Huawei cresce del 23 percento, ma rallenta dopo il “ban” di Trump

Un inizio anno molto forte contiene i danni dei divieti imposti ai fornitori americani. Incerta la presenza di Android sul prossimo Mate 30, ma l'azienda è pronta alle alternative e "lotterà per garantire la sopravvivenza della propria divisione consumer"

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Nel primo semestre del 2019 Huawei ha generato un fatturato complessivo di 58,34 miliardi di dollari, che rappresentano un incremento del 23,2% rispetto all’anno precedente, e questo nonostante sul semestre abbiano inciso – per 45 giorni – gli effetti dell’inclusione di Huawei nelle “entity list” delle aziende sottoposte a limitazioni all’esportazione di tecnologia da parte di aziende americane (e non solo).

Il presidente di Huawei Liang Hua ha affermato che “i prodotti core di Huawei non sono stati intaccati dal blocco, che i clienti hanno continuato a scegliere i prodotti Huawei e ad avere fiducia nell’azienda, così come i fornitori”, ma ammette che “la crescita è stata molto veloce fino a maggio (data del provvedimento americano, NdR), per poi rallentare”.

Detto ciò, e sebbene il provvedimento sia stato successivamente limitato e parzialmente sospeso, al momento non ci sia mai stato un fermo della produzione,  ma per Liang “questo non vuol dire che non ci saranno difficoltà che potrebbero influenzare il nostro ritmo di crescita nel breve termine”.

L’azienda investirà quest’anno 17,45 miliardi di dollari in Ricerca e Sviluppo (1,7 dei quali nel nuovo il Microelectronics Innovation Lab realizzato in partnership tra il Centro di Ricerca di Milano e l’Università di Pavia), anche per sviluppare in proprio tecnologie e soluzioni alternative a quelle americane. “Quando un’azienda è sottoposta a una enorme pressione, scatena tutto il suo potenziale”, dice Liang.

Android sui prossimi smartphone: nessuna garanzia

Liang ha affermato che non vi sono certezze sulla presenza di Andoroid sugli smartphone successivi al Mate 20x, la cui progettazione è precedente al ban e di cui è appena iniziata la distribuzione anche in Italia.

“Se il governo Usa ce lo permetterà, useremo Android; altrimenti siamo pronti a ricorrere ad alternative, ma combatteremo per garantire la sopravvivenza della nostra divisione consumer”, afferma Liang. Tra le armi, ci sarà probabilmente il sistema operativo HongMeng sviluppato internamente e alternativo ad Android, sui cui dettagli però non sono state rilasciate dichiarazioni.

I risultati finanziari Huawei

Il Carrier Business Group, che comprende infrastrutture di rete per gestori telefonici ha raggiunto i 21,3 miliardi di dollari di fatturato, spinto anche dal deployment del 5G (Huawei ha sottoscritto 50 contratti e consegnato oltre 150.000 stazioni base 5G in tutto il mondo).

Cresce anche l’Enterprise Business Group, con le soluzioni ICT per aziende che comprendono cloud, IA, data center, IoT e reti campus, toccando i 4,59 miliardi di dollari di fatturato, continuando a essere fornitore anche per settori critici come la pubblica amministrazione, finanza, trasporti, energia e nell’industria automobilistica.

In ambito Consumer, nella prima metà dell’anno, Huawei ha generato un fatturato pari a 32,1 miliardi di dollari, con 118 milioni di smartphone venduti (inclusi quelli a marchio Honor), e ha registrato un incremento del 24% anche nelle spedizioni di tablet, PC e dispositivi indossabili.