Gli incubatori certificati in Italia: cosa sono e l’elenco per ogni regione

Gli incubatori certificati in Italia sono 35, distribuiti soprattutto al Nord: ecco cosa sono, quali sono i requisiti e l’elenco regione per regione.

Gli incubatori certificati in Italia sono una delle opportunità offerte alle start-up per avere un supporto di esperti nell’avvio dell’attività, partendo dallo sviluppo dell’idea innovativa fino ad arrivare alla definizione di quale sarà il modello di business da applicare, come scrivere un business plan efficace, inoltre un incubatore è anche un luogo fisico dove poter incontrare finanziatori e partner commerciali.
Così come per le start-up innovative, anche per gli incubatori esistono dei requisiti da soddisfare per entrare a far parte della sezione speciale del Registro delle Imprese, grazie al quale si ottiene lo status di incubatore certificato dalla Camera di Commercio. Al momento in Italia si conta un elenco di 35 incubatori certificati, dislocati principalmente nelle regioni del Nord e Centro Italia.

I requisiti degli incubatori certificati

I requisiti per ottenere lo status di incubatore certificato sono stati fissati dal Decreto Crescita 2.0 nel 2012 insieme ai requisiti per le start-up innovative, ma il Decreto del 22 dicembre 2016 del Ministero dello Sviluppo economico ha introdotto alcune modifiche.

I requisiti per gli incubatori certificati sono:

  • essere una società di capitali, anche in forma cooperativa, di diritto italiano, ovvero una Societas Europaea residente in Italia, e le cui attività ed oggetto sociale devono riguardare il sostegno alle start-up innovative per favorirne la nascita e lo sviluppo, ma anche occuparsi del trasferimento tecnologico e i processi di ricerca. L’attività deve essere svolta tramite l’offerta di spazi fisici dedicati (come ad esempio i co-working) e di servizi di consulenza;
  • i servizi offerti dall’incubatore devono rispettare i valori minimi indicati nelle tabelle allegate al decreto, raggiungendo un punteggio complessivo minimo di almeno 35 punti nella tabella A e di almeno 50 punti nella tabella B;
  • tra le specifiche richieste dalla tabella A troviamo una superficie della struttura che ospita l’incubatore di almeno 500 mq, la velocità di trasmissione dei dati di collegamento internet di almeno 10 Mbps o in alternativa la presenza di macchinari per prove e sperimentazioni o per la realizzazione di prototipi, almeno 3 strutture tecniche di consulenza alle start-up innovative con specifiche competenze e che abbia almeno 15 anni cumulativi di esperienza in materia, e infine l’esistenza di contratti o convenzioni con centri di ricerca e università, oppure partner finanziari (come fondi di venture capital e istituti di credito) o istituzioni pubbliche (come ad esempio la Pubblica Amministrazione e la Camera di Commercio) interessati allo sviluppo delle start-up innovative;
  • la tabella B prevede almeno 100 candidature ricevute dall’incubatore, almeno 10 start-up innovative incubate con ospitalità continua in uno spazio dedicato nella sede dell’incubatore e almeno 30 collaboratori che operino in tali start-up, almeno 3 start-up innovative che abbiano terminato il percorso di incubazione nell’ultimo anno e siano attive al momento dell’autocertificazione, almeno 2 start-up innovative devono coinvolgere cittadini non UE che beneficino dei programmi Italia Startup Visa o Italia Startup Hub, almeno 5 brevetti registrati dalle start-up incubate, nessuna variazione del totale dei collaboratori e del totale del valore della produzione delle start-up innovative incubate, e infine almeno uno dei requisiti tra 500.000 euro di capitale di rischio totale investito nelle start-up incubate o 500.000 euro di fondi pubblici di origine comunitaria, nazionale o regionale ricevuti dalle start-up.
adv
Cloud Communication Business

Nell’era digitale il centralino va in Cloud

La telefonia di nuova generazione è in software-as-a-service: non richiede di installare centralini hardware, gestisce fisso e mobile, e consente di attivare nuove linee o filiali con un clic, abilitando Smart Working e Unified Communication. SCOPRI DI PIÙ >>

