Secondo il Digital Riser Report 2021 l’Italia sta migliorando la sua competitività digitale

Nella classifica stilata dall’European Center for Digital Competitiveness l’Italia si posiziona al secondo posto, dopo Canada e Francia, grazie alle iniziative e agli investimenti a supporto della trasformazione digitale del Paese

trasformazione digitale italia

Secondo il Digital Riser Report 2021, la competitività digitale dell’Italia è migliorata significativamente nell’ultimo anno. Nella classifica, stilata dall’European Center for Digital Competitiveness della ESCP Business School di Berlino, all’interno del G7 il nostro Paese è passato dall’ultimo posto della precedente edizione al secondo posto nell’edizione 2021. Il merito, secondo gli autori del report, va a iniziative di ampio respiro quali Repubblica Digitale, promossa dal Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, a framework normativi quali il Startup Act introdotto dal Mise, agli investimenti fatti dal Governo a supporto delle nuove tecnologie sia sul lungo sia in risposta alla pandemia, per esempio per la didattica a distanza.

digital riser report 2021

Insieme all’Italia, nel gruppo G7 i Paesi più dinamici sono stati Francia e Canada, mentre la Germania ha perso posizioni. Guardando al gruppo G20, il report rivela che i principali paesi industriali hanno perso posizioni in termini di competitività digitale e si devono confrontare con nuovi e dinamici concorrenti, in particolare la Cina, che ha guadagnato 211 posizioni, e l’Arabia Saudita (+169 posizioni). Tra il 2018 e il 2020 hanno perso terreno Stati Uniti (-72 posizioni), Germania (-176 posizioni) e Giappone (-190 posizioni).

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Nonostante il campanello d’allarme della pandemia, il report evidenzia che le tecnologie digitali non sono ancora una priorità per molti governi”, ha commentato il professor Philip Meissner dell’European Center for Digital Competitiveness e coautore del report. “Questo è sorprendente, perché il modo in cui i governi gestiscono e navigano la transizione digitale delle loro economie determinerà in modo significativo la competitività e la prosperità dei loro Paesi nei decenni a venire”.

Il report evidenzia che i migliori risultati sono stati ottenuti nei Paesi dove i governi hanno messo in atto piani lungimiranti, con obiettivi ambiziosi e un focus sulle imprese. “I migliori Digital Riser nel nostro studio condividono obiettivi ambiziosi per i loro sforzi di trasformazione e una forte attenzione all’imprenditorialità”, ha sottolineato Philip Meissner. A livello globale ne è un esempio il Vietnam, che si posiziona al primo posto nella regioneAsia orientale e Pacifico: il suo obiettivo è portare l’economia digitale al 30% del PIL del Paese entro il 2030.

Restando in Europa, dove la trasformazione digitale viaggia a due velocità, come esempio positivo viene citata l’Italia. “I nostri risultati rivelano anche che il cambiamento può avvenire rapidamente con le misure giuste”, ha affermato Christian Poensgen dell’European Center for Digital Competitiveness. “Con misure audaci come l’iniziativa faro ‘Repubblica Digitale’ o lo Italian Startup Act, l’Italia è stata in grado di migliorare la sua posizione nel Gruppo dei Sette dall’ultimo posto dell’anno precedente al secondo posto nel 2021”.

Come viene misurata la competitività digitale

Il Digital Riser Report analizza i cambiamenti nella competitività digitale avvenuti negli ultimi tre anni in 137 nazioni. I cambiamenti vengono misurati sulla base di due parametri, l’ecosistema di un Paese e il suo “mindset”, che a loro volta si basano su cinque parametri. Nell’ambito dell’ecosistema i parametri comprendono i tempi e i costi per avviare un’attività e la facilità di assunzione di lavoratori stranieri. Nell’ambito “mindset” la valutazione si basa sul livello delle competenze digitali della popolazione attiva, la diversificazione della forza lavoro, la propensione al rischio imprenditoriale.

L’elaborazione si basa sui dati del Global Competitiveness Report pubblicato dal World Economic Forum (WEF), oltre a quelli forniti dalla Banca Mondiale e dall’International Telecommunication Union (ITU).

Mai come oggi nuove tecnologie come stampa 3D, realtà aumentata e virtuale, sensori, intelligenza artificiale, calcolo quantistico e robotica hanno la potenzialità di rivoluzionare quasi tutti i settori. Di conseguenza vedremo una nuova crescita, nuove opportunità e un futuro migliore. Tuttavia, potremmo anche vedere aree che hanno meno capacità di navigare attraverso transizioni così complesse e potrebbero quindi perdere queste opportunità”, si legge nell’introduzione del report. “Per guidare la trasformazione, due dimensioni sono di particolare importanza: il mindset e l’ecosistema di ogni Paese. Una trasformazione di successo può verificarsi solo se entrambe queste dimensioni sono sufficientemente sviluppate. E poiché tutti i Paesi stanno lavorando per migliorare queste aree, la velocità e l’efficacia dell’attuazione sono molto importanti per migliorare la competitività nell’ambito delle nuove tecnologie digitali”.

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Sara Brunelli
Attiva nel settore della comunicazione dal 2003, dopo la laurea in Matematica e un master in Comunicazione Scientifica. Mi sono specializzata nell’editoria B2B, seguendo in particolare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotica. Mi potete seguire su Facebook e LinkedIn.