la maggior parte delle aziende sceglierà di eseguire in-house le operazioni sui Big Data, anziché consegnare i propri dati e le relatie analisi a servizi di terze parti.