Una volta definito il possesso dei requisiti, il rappresentante legale dell’incubatore dovrà rilasciare una dichiarazione in merito presso la Camera di Commercio competente per territorio, la quale aggiornerà la sezione relativa sul portale Registro delle Imprese, mentre il Ministero dello Sviluppo Economico esaminerà ogni anno i dati. Gli incubatori certificati dovranno conservare tutti gli atti e i documenti che provino la veridicità dell’autodichiarazione del possesso dei requisiti per almeno 5 anni dalla data di iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, ma se ai controlli dovesse emergere l’insussistenza dei requisiti dichiarati, l’incubatore verrà cancellato dall’elenco e perderà i benefici fiscali previsti.

In Italia gli incubatori certificati sono 35, con una alta concentrazione in Lombardia che ne ospita 10, mentre non sono presenti incubatori certificati in Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo, Umbria e Valle d’Aosta.

Incubatori certificati in Campania

La regione Campania possiede un solo incubatore, Campania NewSteel, le cui attività sono iniziate nel novembre 2016 ed è promossa dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e dalla Fondazione Idis – Città della Scienza.

Campania NewSteel

Campania NewSteel è l’unico incubatore certificato nella regione Campania e si pone come trait d’union tra l’esperienza di Città della Scienza, nominata Best Science Based Incubator d’Europa nel 2008, con le competenze dell’Università Federico II.
L’incubatore si occupa di 26 startup (di cui 14 posseggono i requisiti di start-up innovative ai sensi del Decreto Crescita 2.0), 10 coworker, 1 associazione, 1 impresa e 2 restartup, offrendo sia un supporto logistico con spazi dedicati alle start-up da incubare e coworking, ma anche servizi di business development che spaziano dall’organizzazione di incontri periodici dedicati al networking, al tutoraggio e mentoring dedicato, fino al laboratorio avanzato di prototipazione sulla manifattura digitale e Industria 4.0 D.RE.A.M. FabLab di Città della Scienza, il CESMA della Federico II e il supporto all’internazionalizzazione tramite la rete europea EBN.

Incubatori certificati in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna sono presenti due incubatori certificati, Almacube dell’Università di Bologna e REI, del Tecnopolo di Reggio Emilia della rete HTN.

Almacube

L’incubatore certificato Almacube nasce nel 2013 dall’Università di Bologna e Confindustria Emilia-Area Centro, e costituisce la prima esperienza in Italia in cui l’Università e l’Associazione degli imprenditori fondano insieme una società per accelerare i processi di incubazione di progetti aziendali nati nell’ambito della ricerca accademica.
Il supporto dell’incubatore all’innovazione parte da servizi di pre-incubazione dedicati agli aspiranti imprenditori, come ad esempio incontri formativi di gruppo o one-to-one per perfezionare le idee di business, fino ai servizi di incubazione per le spin-off accreditate all’Università di Bologna e per le start-up innovative.

REI, Reggio Emilia Innovazione

Il REI, ovvero Reggio Emilia Innovazione è il Centro per l’Innovazione e Laboratorio di Ricerca Industriale e Trasferimento Tecnologico della Rete ad Alta Tecnologia (HTN) della Regione Emilia Romagna.
Tra i servizi offerti si annovera il trasferimento tecnologico, partendo dallo scouting dei bisogni del sistema produttivo fino al networking anche grazie alla rete d’impresa IDE Agri, la possibilità di fruire dei laboratori di prova nei settori Compatibilità Elettromagnetica (EMC), Motori Elettrici (EML), Macchine, Rumore e Vibrazione (MVR), ENDURANCE e Sicurezza Elettrica (PFE), ISOBUS, oltre all’utilizzo dei laboratori di ricerca industriale nei macrosettori meccatronica, energia e ambiente, mobilità e trasporti. Inoltre il REI ospita l’OffiCUcina, legato al Master Food Innovation Program (FIP) di Unimore (Università degli studi di Modena e Reggio Emilia) per la food innovation.

