Tim Cook: Apple intraprenderà azioni legali contro il decreto sull’immigrazione

Dopo Amazon anche Apple si schiera duramente contro Trump e la sua stretta sull’immigrazione

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Tim Cook prende una posizione forte contro il decreto sull’immigrazione annunciato dal Presidente Trump. Dopo l’invio di una email ai dipendenti che esprime l’opposizione di Apple alle nuove restrizioni in materia di immigrazione, il CEO Tim Cook ha annunciato che l’azienda intraprenderà azioni legali.

Più di ogni altro Paese del mondo, questo Paese è forte grazie alle nostre origini di immigrati e alla nostra capacità e abilità di accogliere persone di qualsiasi provenienza”, ha dichiarato Cook al Wall Street Journal. “Questo è ciò che ci rende speciali. Dobbiamo fermarci e riflettere profondamente su questo”.

Cook non si sta opponendo solo a parole contro le restrizioni imposte dall’immigrazione Trump, che ha deciso di chiudere le frontiere a rifugiati e immigrati provenienti da sette paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Libia, Siria, Somalia, Sudan e Yemen ). Apple sta infatti valutando un’azione legale; non è ancora chiaro come si muoverà l’azienda di Cupertino, ma Cook vuole che la società sia “costruttiva e produttiva”.

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L’ordine esecutivo sull’immigrazione ha colpito direttamente i dipendenti Apple, che si sono rivolti a Cook per condividere le loro storie e assicurarsi che la dirigenza di Apple sia a conoscenza del reale impatto del divieto di immigrazione.

Altre aziende del settore hi-tech stanno valutando azioni legali o hanno già reagito attivamente al decreto sull’immigrazione. Amazon ha annunciato questa settimana che ha avviato una causa contro l’amministrazione Trump; la causa è sostenuta da Bob Ferguson, Procuratore Generale dello Stato di Washington.

Non sosteniamo questo ordine esecutivo”, ha scritto il CEO di Amazon Jeff Bezos in una lettera ai dipendenti. “Il nostro team di politica pubblica ha contattato rappresentanti dell’amministrazione per esprimere la nostra netta opposizione. Abbiamo contattato anche leader del Congresso di entrambi gli schieramenti per esplorare le opzioni legislative. Il nostro team legale ha preparato una dichiarazione di sostegno al Procuratore Generale di Washington, che sosterrà una causa contro l’ordine. Stiamo lavorando anche ad altre opzioni legali”.