Guerra dei brevetti: Microsoft batte Google nella causa contro Motorola

Un tribunale di San Francisco ha confermato che le quote richieste da Motorola per le licenze di brevetti relativi a Wi-Fi e file video erano troppo alte

Gavel and book.

Una Corte d’Appello federale ha decretato la vittoria di Microsoft contro Google in una lunga causa sulla licenza di brevetti originariamente depositata contro Motorola nel 2010. Una giuria di tre giudici del 9° Circuito della Corte d’Appello di San Francisco ha confermato la sentenza di un tribunale inferiore, che aveva stabilito che le tariffe di licenza per alcuni brevetti di proprietà di Motorola dovevano essere notevolmente inferiori rispetto alla quota richiesta dalla società.

La disputa è iniziata dopo che Motorola richiese a Microsoft di pagare 4 miliardi l’anno per i brevetti di licenza relativi allo standard 802.11, che è alla base Wi-Fi, e allo standard di codifica video H.264. Da allora, Google ha acquistato Motorola Mobility e il suo portafoglio di brevetti, inclusi i brevetti coinvolti nella causa. Poi ha venduto Motorola Mobility a Lenovo, mantenendo la proprietà dei brevetti.

I negoziati sui brevetti erano complicati, perché Motorola era sotto contratto con l’IEEE e l’International Telecommunications Union per offrire licenze a terzi a condizioni “ragionevoli e non discriminatorie”. Microsoft ha citato in giudizio Motorola sostenendo che aveva violato tale contratto.

Oltre alla decisione sulle tariffe di licenza, la Corte d’Appello ha confermato anche la decisione di assegnare a Microsoft 14,5 milioni di dollari per i danni subiti in un processo correlato.

Il caso ha attirato l’interesse di diversi operatori del settore tech. Apple e Intel hanno espresso il loro sostegno a Microsoft, mentre Qualcomm e Nokia si sono schierate a favore di Motorola. L’esito della causa potrebbe avere conseguenze su casi futuri riguardo alle licenze di brevetti.

Non è ancora chiaro quale sarà il futuro per questo caso. Google ha ancora a sua disposizione vie di ricorso (compresa la Corte Suprema degli Stati Uniti), quindi è possibile che la causa non sia ancora conclusa.

Google e Microsoft non hanno rilasciato commenti sul procedimento e sulla decisione della Corte d’Appello.