Incubatori certificati in Friuli-Venezia Giulia

La regione Friuli-Venezia Giulia ospita ben 4 incubatori certificati, ovvero il Polo Tecnologico di Pordenone, BIC Incubatori FVG, Innovation Factory e Friuli Innovazione.

Polo Tecnologico di Pordenone

Il Polo Tecnologico di Pordenone nasce nel 2002, ma nel 2011 dà vita al Parco “Andrea Galvani” ospitando 40 imprese e dedicandosi all’innovazione e al trasferimento tecnologico.
Il supporto del Polo Tecnologico di Pordenone all start-up parte dalla definizione del business model canvas, per poi offrire spazi di coworking, un servizio di assistenza per la ricerca dei finanziamenti, orientamenti legali e internazionalizzazione, fino al supporto per la business intelligence e la documentazione dei brevetti.

BIC Incubatori FVG

BIC Incubatori FVG ha sede a Trieste ed è situato nella zona industriale, occupando un’area di 12.000 mq. Fa parte del gruppo Friulia e offre due tipologie di servizi: logistici e finanziari.
I servizi logistici offrono ospitalità a laboratori di ricerca, joint venture e centri di ricerca, fornendo locali attrezzati, oltre a un sostegno nella redazione di piani finanziari, attività di tutoring e informazioni sulle agevolazioni fiscali. I servizi finanziari dell’incubatore riguardano il Piano di Rafforzamento PMI, al quale Friulia dedica fino a dedica € 50 milioni di euro del proprio patrimonio per il rafforzamento della struttura patrimoniale delle aziende.

Innovation Factory

Innovation Factory è l’incubatore certificato di Area Science Park attivo dal 2006, iscritto nella sezione speciale presso il Registro delle Imprese dal 2013. L’incubatore offre un servizio che parte dall’assistenza e formazione dedicata per partire dell’idea di business fino all’individuazione del business model e alla redazione del business plan, ma offre anche un affiancamento per la ricerca di bandi e finanziamenti, spazi attrezzati e la possibilità di networking.

Friuli Innovazione

Friuli Innovazione è il centro di ricerca e di trasferimento tecnologico che si occupa dell’incubatore certificato Techno Seed e del Parco Scientifico e Tecnologico Luigi Danieli di Udine, nato nel 1999 su iniziativa dell’Università di Udine, di Confindustria Udine, del Centro Ricerche Fiat, di Agemont, dell’Unione degli Industriali di Pordenone e della Fondazione CRUP. I principali settori d’interesse sono extended ICT, Metallurgia e Tecnologia delle Superfici e dei Materiali Avanzati, Energia e Ambiente, Biotecnologie, Legno, con uno sguardo all’internazionalizzazione.

Incubatori certificati in Lazio

Anche nella regione Lazio sono presenti ben quattro incubatori certificati, ponendosi tra le regioni con più opportunità dopo la Lombardia: BIC Lazio, Innova, LVenture Group, PI Campus.

BIC Lazio

BIC Lazio è il Business Innovation Center del Lazio, istituito con Legge Regionale 35/90 e fa parte di BIC Italia Net, l’associazione Italiana dei BIC e degli Organismi locali di promozione dell’imprenditorialità, dell’European BIC Network (EBN), oltre che della rete europea Enterprise Europe Network.
Oltre ai servizi di mentoring, networking e sostegno alla ricerca di business angel, l’incubatore offre assistenza all’accesso dei mercati europei proprio grazie all’adesione ai due network EBN ed Enterprise Europe Network.

Innova

Nel giugno 2015 Innova è diventato un incubatore certificato iscritto nella Sezione Speciale del Registro delle Imprese e al momento offre supporto a 17 start-up innovative, le cui attività sono concentrate principalmente nei settori ICT e Scienze della Vita. Uno dei servizi peculiari offerti dall’incubatore è il supporto per l’accesso al mercato statunitense, grazie alla sede a Boston all’interno del CIC Cambridge.

