Privacy Shield: Europa e USA raggiungono accordo dopo il Safe Harbor

Il nuovo “Privacy Shield” dovrebbe semplificare il trasferimento dei dati tra Europa e USA, garantendo privacy e sicurezza per i cittadini europei. Ma non tutti l'hanno accolto con entusiasmo

Addio Safe Harbor, benvenuto Privacy Shield: questo è il nome del nuovo accordo tra Unione Europea e Stati Uniti che regola il trasferimento di dati personali tra le due regioni. Scritto per sostituire il “Safe Harbor“, abolito nel mese di ottobre, il nuovo accordo impone obblighi più stretti per le aziende statunitensi al fine di proteggere i dati personali dei cittadini europei. Impone inoltre un maggior controllo da parte del Dipartimento statunitense del Commercio e della Federal Trade Commission, entrambi i quali collaboreranno con le autorità europee per garantire la protezione dei dati. Ogni anno ci sarà una revisione congiunta per monitorare e garantire che gli impegni siano rispettati.

Il Privacy Shield “proteggere i diritti fondamentali dei cittadini europei nei casi in cui i loro dati vengono trasferiti negli Stati Uniti e garantisce alle imprese il rispetto delle leggi”, ha dichiarato questa settimana la Commissione Europea in un comunicato stampa che annuncia l’accordo.

Le reazioni sono state contrastanti, tuttavia, e qualcuno sostiene che il nuovo quadro non riesce a proteggere la privacy dei cittadini europei. Tra i critici c’è Edward Snowden.

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Come parte dell’accordo, il Dipartimento del Commercio farà in modo che le aziende statunitensi rendano pubblici i loro impegni per proteggere la privacy dei cittadini europei, rendendoli soggetti alle leggi statunitensi. Inoltre, ogni azienda che gestisce dati provenienti dall’Europa azienda deve impegnarsi a rispettare le decisioni delle autorità europee per la protezione dei dati.

Per la prima volta gli Stati Uniti hanno dato assicurazioni scritte alla UE sul fatto che l’accesso ai dati da parte delle forze dell’ordine e della sicurezza nazionale sarà soggetto a limitazioni, garanzie e meccanismi di controllo. Il governo americano ha escluso la sorveglianza indiscriminata dei dati personali trasferiti all’interno dei confini del Paese. La revisione congiunta annuale comprenderà la questione dell’accesso per la sicurezza nazionale, con la partecipazione di esperti nazionali di intelligence europei e statunitensi.

Applaudito dalla Direct Marketing Association degli USA e da Brad Smith, President and Chief Legal Officer di Microsoft, il nuovo accordo ha suscitato anche reazioni poco entusiaste.

Abbiamo urgente bisogno di una valutazione giuridica approfondita delle garanzie offerte dagli Stati Uniti”, ha detto Sophie in ‘t Veld, vicepresidente e portavoce delle Alliance of Liberal Democrats in Europa. “Lo status giuridico di queste garanzie è molto incerto, e ci sono molti dubbi sul fatto che offrano una protezione significativa per i cittadini europei”.

Allo stesso modo, “l’imperatore sta provando una nuova serie di vestiti”, ha detto Joe McNamee, Executive Director dell’European Digital Rights. “L’annuncio di oggi significa che i cittadini europei e le imprese su entrambi i lati dell’Atlantico affrontano un lungo periodo di incertezza in attesa del fallimenti di questa nuova soluzione tappabuchi”.

Ulteriori aggiornamenti sull’accordo Privacy Shield sono attesi per le prossime settimane.