Multa da 110 ml di euro per Facebook: non ha rispettato le norme UE

La Commissione Europea ha multato Facebook per aver dato informazioni non corrette sull’acquisizione di WhatsApp. E lancia un segnale a tutte le aziende

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Facebook ha ricevuta una multa di 110 milioni di euro dalla Commissione Europea in seguito a un’indagine sulla sua acquisizione di WhatsApp. Il motivo della multa è che Facebook aveva dichiarato alla Commissione che non avrebbe potuto abbinare in modo affidabile gli account Facebook e WhatsApp dello stesso utente – cosa che avrebbe permesso alla società di targettizzare meglio gli annunci pubblicitari sulle due piattaforme.

La decisione di oggi lancia un chiaro segnale alle aziende: devono rispettare ogni aspetto delle norme europee che regolano le acquisizioni, incluso l’obbligo di fornire informazioni corrette”, ha dichiarato il Commissario Europeo per la Concorrenza Margrethe Vestager.

L’ammenda, giustificata dal fatto che Facebook ha nascosto la sua potenziale capacità di abbinare l’attività degli utenti su Facebook.com con il loro comportamento altrove online, è stata definita “proporzionata” da Vestager. Tuttavia, è 700 volte superiore rispetto alla multa record comminata all’inizio di questa settimana dall’autorità francese di protezione dei dati, CNIL, per violazioni effettive della legge sulla privacy che coinvolgono tale attività di abbinamento.

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Questo perché, almeno per ora, le violazioni delle leggi sulla privacy nell’Unione Europea sono perseguite su base nazionale, dove la capacità delle autorità di protezione dei dati di imporre ammende è limitata, in parte perché destinata a dissuadere piccole imprese locali.

Quando il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) entrerà in vigore il 25 maggio 2018, tuttavia, il limite di tali ammende aumenterà fino a 20 milioni di euro o al 4 per cento del fatturato globale di un’azienda.

In questo caso, l’entità della multa dipende dal fatto che Facebook è stata dichiarata colpevole di violazioni della legge europea sulle acquisizioni, non della legge sulla privacy.

Quando ha informato le autorità europee sul suo piano di acquisizione di WhatsApp, nel 2014, in almeno due occasioni Facebook ha dichiarato alla Commissione Europea che non sarebbe stato in grado di automatizzare in modo affidabile l’abbinamento di account Facebook e WhatsApp. L’anno scorso, tuttavia, WhatsApp ha aggiornato la sua politica sulla privacy comunicando che può collegare i numeri di telefono degli utenti di WhatsApp con i loro account Facebook.

Dopo aver indagato sul caso, la Commissione ha concluso che Facebook era al corrente di questa possibilità al momento dell’acquisizione, e quindi ha dato alla Commissione informazioni non veritiere. Tuttavia, LA Commissione ha anche stabilito che tali informazioni non hanno motivato il blocco o l’annullamento dell’acquisizione.

 

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AUTOREPeter Sayer
Peter Sayer
Senior Editor di CIO.com Peter è un giornalista con più di vent'anni di esperienza. Scrive di applicazioni enterprise sull'edizione americana di CIO.com, i cui contenuti sono pubblicati qui su licenza di IDG Communications.