LVenture Group

LVenture Group è una holding di partecipazioni quotata sull’MTA di Borsa Italiana, con attività di investimento che si suddividono tra microseed, con investimenti di 80.000 euro in cambio del 9% delle azioni della start-up incubata sotto forma di Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP), seguita tramite il Programma di Accelerazione erogato tramite LUISS ENLABS “La fabbrica delle startup”; oppure seed, con investimenti fino a 250.000 euro in cambio di quote di minoranza nelle start-up uscite con successo dal Programma di Accelerazione o in altre start-up selezionate con ottimi indicatori di crescita.

PI Campus

Nella lista degli incubatori certificati compare anche PI Campus, una venture capital firm con investimenti in early-stage technology ventures e un distretto di start-up district situato a Roma, che da comunicato stampa dichiara però di non essere un incubatore o uno spazio di co-working.
Ci sono tre modalità per usufruire dei benefici di Pi Campus, diventando così “Pi Campus citizen”, ovvero essere assunti da una delle società già locate in una delle cinque lussuose ville a disposizione del Pi Campus, ottenere un investimento fino a 500.000 o infine la propria una start-up deve suscitare l’interesse ed essere selezionata da Pi Campus.

Incubatori certificati in Liguria

In Liguria è presente un solo incubatore certificato, iscritto nella sezione speciale del Registro delle Imprese, Wylab.

Wylab

Wylab nasce dall’esperienza di imprenditori specializzati nella tecnologia per lo sport, rendendo questo particolare settore il focus della ricerca innovativa promossa dall’incubatore certificato. Oltre agli spazi di coworking e al sostegno per la trasformazione delle idee innovative in impresa, una delle principali caratteristiche è il supporto alle attività di networking delle startup con club, federazioni, agenti, associazioni sportive di vario tipo e struttura.

Incubatori certificati in Lombardia

La regione Lombardia detiene il record di presenze di incubatori certificati, ben 10, di cui la maggioranza concentrati nella sola città di Milano: TIM WCap Accelerator, Digital Magics, Fondazione Filarete, Impact Hub, Make a Cube, Talent Garden Milano, Polihub, Techinnova – Innogrow, ComoNExT e Parco Tecnologico Padano.

ComoNExT

ComoNExT è un Parco scientifico Tecnologico che trova sede nell’antico cotonificio Somaini di Lomazzo, fondato nel 2010 dalla Camera di Commercio di Como con il contributo della Fondazione Cariplo. Ad oggi l’incubatore ha ospitato 120 imprese, di cui un terzo start-up, in una superficie di 14.000 mq con 130 uffici e laboratori e 60 postazioni di lavoro (co-working) dedicate alle start-up, e vanta una rete di 800 imprese collegate con università, centri di ricerca, banche, fondi d’investimento. Per partecipare al processo di incubazione è necessario fare una application al bando “Dall’idea all’impresa” della Camera di Commercio di Como, avvalendosi degli spazi e servizi presso l’Incubatore di ComoNExT.

Parco Tecnologico Padano

Il Parco Tecnologico Padano nasce dall’iniziativa della Regione Lombardia, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Lodi, l’Università degli Studi di Milano oltre a Fondazione Cariplo e la Fondazione della Banca Popolare di Lodi ed opera nel settore agroalimentare, della bioeconomia e delle Scienze della Vita. Tra le attività svolte è presente Alimenta Incubatore, iscritto nella sezione speciale del Registro delle Imprese come incubatore certificato, con due tipologie di offerte: i servizi di residenzialità, ovvero la possibilità di usufruire dei laboratori attrezzati, uffici, area tecnica comune e altri servizi di logistica, e il pacchetto Impresa, ovvero l’audit e lo scouting tecnologico, il supporto al business planning, alla finanza agevolata e al networking.

TIM WCap Accelerator

Il TIM WCap Accelerator è il corporate accelerator di Tim, il cui obiettivo è quello di individuare start-up coerenti con la business strategy della società e supportarne lo sviluppo al fine di integrarle nell’offerta e nella tecnologia TIM. Oltre alle sedi di Bologna, Roma e Catania, la sede di Milano è situata nel quartiere dei Navigli e mette a disposizione delle start-up incubate 60 postazioni di lavoro, 3 sale riunioni di cui dotata di Cisco Spark Board, 1 sala eventi, 1 sala lezioni e 1 sala ristoro.

