Boom di dati: nel 2035 saranno oltre 2.100 zettabyte

Il nuovo report di Statista si concentra sul boom di dati che ci attende nei prossimi anni e che porterà il cloud a un ruolo chiave nell'archiviazione dei dati.

big data

Le tecnologie digitali stanno cambiando sempre più tutti gli aspetti della nostra vita. La quantità sempre crescente di dati non solo ci aiuta, ma rappresenta anche un’enorme sfida e comporta notevoli rischi. Che cosa ha a che fare questa quantità di dati con l’intelligenza artificiale? Cos’è l’intelligenza artificiale e chi sta già utilizzando questo tipo di tecnologia? Un altro argomento che sta diventando sempre più importante è la crescente minaccia di un mercato digitale “surriscaldato”. Stiamo andando verso la prossima bolla dot-com?

Questi sono i temi principali del Digital Economy Compass di quest’anno redatto da Statista. Le 230 pagine del report illustrano lo stato attuale dell’economia digitale e forniscono valutazioni su dove si sta dirigendo l’industria. I risultati più importanti del Digital Economy Compass portano alla seguente conclusione: l’umanità sta per essere affrontata con un’esplosione di dati.

A livello globale si prevede infatti che la quantità di dati aumenterà in modo esponenziale fino a oltre 2.100 zettabyte entro il 2035, il che equivale a 2,1 quadrilioni di terabyte. Attualmente, si trova a circa 33 zettabyte. Nei prossimi anni, la connettività e l’accesso a Internet, nonché la limitata capacità di archiviazione dei dispositivi terminali, porteranno il ruolo chiave del cloud nell’archiviazione dei dati.

Il 32% di tutte le aziende tecnologiche utilizza già l’intelligenza artificiale e nel 2020 il 75% di tutte le interazioni con i clienti sarà gestito dai sistemi di intelligenza artificiale. Nella sola Cina la crescita del PIL dovrebbe ammontare a 7 miliardi di dollari USA grazie all’IA. Saranno creati 2,3 milioni di nuovi posti di lavoro grazie alle tecnologie IA, che, tra le altre cose, porteranno all’aumento del valore di 15,7 miliardi di dollari USA entro il 2030.

Gli Stati Uniti continuano a dominare la scena dei finanziamenti. Nel 2018 gli unicorni americani, ovvero quelle imprese che hanno oltrepassato il tetto di una valutazione di 1 miliardo di dollari, hanno ricevuto oltre 100 miliardi di dollari. Con quasi 80 miliardi di dollari USA, la Cina sta guadagnando terreno nei confronti Stati Uniti, che mantengono la prima posizione anche in termini di numero di unicorni (162). Seguono Cina (91), Regno Unito (16), India (14) e Germania (9).