Lavoro ibrido: le misure di sorveglianza dei dipendenti sono un’arma a doppio taglio

L'aumento del lavoro ibrido richiede nuovi modi di monitorare le prestazioni e i risultati che vadano oltre il semplice tempo trascorso alla scrivania.

VMware ha annunciato i risultati di uno studio globale secondo cui l’aumento delle prestazioni dei dipendenti e la fiducia stabilita nei nuovi modelli di lavoro ibrido potrebbero essere minacciati da un aumento nell’implementazione di misure di monitoraggio remoto. Lo studio The Virtual Floorplan: New Rules for a New Era of Work ha rilevato che il 70% delle aziende intervistate ha già implementato o sta pianificando di implementare misure di sorveglianza dei dipendenti per monitorarne la produttività nel passaggio al lavoro ibrido.

Tra queste organizzazioni, le misure adottate includono gli strumenti di collaboration (misura adottata dal 40% in Italia, 43% a livello globale), la navigazione web (per il 39% in Italia, il 41% a livello globale), il monitoraggio dell’attenzione tramite webcam (30% in Italia, 28% a livello globale), il monitoraggio delle e-mail (33% delle aziende in Italia, dal 44% a livello globale), così come la sorveglianza video (27% in Italia, 29% a livello globale), e software keylogger (19% in Italia, 26% a livello globale).

Tuttavia, in Italia, il 36% delle aziende che hanno già implementato il monitoraggio dei dispositivi, e il 45% delle aziende che sono attualmente in procinto di farlo, stanno vedendo “drasticamente aumentato” o “aumentato” il turnover dei dipendenti.

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I risultati della ricerca suggeriscono che l’equilibrio da raggiungere nel cercare nuove modalità per valutare le prestazioni dei dipendenti è molto delicato. Dal punto di vista dei dipendenti, in Italia il 78% degli intervistati concorda sul fatto che passare a un ambiente di lavoro distribuito abbia significato una valutazione maggiore delle performance da parte del datore di lavoro, rispetto alle metriche tradizionali come il tempo trascorso in ufficio.

E l’85% dei dipendenti concorda sul fatto che le tecnologie per il lavoro remoto abbiano permesso loro di lavorare in modo più efficiente di prima. Di contro, guardando alle aziende, l’82% delle organizzazioni italiane ha dovuto sviluppare nuovi modi per misurare la produttività dei dipendenti. Tra queste organizzazioni, per misurare la produttività è stato messo a punto un nuovo approccio per monitorarla, come ad esempio incontri regolari con i manager per una valutazione dei risultati concordati (52%), per discutere i carichi di lavoro (46%) e l’utilizzo di nuovi software di gestione dei progetti (46%).

Tuttavia, ora che le persone lavorano senza essere necessariamente sedute a pochi metri di distanza, i datori di lavoro stanno sviluppando nuovi modi per monitorare e calcolare la produttività dei dipendenti. Mentre ben il 70% dei dipendenti riconosce che si sia reso necessario sviluppare nuovi modi per monitorare la produttività come conseguenza del passaggio al lavoro ibrido, la trasparenza rimane un elemento critico: il 23% dei dipendenti non sa infatti se la propria organizzazione abbia implementato o meno sistemi di monitoraggio dei dispositivi per controllare la produttività.

“Gli strumenti di Digital Workspace permettono alle persone di lavorare da qualsiasi luogo e la nostra ricerca mostra che i dipendenti si sentono più apprezzati e sentono di avere maggior fiducia da parte del proprio datore di lavoro. La mancanza di trasparenza e la misurazione delle prestazioni “di nascosto” possono rapidamente erodere la fiducia dei dipendenti e portare i talenti ad abbandonare le aziende, in un mercato delle competenze altamente competitivo e stimolante” ha dichiarato Shanker Iyer, senior vice president e general manager, End-User Computing, VMware.

”I dipendenti si sono abituati al lavoro flessibile e alla consapevolezza che non hanno bisogno di vivere in città costose per lavorare per un certo tipo di azienda. Sta alle aziende trovare il giusto bilanciamneto fra controllo della produttività e misurazione delle prestazioni per essere in grado di attrarre e trattenere i talenti migliori, perché una cosa è certa: il lavoro distribuito è qui per rimanere” gli ha fatto eco Raffaele Gigantino, Country Manager di VMware Italia.

La sorveglianza dei dipendenti è uno dei molti argomenti toccati nello studio. I risultati chiave includono anche altri aspetti, fra cui:

  • La stabilizzazione del lavoro ibrido ha portato a un nuovo tipo di planimetria dell’ufficio, una sorta di “piantina virtuale”, che si basa più su affinità, obiettivi condivisi e valori condivisi, piuttosto che sulla vicinanza fisica. La planimetria virtuale ha nuove regole, così come nuovi fattori di successo per dipendenti, leader e team.
  • Con meno controllo centrale e interazione personale, la trasparenza e la fiducia stanno emergendo come qualità vitali che i leader devono abbracciare per far progredire e unificare le proprie organizzazioni in un mondo hybrid-by-default.
  • Il “virtual plan” introduce innumerevoli libertà per i dipendenti e altrettanti rischi di sicurezza per l’IT. Con meno controllo diretto su app, dispositivi e reti, l’IT sta navigando in un nuovo paradigma in cui la sicurezza è uno sport di squadra.

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