Digital Magics

Il percorso delle start-up con l’incubatore certificato Digital Magics prevede una prima selezione per accedere al programma di sviluppo “full immersion incubation” della durata dai 3 ai 6 mesi, superato il quale è possibile accedere alla presentazione della propria idea di business ad un network di investitori, composto da istituti bancari, fondi d’investimento, venture capitalist, business angel e family office. Durante il percorso di affiancamento, Digital Magics mette a disposizione un mentor, il LAB, ovvero il centro di sviluppo tecnologico, un servizio di business development, oltre al supporto per la definizione del posizionamento della start-up, business model e business plan, fino al coaching per la presentazione di un pitch efficace.

Fondazione Filarete

La Fondazione Filarete offre il proprio supporto alle start-up o spin-off universitari che operano nell’ambito delle Scienze della Vita e della Salute, grazie alla creazione di Filarete Healthy Startups e il programma di Soft Incubation, offrendo spazi di coworking e un servizio di business development. Inoltre la Fondazione Filarete collabora ad iniziative di scouting e formazione dedicate alle start-up come Start Cup Milano Lombardia, Intesa Start Up Initiative e Global Social Venture Competition.

Impact Hub

Impact Hub Milano è un incubatore certificato dal 2014, iscritto alla sezione speciale del Registro delle Imprese e fa parte di una rete di Impact Hub internazionale, del quale rappresenta il primo centro in Italia. Oltre alla struttura di circa 3000 mq in Via Aosta 4, dedicata al coworking, Impact Hub Milano gestisce anche FabriQ, l’incubatore sociale del Comune di Milano situato a Quarto Oggiaro.
L’incubatore mette a disposizione delle start-up diversi programmi a cui accedere tramite applications, come ad esempio “Customize My Idea”, dedicato ad un percorso di incubazione personalizzato sulle necessità della start-up, “Embed Bootstrap Competition”, in partnership con Embed Capital per un finanziamento equity-based di 50.000 €, oppure “IHM Acceleration 2017”, per la selezione di 5 start-up ad alto impatto sociale in cambio di equity.

Make a Cube

Make a Cube è l’incubatore certificato e specializzato in imprese ad alto valore sociale, ambientale e culturale. Nasce da una joint venture tra Avanzi e Make a Change perseguendo il sostegno all’innovazione sociale. Tra i servizi propositi ci sono: Make a Cube Warm Up, ovvero il laboratorio con lezioni frontali e workshop nel quale definire il business model; con Make a Cube 121 invece viene offerto un affiancamento su misura per imprese innovative; Make a Cube HD è il programma di incubazione dedicato a gruppi di start-up con un impegno full-time; Make a Cube Open Innovation offre consulenza a società profit, no-profit e istituzioni pubbliche nell’ambito dell’innovazione ambientale e sociale.

Talent Garden Milano

Talent Garden Milano è iscritto alla sezione speciale degli incubatori certificati del Registro delle Imprese dal marzo 2015, fa parte di un network di coworking campus focalizzati sul settore creativo e digitale, con sedi in Italia a Milano, Bergamo, Brescia, Cosenza, Padova, Genova, Pisa, Torino, Pordenone, Roma e Sarzana, mentre all’estero il TAG è presente a Kaunas in Lituania, Barcellona, Tirana, Bucarest. Talent ha stipulato partnership con Digital Magics e Tamburi Investment Partners, e oltre agli spazi di coworking, offre servizi di formazione tramite la TAG Innovation School.

Polihub

Il Polihub è l’Innovation Distict and Startup Acceleretor del Politecnico di Milano, il cui obiettivo è quello di dare sostegno a start-up altamente innovative con modelli di business scalabili, in modo da favorire un rapporto tra il Politecnico, le start-up e le aziende che pongono attenzione all’innovazione. Nell’ottica della collaborazione con le imprese, il Politecnico di Milano mette a disposizione, tramite il PoliHub, le conoscenze e i centri d’eccellenza, quali MIP, PoliDesign e Cefriel.
In questo modo, il PoliHub si pone come il secondo incubatore universitario di start-up in Europa e il quinto nel mondo, con più di 1000 idee raccolte nel 2016, 8 major acquisitions, 26 spin-off del Politecnico di Milano e più di 100 start-up incubate.

