IBM acquisisce Red Hat per 34 miliardi di dollari

Dopo le voci circolate nel weekend IBM ha confermato l’acquisizione di Red Hat e ora punta a diventare il fornitore di cloud ibrido numero uno al mondo.

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IBM ha svelato i piani per acquisire Red Hat con un’operazione da 34 miliardi di dollari destinata a rafforzare le capacità di cloud ibrido del gigante tecnologico americano. I termini dell’accordo, svelati dopo un weekend di speculazioni sui media, vedranno IBM acquisire tutte le azioni ordinarie emesse e in circolazione di Red Hat per 190 dollari ciascuna, anche se la finalizzazione dell’accordo non avverrà prima della seconda metà del 2019 .

“L’acquisizione di Red Hat è un punto di svolta” ha dichiarato Ginni Rometty, CEO di IBM. “Cambia tutto sul mercato cloud. IBM diventerà infatti il fornitore di cloud ibrido numero uno al mondo, offrendo alle aziende l’unica soluzione di cloud aperto che consentirà di sfruttare appieno il valore del cloud per le proprie attività”. La Rometty ha aggiunto che l’acquisizione riunisce i fornitori di cloud ibridi “best-in-class”, consentendo alle aziende di spostare in sicurezza tutte le loro applicazioni aziendali nel cloud.

IBM è stato tra i primi sostenitori di Linux, collaborando con Red Hat per aiutare a sviluppare e far crescere Linux di livello enterprise e, più recentemente, per portare ai clienti soluzioni aziendali Kubernetes e hybrid cloud. Secondo la Rometty tali innovazioni sono diventate “tecnologie di base” all’interno del settore cloud ibrido di IBM che oggi vale 19 miliardi di dollari.

Sempre secondo la Rometty con questa acquisizione IBM rimarrà fedele alla governance aperta di Red Hat, ai contributi open source, alla partecipazione alla comunità open source e al modello di sviluppo, promuovendo allo stesso tempo il proprio diffuso ecosistema di sviluppatori.

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“L’open source è la scelta di default per le moderne soluzioni IT e sono incredibilmente orgoglioso del ruolo che Red Hat ha avuto nel far diventare una realtà aziendale” ha aggiunto Jim Whitehurst, presidente e CEO di Red Hat. “Unire le forze con IBM ci fornirà un maggiore livello di penetrazione, risorse e capacità per accelerare l’impatto dell’open source come base per la trasformazione digitale e portare Red Hat a un pubblico ancora più ampio, il tutto preservando la nostra cultura unica e il nostro impegno costante per l’innovazione open source.”

IBM e Red Hat continueranno inoltre a sviluppare e migliorare le partnership di Red Hat, comprese quelle con i principali fornitori di cloud come Amazon Web Services (AWS), Microsoft Azure, Google Cloud e Alibaba, oltre a IBM Cloud. “IBM si impegna a essere un vero fornitore multi-cloud e daremo priorità all’utilizzo della tecnologia Red Hat su più cloud” ha affermato Arvind Krishna, vicepresidente senior di hybrid cloud di IBM.

“In tal modo, IBM supporterà la tecnologia open source ovunque venga eseguita, consentendole di scalare in modo significativo all’interno delle impostazioni commerciali in tutto il mondo.” Alla chiusura dell’acquisizione, Red Hat si unirà al team IBM Hybrid Cloud come unità distinta, con l’obiettivo di mantenere “l’indipendenza e la neutralità” del patrimonio di sviluppo open source di Red Hat.

Red Hat continuerà a essere guidata da Whitehurst e dall’attuale team di dirigenti, mentre Whitehurst si unirà al senior management team di IBM e farà rapporto a Rometty. IBM intende mantenere così come sono la sede e le strutture esistenti e operative di Red Hat.

“L’impegno di IBM a mantenere le cose che hanno reso Red Hat di successo, pensando sempre al cliente e alla community open source, rende questa una straordinaria opportunità non solo per Red Hat ma anche per l’open source in generale” ha aggiunto Paul Cormier, presidente di prodotti e tecnologie a Red Hat. “Dal giorno in cui abbiamo deciso di portare l’open source all’impresa, la nostra missione è rimasta invariata. E ora, una delle più grandi aziende tecnologiche del pianeta ha accettato di collaborare con noi per aumentare e accelerare i nostri sforzi, portando l’innovazione open source a una fetta ancora più grande dell’impresa”.