Lettera aperta di Amazon, Apple, Facebook, Google e Microsoft a Trump

I big della tecnologia si rivolgono al presidente Trump contro il nuovo divieto di ingresso negli USA

Il Presidente Trump parla al Dipartimento della Difesa (27 gennaio 2017)

Le principali aziende americane, tra cui Amazon, Apple, Facebook, Google e Microsoft, hanno redatto una lettera aperta a Donald Trump contro il divieto anti-immigrazione. La lettera, ottenuta da Recode, adotta un approccio positivo nell’affrontare le restrizioni imposte dall’amministrazione Trump, che prevedono lo stop dell’ingresso negli Stati Uniti di persone provenienti da sette Paesi a maggioranza musulmana.

La compassione della nostra nazione è una parte di ciò che la rende eccezionale, e siamo impegnati ad aiutare la sua amministrazione nell’identificare approcci per lo screening completo senza una sospensione totale degli ingressi nel quadro del programma di ammissione dei rifugiati negli Stati Uniti”, si legge nella lettera. “Le procedure di sicurezza possono e devono essere oggetto di valutazione e miglioramento continuo, ma una sospensione coperta non è l’approccio giusto”.

La lettera è ancora un work in progress, ma potrebbe essere pubblicata già questa settimana. Non è l’azione legale di Apple a cui ha fatto riferimento il CEO Tim Cook questa settimana, ma è chiaro che il settore tecnologico spera di ottenere di più con un approccio diplomatico che che con le maniere forti. Per lo meno, i leader del settore tecnologico vogliono un ruolo attivo nelle decisioni che toccano direttamente le loro attività.

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La comunità imprenditoriale condivide il vostro impegno pera far crescere l’economia americana ed aumentare l’occupazione in tutto il Paese. Assumiamo migliaia di cittadini americani e alcuni tra i migliori talenti provenienti dall’estero, che lavorano insieme per aiutare le nostre aziende ad avere successo ed espandere l’occupazione a livello globale”, spiegano le aziende attraverso la lettera. “Quando si contemplano modifiche alle politiche di immigrazione […], che si tratti di visti di lavoro, rifugiati o DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals), speriamo di essere considerati come una risorsa per aiutare a realizzare politiche di immigrazione che supportino il lavoro delle imprese americane e riflettano i valori americani”.

Le aziende della tecnologia hanno preso l’iniziativa della lettera, ma stanno cercando di coinvolgere i leader di altri settori.

Microsoft nel frattempo ha agito per conto proprio e ha inviato una lettera al segretario di Stato Rex Tillerson e al Segretario della Sicurezza Nazionale John Kelly chiedendo deroghe al divieto di immigrazione, secondo quanto riportato da Reuters.

Il divieto dell’amministrazione Trump su rifugiati e lavoratori provenienti da sette paesi a maggioranza musulmana ha causato una tempesta di polemiche. Alcune aziende, tra le quali Apple, si sono apertamente opposte il divieto, e Amazon sta sostenendo una causa contro l’amministrazione, ma non è chiaro quale risposta (se mai ci sarà) otterranno da parte del Governo.

 

AUTORECaitlin McGarry
FONTEMacworld
CWI.it
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