Innogrow

Innogrow è l’incubatore certificato di Techinnova, il cui sostegno alle start-up si concretizza principalmente nell’offerta degli spazi di coworking di 600 Mq ripartiti sulle sedi Techinnova, all’interno dei quali è possibile usufruire dei laboratori FabLab adatti a realizzare i prototipi, per i quali successivamente si offre supporto per registrare a livello italiano ed europeo i modelli e i disegni dei prodotti prototipati o da prototipare, trovare partner industriali e commerciali e individuare finanziamenti pubblici e investitori privati. Innogrow offre inoltre percorsi di formazione manageriale e mentorship per individuare modelli di business adatti e strategie efficaci. Per poter abbattere i costi di incubazione, le start-up potranno accedere ai bandi e voucher erogati dalla Regione Lombardia, e in qualità di incubatore certificato Innogrow potrà erogare tali voucher.

Incubatori certificati in Marche

Nella regione Marche sono presenti due incubatori certificati: The Hive, con sede principale ad Ancona, e JCube, situato a Jesi.

The Hive

The Hive è un incubatore certificato dal febbraio 2014, inizialmente focalizzato sulle Marche, ma successivamente ha aperto anche due sedi a Roma e Milano. Nato dall’iniziativa di due imprenditori, ha ottenuto nel novembre 2015 la certificazione per il sistema di incubazione e accelerazione da TÜV Italia, mentre è stato selezionato da UBI Global tra i 10 migliori incubatori al mondo nella “Top University Associated Business Incubator”. Oltre ai servizi di mentorship e affiancamento delle start-up dall’idea fino alla trasformazione in impresa, The Hive partecipa ai progetti Europei quali Enforces Project Erasmus +, Essence Project Erasmus +, Succeed, T4 – Transnational Technology Transfer Training, Engaging.

JCube

JCube nasce come primo incubatore del Centro Italia e centro di trasferimento tecnologico riconosciuto dalla Regione Marche, su iniziativa del Gruppo Industriale Maccaferri, Università Politecnica delle Marche e Comune di Jesi, e ad oggi persegue un percorso di ampliamento di strutture e attività per trasformarsi in un parco d’innovazione. Dopo aver inaugurato il Fab Space nel 2015, laboratorio dedicato alla manifattura additiva, si è dedicato a progetti di Open Innovation e Acceleration al fine di favorire lo sviluppo dell’innovazione soprattutto nell’area adriatica, in particolare nelle aree biotech, food, cleantech, nanotech, 3D printing e robotica.

Incubatori certificati in Piemonte

Gli incubatori certificati presenti nella regione Piemonte sono tre e per lo più legati alle Università: troviamo Enne3, l’incubatore di impresa del polo di Novara, poi I3P del Politecnico di Torino, e 2i3t dell’Università di Torino.

Enne3 – Incubatore di impresa del polo di Novara

Enne3 è l’incubatore di impresa universitario del Polo di Innovazione di Novara, una società partecipata da Università del Piemonte Orientale, Provincia di Novara, Comune di Novara, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Novara, Associazione Industriali di Novara, Finpiemonte SpA. L’incubatore fa riferimento al territorio del Piemonte Orientale, offrendo i propri servizi per sviluppare progetti d’impresa dall’idea iniziale fino alla messa sul mercato, con una attenzione ai progetti con un forte contenuto di conoscenza. Una peculiarità dell’incubatore è la forte vocazione universitaria, tanto da porsi come opportunità per studenti e ricercatori universitari di sviluppare una alternativa alla carriera accademica pur rimanendo nell’ambito della ricerca, grazie ai rapporti con i Dipartimenti dell’Università del Piemonte Orientale.

