Jony Ive lascia Apple: è ora di una nuova visione?

Apple potrebbe faticare senza più Jony Ive a capo del product design, ma il suo abbandono potrebbe spianare la strada a cose più grandi e auna nuova visione made in Cupertino.

jony ive

Ieri Apple ha annunciato che Jony Ive lascerà la compagnia dopo quasi 30 anni di attività, durante i quali Ive ha guidato il design di prodotti ormai iconici che vanno dall’iMac all’iPhone. Non sembra essere stato un addio ostile da nessuna delle due parti, anche perché il comunicato stampa ufficiale di Apple afferma che Ive formerà una nuova società di design indipendente che conterà Apple tra i suoi principali clienti. “Tecnicamente non siamo ancora una Apple senza più Jony Ive, ma è facile avere l’impressione che potremmo anche esserlo”, si legge nel comunicato.

Un abbandono, quello di Ive, più importante e significativo di quanto si possa pensare di primo acchito, anche perché Ive tende ad essere il volto pubblico di Apple più dello stesso CEO di Apple Tim Cook. In qualsiasi altro caso affermare che la partenza di una persona potrebbe cambiare radicalmente un’azienda sembrerebbe un’esagerazione, ma sappiamo da molto tempo che Apple gioca secondo regole diverse. Con la partenza di Ive, Apple si trova così ad affrontare il suo più grande test da quando Steve Jobs è scomparso nel 2011.

Nel lavoro di Ive si potevano sempre trovare alcuni difetti, ma la sua filosofia di progettazione ha contribuito a creare un’estetica immediatamente riconoscibile come Apple. Gli elementi fondamentali della sensibilità del design di Ive sono diventati iconici, che ci si concentri su alluminio, angoli arrotondati o sui bordi lisci e senza pulsanti di dispositivi come il Magic Mouse. Praticamente tutti i prodotti che conosciamo e amiamo dalla rinascita di Apple (all’incirca dal 1997 ad oggi) hanno dietro di essi la mente di Ive.

La sua filosofia progettuale ha funzionato così bene perché c’era sempre l’utilità mescolata con la bellezza. Alcuni di noi potrebbero lamentarsi della pura potenza bruta di un dispositivo come l’iMac, ma non c’è dubbio che una simile macchina all-in-one sia fantastica quando è appoggiata sui tavoli in acero di uno studio di design.

Oppure prendete gli AirPods, che Ive una volta ha detto essere ispirati nel design degli elmetti degli Stormtrooper di Star Wars. Non solo hanno un aspetto distintivo, ma offrono caratteristiche che spesso mancano agli auricolari wireless dai prezzi simili (e che dire del case di ricarica?). Ive ha poi progettato anche il nuovo Apple Park, che a parte qualche “intralcio” (i vetri degli uffici contro cui è andata a sbattere più di una persona), è un risultato innegabile.

Ora Apple si trova in una posizione davvero poco invidiabile. Il problema di affidarsi alla visione di una persona per così tanti anni è che tale fiducia rende estremamente difficile la sostituzione di quella persona. Ive potrebbe ancora lavorare con Apple, ma la maggior parte dei prodotti futuri che vedremo dalla società sarà di una Apple diversa e avrà l’approvazione da parte di una mente diversa. Quasi per necessità questi futuri prodotti avranno probabilmente un aspetto un po’ diverso, per evitare che Apple cada nel rischio di uscirsene con imitazioni dello stile di Ive senza però il lavoro dietro di Ive.

Prodotti che dovranno mantenere quella sintesi di funzione e bellezza che Ive era spesso in grado di raggiungere. La recente spinta di Apple verso i servizi è encomiabile, ma resta il fatto che l’hardware made in Cupertino è ancora l’aspetto più “magico” dell’azienda. Altre aziende potrebbero avere caratteristiche migliori nei loro dispositivi o prestazioni più elevate, ma non hanno quel tratto così distintivo che fa subito pensare alla mela morsicata quando si vede o si tiene tra le mani un qualsiasi prodotto Apple.

