Le unità USB crittografate come componenti chiave per il GDPR

L’uso di unità Flash USB crittografate costituisce un elemento essenziale nella promozione della sicurezza informatica e garantire la conformità al GDPR.

unità USB crittografate

Kingston Digital è in prima linea nel far comprendere come il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), che entrerà in vigore il 25 maggio (manca ormai pochissimo), interesserà chiunque tratti i dati dei residenti dell’Unione Europea. Le grandi aziende e le organizzazioni globali stanno reagendo alla minaccia alla sicurezza dei dispositivi di storage rimovibili introducendo un divieto all’utilizzo degli stessi, senza però rendersi conto dei problemi che tale decisione potrebbe generare.

Invece, l’uso di unità USB crittografate costituisce un elemento essenziale nella promozione della sicurezza informatica, permettendo di mantenere la produttività della forza lavoro e di garantire la conformità al GDPR. Al contempo, le aziende dovrebbero anche attuare standard, politiche e linee guida per l’uso di dispositivi di archiviazione USB crittografati.

“Riteniamo che le aziende e le altre entità che vietano ai propri dipendenti l’utilizzo di dispositivi di archiviazione rimovibili non abbiano condotto analisi sufficienti per comprendere i movimenti dei grandi flussi di dati all’interno e all’esterno di un’organizzazione”, ha dichiarato Valentina Vitolo, Flash Business Manager di Kingston EMEA. “Vietare l’utilizzo di drive USB non impedirà alle persone di esporre dati preziosi a rischi o furti. Ci sono, al contrario, soluzioni facilmente disponibili per controllare l’accesso alle porte USB, alle unità USB e ai dati che possono essere copiati su questi dispositivi”.

Le aziende che hanno recentemente annunciato il divieto di utilizzo di supporti rimovibili sostengono di averlo fatto perché il possibile danno finanziario e di reputazione da dispositivi di archiviazione portatili smarriti, persi o usati in modo improprio deve essere ridotto al minimo. Nonostante bloccare o vietare ai dipendenti di utilizzare le porte USB potrebbe sembrare una soluzione semplice, tale decisione può tuttavia anche limitarne la produttività e ridurre la loro efficienza lavorativa.

unità USB crittografate

Una forza lavoro mobile potrebbe ad esempio non avere accesso ai file necessari o alla possibilità di trasferire documenti a causa di reti Wi-Fi libere locali che si rivelano inaffidabili, di permessi di rete o di firewall. Le memorie USB portatili possono inoltre rivelarsi utili per raccolta dati sul campo in caso di emergenze, sia in ambito scientifico che militare, senza dimenticare che la manutenzione dei sistemi e l’assistenza ai clienti nella distribuzione del software richiedono la distribuzione di patch tramite unità USB.

Anche le organizzazioni che in passato hanno vietato l’uso delle unità USB hanno avuto poco o nessun successo. Molti divieti sono stati in seguito sostituiti, istituendo e aderendo a standard e politiche efficienti che incorporavano o imponevano l’uso di unità USB crittografate. Queste soluzioni hanno aiutato grandi e piccole aziende a trasportare i loro dati mobili in tutta sicurezza per anni.

La crittografia è tra i mezzi di protezione dei dati più affidabili, soprattutto nei casi che coinvolgono dati riservati o sensibili. Le unità USB crittografate sono prodotti che offrono soluzioni per la sicurezza e costituiscono un pilastro essenziale di una strategia completa volta alla prevenzione della perdita dei dati (DLP) tra crittografia AES-256bit basata su hardware in modalità XTS, protezione antivirus/malware e possibilità di essere gestite da remoto. Pertanto, le aziende e le organizzazioni dovrebbero insistere affinché i dipendenti utilizzino solo unità USB crittografate, che combinano i vantaggi in termini di produttività e consentono l’accesso USB proteggendo al contempo le informazioni contenute al loro interno.

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