I3P – Incubatore Imprese Innovative del Politecnico di Torino

I3P è uno degli incubatori universitari italiani, oltre ad essere uno dei maggiori a livello europeo secondo il ranking internazionale UBI Index. L’incubatore ha sede presso il campus principale del Politecnico di Torino, e raccoglie circa il al 40% circa delle start-up innovative nate nel comune di Torino. Le aree di competenza di I3P sono ICT/Digital, Cleantech, Medtech e Industrial, oltre ad avere diverse attività nell’ambito della Social Innovation. Per partecipare al percorso di incubazione è necessario presentare un’idea di impresa o un business plan tramite il sito web, ma è possibile anche partecipare a “Start Cup Piemonte Valle d’Aosta” oppure candidarsi al percorso TreataBit. L’incubazione dura 3 anni, con possibilità di estensione sino a 5.

2i3t – Incubatore di Imprese dell’Università di Torino

Dal gennaio 2015 2i3t è l’incubatore certificato per le imprese e per il trasferimento tecnologico dell’Università degli Studi di Torino, il cui obiettivo è dare una valorizzazione economica alla ricerca accademica, favorendo la creazione di nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza. Dispone di due poli di incubazione con una superficie totale di 1700 mq, all’interno dei quali sono ospitati laboratori e strumentazioni scientifiche, ma anche spazi per le imprese neo costituite. 2i3T consente di coniugare le competenze presenti nei 27 Dipartimenti dell’Università di Torino con il processo di incubazione delle start-up innovative, che parte dallo scouting delle idee adatte al trasferimento tecnologico, per poi passare ad un percorso di formazione che punti alla redazione del business plan e l’analisi della fattibilità dell’impresa, fino ad arrivare alla costituzione della società, la quale potrà poi usufruire degli spazi fisici messi a disposizione dall’incubatore.

Incubatori certificati in Sardegna

La regione Sardegna è una delle poche regioni del Centro-Sud e Isole d’Italia ad ospitare la sede di incubatori certificati, grazie a The Net Value.

The Net Value

The Net Value è un incubatore certificato iscritto alla sezione speciale del Registro delle Imprese dal 2013. La società è stata fondata nel 2008 a Cagliari, in un contesto territoriale ricco di innovazione tecnologica, dato che ospita e ha ospitato altre società digitali quali Tiscali, CRS4, VoL. L’ambito di azione dell’incubatore è il settore ICT & New Media, tanto da definirsi “Digital Media Nursery” per l’attività di sostegno delle start-up del settore digitale nel processo di crescita, offrendo competenze che spaziano dal business planning al legal, dal company engineering al financial support.

Incubatori certificati in Toscana

Nella regione Toscana sono presenti due incubatori certificati iscritti alla sezione speciale del Registro delle Imprese: Nana Bianca e il Polo Tecnologico di Navacchio.

Nana Bianca

Nana Bianca è uno dei due incubatori certificati della Toscana, situato a Firenze e fondato nel 2012 da tre dei fondatori di Dada, Paolo Barberis, Jacopo Marello e Alessandro Sordi. I settori principali di interesse sono le tecnologie collegate all’advertising e al marketing digitale, i servizi e le applicazioni mobile, l’e-commerce come modello astratto e scalabile che utilizza i canali di rete e il marketing digitale. Al momento sono attivi 26 progetti che coinvolgono oltre 150 professionisti del digitale, in un percorso di supporto alle start-up che parte dalla definizione del modello di business, per continuare nello sviluppo del prodotto, i test di mercato, le strategie e posizionamento, fino ad arrivare all’accesso ai finanziamenti e maturità.

Polo Tecnologico di Navacchio

Il Polo Tecnologico di Navacchio nasce nel 2000 a Navacchio, a pochi km da Pisa e con aree anche a Rosignano e Cecina, nel 2003 viene istituito l’incubatore che poi nel 2010 diventa incubatore accreditato della Regione Toscana. Situato fisicamente nel III Lotto del Polo Tecnologico, con oltre 1.200 mq di spazio all’interno del quale sono presenti 20 moduli, sale riunioni, auditorium, spazio Coworking e anche un asilo nido, l’incubatore certificato opera nei settori ICT, Robotica, Servizi, Microelettronica, Biomedicale, Energia & Ambiente, offrendo alle start-up scouting, visibilità, networking, ricerca di investitori, individuazione di bandi e finanziamenti, formazione internazionalizzazione e accompagnamento commerciale, oltre alla possibilità di usufruire dei servizi di prototipazione e fabbricazione digitale del FABLAB Toscana.

