Non si ferma il flusso di richieste di cancellazione dai risultati di ricerca di Google. La società ha dichiarato questa settimana di aver ricevuto 348.085 richieste di cancellazione da maggio 2014, quando la Corte di Giustizia Europea ha emesso la sentenza sul “diritto all’oblio”, a oggi. Le richieste ricevute alla fine di luglio erano circa 300.000. In totale, da maggio 2014 a oggi sono stati rimossi 1.234.092 link. Tra i primi dieci siti web interessati dalla cancellazione dei risultati di ricerca ci sono Facebook.com, profileengine.com, groups.google.com, youtube.com, badoo.com e Twitter.

La sentenza della EU permette alle persone di chiedere al motore di ricerca la rimozione di link a contenuti che sono inadeguati, irrilevante o non di pubblico interesse. Google può valutare caso per caso se accogliere o meno la richiesta, in base alle circostanze. La società ha fornito esempi resi anonimi di come ha gestito alcune richieste. In Austria, Google ha respinto la richiesta di rimozione ad alcuni articoli da parte di una coppia che è stata accusata di frode aziendale. In Germania, Google ha accolto la richiesta di rimuovere collegamenti a pagine che fanno riferimento a un articolo su un insegnante, che fu condannato per un reato minore più di dieci anni fa.

La procedura di accettazione o rifiuto delle richieste degli utenti non è sempre lineare, e in alcuni casi Google si è trovato in disaccordo con le autorità nazionali di protezione dei dati.

Google diritto oblio nov 15
Le richieste di rimozione giunte a Google dal nostro Paese, rese note attraverso il “Rapporto sulla trasparenza” pubblicato dalla società

In Italia, per avere supporto nelle richieste di cancellazione da Google è possibile rivolgersi al Garante per la privacy, che ha recentemente dichiarato di aver sostenuto 50 ricorsi in cause per il diritto all’oblio.

 

AUTOREJeremy Kirk
CWI.it
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