Il COVID-19 e le strategie cloud smart del settore pubblico

Secondo un nuovo report di Nutanix sulla pubblica amministrazione, a seguito della pandemia c’è stato un rafforzamento di una visione più strategica dell'IT grazie soprattutto a strategie cloud smart.

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Nutanix ha reso noti i risultati relativi al settore della pubblica amministrazione a livello globale del suo terzo report annuale Enterprise Cloud Index, che ne valuta i piani relativi all’adozione di cloud privati, ibridi e pubblici. I risultati indicano uno sforzo di modernizzazione in tutto il settore negli ultimi mesi, con il 70% degli intervistati che afferma che, a seguito della pandemia, le proprie organizzazioni hanno ora una visione più strategica dell’IT.

Se da un lato le pubbliche amministrazioni sono storicamente sottoposte a normative che scoraggiano il telelavoro, dall’altro la pandemia le ha costrette ad attivare le misure necessarie volte a sostenere i telelavoratori in modo sicuro. Quasi la metà (48%) degli intervistati di questo settore a livello globale ha dichiarato di non avere dipendenti in telelavoro fino allo scorso anno.

Tuttavia, dall’inizio della pandemia, il settore ha aumentato il numero di lavoratori in modalità agile, con solo il 15% degli intervistati che riferiscono di non adottare il telelavoro. Per supportare efficacemente il crescente numero di telelavoratori, le pubbliche amministrazioni hanno iniziato a valutare in senso strategico i propri modelli cloud – con più di tre quarti (82%) degli intervistati che identificano il cloud ibrido come il modello operativo IT ideale per la propria organizzazione.

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Di seguito i principali risultati del report di quest’anno:

  • La modernizzazione dipende dallo smantellamento delle architetture legacy: nel 2019, il 53% delle organizzazioni del settore pubblico a livello globale ha gestito esclusivamente data center tradizionali e non cloud-enabled. Nel 2020, tale percentuale è scesa al 22%. Gli enti pubblici stanno infatti scegliendo di investire in cloud privati e pubblici, che saranno integrati in un ambiente ibrido gestito in modo coerente. Nei prossimi cinque anni ci si aspetta un calo di 20 punti percentuali nelle installazioni di datacenter tradizionali e un sostanziale aumento pari a 43 punti nelle distribuzioni di cloud ibrido.
  • Il telelavoro rimane in primo piano: il 43% degli intervistati ha riferito un aumento diretto dei propri investimenti in cloud pubblico come risultato diretto della pandemia – otto punti in più rispetto alla media globale. Queste scelte riflettono il rapido passaggio al telelavoro, a fronte delle restrizioni che in passato hanno ostacolato il supporto di questa modalità di lavoro rispetto ad altri settori. Inoltre, la maggior parte degli enti del settore pubblico sta pianificando di continuare a supportare il telelavoro, con solo il 4% che prevede di tornare all’approccio pre-pandemia.
  • La sicurezza gioca un ruolo fondamentale nel processo decisionale: la sicurezza è stata citata da tutti gli intervistati come una preoccupazione significativa nella gestione del cloud ibrido.

“Il settore pubblico ha affrontato diverse problematiche in termini di modernizzazione del comparto IT, in parte a causa delle sfide normative e di sicurezza specifiche del comparto” ha dichiarato Alberto Filisetti, Country Manager di Nutanix Italia. “Tuttavia, i rapidi cambiamenti dell’IT, implementati per mantenere l’operatività all’inizio della pandemia, hanno dimostrato che è possibile modernizzare le infrastrutture in modo economico e semplificato, nel pieno rispetto delle normative. Guardando al futuro, credo che la pubblica amministrazione continuerà ad adottare il cloud ibrido per supportare operazioni sempre più digitalizzate nei luoghi di lavoro”.

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