Incubatori certificati in Trentino-Alto Adige

Le start-up innovative presenti in Trentino-Alto Adige hanno la possibilità di affidarsi ad un incubatore certificato presente nella regione, ovvero Trentino Sviluppo.

Trentino Sviluppo

Trentino Sviluppo mira allo sviluppo sostenibile della regione, supportando l’imprenditorialità e l’innovazione attraverso la collaborazione tra imprese e la creazione di filiere e cluster strategici per il territorio. L’ambito di interesse principale è la promozione del territorio, partendo dal settore turistico, fino all’innovazione aziendale e le filiere produttive. L’incubatore certificato mette a disposizione spazi produttivi e ad uso ufficio, servizi e laboratori di ricerca all’interno dei sette BIC (Business Innovation Centre), con servizi a supporto delle start-up, sia logistici che con attività di networking, business development, mercato e internazionalizzazione, finanza, comunicazione e sviluppo prodotto.

Incubatori certificati in Veneto

Anche la regione Veneto rientra tra le regioni con più incubatori certificati dopo il primato assoluto della Lombardia, ospitando quattro realtà come M31, H-Farm, T2I e VEGA – Parco Scientifico Tecnologico di Venezia.

M31

L’incubatore M31 viene fondato nel 2007 dal professore universitario Ruggero Frezza, il quale decide di creare una struttura che aiuti le imprese ad approdare sui mercati internazionali, coniugando servizi di incubazione e capitale di rischio. In questi 10 anni sono state avviate 12 imprese ad alto contenuto tecnologico, spaziando dall’area biomedicale alle telecomunicazioni, con più di 100 collaboratori e sono state presentate più di 20 domande di brevetti internazionali.

H-Farm

H-Farm è il primo venture incubator al mondo, fondato nel 2005 a Ca’Tron in provincia di Treviso, qualche mese prima di Y Combinator negli Stati Uniti. Per accedere ai programmi di accelerazione dell’incubatore occorre effettuare una application tramite la piattaforma F6S e, come specificato nelle FAQ, solitamente si tratta di percorsi che hanno una durata di 4 mesi, durante i quali le start-up vengono seguite da mentors ed esperti per affrontare le problematiche riscontrate: nei primi 3 mesi viene definito il business e la strategia, mentre l’ultimo mese del programma è dedicato al fundraising.

t2i

t2i è una società consortile per l’innovazione, creata nel 2014 dalle Camere di Commercio di Treviso-Belluno, Verona e Venezia Rovigo Delta Lagunare, mentre dal 2016 viene esteso il supporto alle società con l’ingresso di Verona Innovazione. t2i è iscritta all’anagrafe nazionale delle ricerche presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e fa parte della rete dei Laboratori Universitari e della rete dei Laboratori delle Camere di Commercio italiane.
L’incubatore offre servizi di coworking in un’area di 1000 mq con spazi dedicati alle start-up e il FabLab, oltre a fornire percorsi formativi e sostegno alla definizione dell’impresa, con consulenze fiscali, amministrative e su marchi e brevetti.

VEGA – Parco Scientifico Tecnologico di Venezia

Il Parco Scientifico Tecnologico di Venezia VEGA è uno dei più importanti parchi scientifici-tecnologici in Italia, ponendosi come punto di contatto tra università, centri di ricerca e imprese della regione Veneto, promuovendo la ricerca scientifica e facilitando il trasferimento di conoscenze. I settori d’interesse di VEGA sono Nanotecnologie, ICT e Green Economy, tanto da diventare un modello per la riconversione ambientale, come ad esempio il percorso di riqualificazione di Porto Marghera, in un’area industriale di oltre 2000 ettari tra le più grandi d’Europa. L’incubatore dispone di un’area di 1000 mq nei quali ospitare start-up, spin off e nuove aziende sostenendo lo sviluppo dall’idea fino al piano d’impresa, costituzione e gestione, inoltre è partner del Premio Gaetano Marzotto.