Kaspersky attacca Microsoft: gioca sporco con gli sviluppatori indipendenti

Per il CEO di Kaspersky Labs, Microsoft abusa della sua posizione nel campo degli OS per sostituire gli antivirus indipendenti con il suo Windows Defender.

In un post sul suo blog Eugene Kaspersky tuona senza mezzi termini contro Microsoft, accusandola di utilizzare subdoli trucchi per spingere gli utenti ad abbandonare gli antivirus indipendenti, che hanno liberamente scelto di installare, in favore delle soluzioni di Redmond come Windows Defender.

Molte delle azioni descritte da Kaspersky per indurre gli utenti a sostituire un software indipendente con uno prodotto da Microsoft sono note, ma vederle tutte insieme fa effettivamente impressione. Ecco quali sono le pratiche su cui Eugene Kaspersky punta il dito.

1) Sostituzione del browser

Google Chrome consuma molta energia, è vero. Soprattutto se il plugin Flash in esecuzione e più di qualche finestra aperta, può prosciugare rapidamente la batteria di un portatile. Su Mac OS è possibile osservare che Chrome è costantemente indicato tra le app che consumano più energia, se si apre il menu della batteria. Microsoft però si spinge un po’ oltre: visualizza un avviso pop-up che invita l’utente a passare a Microsoft Edge per poter continuare a navigare più a lungo.

chrome microsoft consumo energia

 

2) Sostituzione automatica dei software

A seguito di un aggiornamento, Windows 10 può disattivare alcune applicazioni dichiarandole incompatibili, e sostituirne con altre targate Microsoft. Quando l’applicazione rimossa è un prodotto antivirus, Windows lo sostituisce automaticamente con Windows Defender. Kaspersky lamenta anche il fatto che Microsoft concede agli sviluppatori indipendenti una sola settimana di tempo per rendere i propri programmi compatibili con la versione finale (rtm) del successivo aggiornamento di Windows, rendendo difficile l’adeguamento. Con Windows 7 e 8, gli sviluppatori avevano due mesi per testare gli aggiornamenti.

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Il ridotto preavviso è dovuto probabilmente alla scelta di Microsoft di rilasciare aggiornamenti più piccoli e a ritmo più frequente, ma non c’è dubbio che questo rappresenti un problema rilevante per gli sviluppatori di terze parti.

3) Segnalazioni di incompatibilità controverse

Secondo Kaspersky, anche i software che sono stati aggiornati possono essere comunque indicati come incompatibili, andando incontro alla rimozione automatica. In alcuni casi, gli utenti che hanno reinstallato il software dopo l’aggiornamento di Windows, non hanno avuto problema alcuno nell’utilizzare il programma che Windows aveva in precedenza rimosso.

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Per Kaspersky è fuorviante anche il meccanismo con cui avviene la verifica di compatibilità. Quando si fa l’aggiornamento a Windows 10 viene proposta la scelta di conservare i file e le applicazioni personali, ma solo in seguito all’installazione le app vengono classificate come incompatibili e rimosse.

4) Falsi allarmi di sicurezza

Anche gli utenti che hanno una soluzione antivirus in funzione, ricevono un minaccioso popup che avverte che Windows Defender non è in esecuzione, invitando l’utente ad attivarlo. Nel fare ciò, l’antivirus precedente, magari regolarmente pagato e più efficace di Defender, viene disattivato.

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5) Impossibilità di notificare in tempo utile la scadenza della licenza

Microsoft consente agli sviluppatori indipendenti di notificare agli utenti che la licenza antivirus non è più attiva solo dopo tre giorni dall’effettiva scadenza. Questo è un momento cruciale, perché è quello in cui un numero significativo di utenti decide se rinnovare l’abbonamento o rivolgersi a un altro fornitore.

Se gli utenti non rinnovano in tempo il software di sicurezza, Microsoft disattiverà l’antivirus scaduto, sostituendolo con Windows Defender.

6) Limitazione a un solo antivirus attivo, più o meno

Windows consente di avere un solo antivirus attivo (a meno che il secondo non sia Windows Defender). Ora, avere due antivirus attivi contemporaneamente non è mai una buona idea, perché si possono manifestare incompatibilità. Kaspersky fa però il caso, probabilmente non sporadico, di un utente che si ritrovi a installare una versione di prova di un antivirus, consapevolmente o perché in bundle con un altro software. In quel caso, l’antivirus acquistato viene disattivato. Alla scadenza del periodo di prova del secondo antivirus, essendo il pc senza alcuna protezione, verrà automaticamente attivato Windows Defender.  Kaspersky sostiene anche che a volte la scansione di Windows Defender viene attivata anche in presenza di un diverso antivirus funzionante.

Ricorsi alle authority antitrust

Eugene Kaspersky ha quindi fatto seguire le parole ai fatti, annunciando ricorsi presso le autorità antitrust competenti. Giovedì il FAS, servizio anti monopolio della federazione Russa, ha aperto un’indagine contro Microsoft, e nel post Eugene Kaspersky ha preannunciato una mossa analoga presso l’authority antitrust europea. Alla richiesta dei colleghi di CSO Australia, Kaspersky non ha precisato se intende presentare un analogo ricorso all’antitrust statunitense.

Secondo il ricorso presentato da Kaspersky, Microsoft starebbe utilizzando la sua posizione dominante nel settore dei sistemi operativi per aggredire altre nicchie, come quella della sicurezza.

Nel fare ciò provocherebbe, oltre al danno ai concorrenti, anche un danno agli utenti, sotto diversi aspetti.

  • Promuove un prodotto meno efficace di altre soluzioni (il laboratorio indipendente AVTest piazza Windows Defender al 21esimo posto su 22 prodotti testati, in termini di sicurezza).
  • Se riuscisse nell’intento di monopolizzare il settore antivirus, questo finirebbe per avvantaggiare i cyber criminali, che potrebbero concentrarsi sull’aggirare le difese di un singolo prodotto, invece di doversi misurare con una ventina di alternative.
  • Per Kaspersky, infine, una sana concorrenza è anche garanzia di una continua evoluzione dei prodotti, sotto ogni punto di vista.

In una dichiarazione resa a CSO.com.au, Microsoft – dopo aver ribadito una proficua collaborazione con Kaspersky in passato – ha affermato di non aver ancora ricevuto alcuna notifica dalla FAS, e che risponderà in modo puntuale dopo averla analizzata.