Nuovi inizi

L’assenza di Ive potrebbe rivelarsi una sorta di “tragedia” per Apple… ma anche no. Ora infatti Apple ha una vera opportunità. Per quanto ci sia da amare il lavoro di Ive, per molti versi abbiamo visto il suo miglior lavoro mentre Steve Jobs era ancora a capo della compagnia.

L’iMac G3, forse la creazione più iconica di Ive

Jobs e Ive hanno sempre avuto un rapporto professionale il stile John Lennon e Paul McCartney. Erano personaggi importanti da soli, senza dubbio, ma erano anche al loro meglio quando lavoravano insieme. Vediamo questa eredità nel modo in cui iPhone, iPad, iMac e MacBook conservano oggi elementi riconoscibili di quando Jobs era ancora in circolazione e quando emersero come prodotti rivoluzionari. Questi design rimangono ancora oggi attualissimi anche per merito della loro relativa atemporalità, ma è anche difficile negare che la mancanza di cambiamento riveli alcune mancanze nel lavoro di Ive.

Questo non vuol dire che Ive non abbia prodotto alcun prodotto memorabile da quando Jobs è scomparso. Ci sono l’Apple Watch, la custodia di ricarica per gli AirPods e persino l’HomePod. In questo decennio, tuttavia, tendiamo a sentire più lamentele che meraviglia quando si tratta di nuovi progetti. Questo, dopo tutto, è il decennio del famoso (in senso negativo) Mac Pro del 2013 (e non è ancora chiaro quale input possa aver avuto Jobs nella sua progettazione iniziale), ma è anche il decennio delle porte che scompaiono prematuramente a bordo dei MacBook, delle tastiere “a farfalla” ampiamente criticate e della porta di ricarica spesso ridicolizzata del Magic Mouse 2.

È il decennio in cui abbiamo sentito parlare molto di un design Apple per certi versi stagnante e quindi, sotto un certo punto di vista, un sostituto di Ive con nuove idee e una nuova immaginazione sarebbe tutt’altro che una sventura per la compagnia guidata da Tim Cook. Con questo in mente è probabilmente una buona idea per Apple non preoccuparsi troppo di “cosa Jony farebbe” per i progetti futuri. Non è un caso che la notizia della partenza di Ive arrivi nel bel mezzo di un anno in cui abbiamo visto Apple eliminare tanti limiti del passato a livello software, che vanno dalla proibizione dei controller Xbox e PlayStation su iPad e Apple TV alla mancanza di supporto per il mouse su iPad.

Forse è arrivato proprio ora il momento per ripensare anche l’hardware. L’allentamento delle restrizioni appena citate indica una nuova Apple interessata ancora una volta ai modi pratici in cui le persone comuni usano i suoi dispositivi. È una Apple che sembra pronta a fare più affidamento sull’istinto che sulla teoria.

Come dopo la morte di Jobs, Apple sta entrando in una nuova era. Stiamo vedendo un po’ della stessa incertezza che abbiamo visto nel 2011 e non stupiamoci se in questi giorni vedremo editoriali su editoriali che preannunciano disastri e crisi in quel di Cupertino. Apple però è riuscita a uscire vittoriosa dal 2011 e farà lo stesso dopo la partenza di Ive. Per riuscirci, tuttavia, dovrà trovare un altro lead designer di enorme talento con una visione univoca e unificata per una nuova linea di prodotti Apple.

Non sappiamo se Tim Cook possa trovare quella persona e siamo quasi certi che Cook non possa modellare quella persona come avrebbe potuto fare Jobs. In poche parole, Apple sta affrontando una sfida significativa che non vedeva di fronte a sé da anni, ma dopo un tale periodo di straordinari successi non vediamo l’ora di scoprire di cosa sarà capace Apple quando (e se) troverà nel post-Ive una nuova visione.