Green Pass: come controllarlo con l’app VerificaC19 nei pubblici esercizi

Green Pass nei locali pubblici: cosa bisogna sapere per usare l'app VerificaC19 per controllare i certificati dei clienti all'ingresso dei locali

Con il decreto del 22 luglio, il Governo ha stabilito la lista degli esercizi commerciali e strutture in cui sarà obbligatorio esibire la Certificazione Verde (Green Pass) per accedere.

A partire dal 6 agosto, il Green Pass sarà necessario per:

  • Consumare al tavolo in bar e ristoranti al chiuso (nessun obbligo per chi consuma al banco o all’aperto);
  • spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
  • musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
  • piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere al chiuso, anche all’interno di strutture ricettive;
  • sagre, fiere, convegni e congressi;
  • centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • centri culturali, centri sociali e ricreativi (sempre al chiuso) ed esclusi i centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative mense;
  • attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • partecipare a concorsi pubblici.

Con l’arrivo del Green Pass è stata resa disponibile anche la app per effettuare i controlli sul documento. Disponibile sull’App store e Play store la app VerificaC19 consente di verificare l’autenticità e la validità delle certificazioni anti Covid19 senza la necessità di avere una connessione internet e senza memorizzare informazioni personali sul dispositivo di chi deve compiere l’operazione di controllo.

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Ma chi può e deve controllare il Green Pass dei cittadini? Come si può verificare che il certificato sia effettivamente valido? Quali indicazioni possiamo dare ai clienti che ne fossero sprovvisti o che mostrino un Green Pass non valido?

In questa breve guida forniamo informazioni utili a chi lavora all’accesso delle strutture a rischio assembramento e dovrà quindi effettuare il controllo della validità del Green Pass nel momento dell’accoglienza dei clienti.

Come ci si può procurare il Green Pass

Il Green Pass è un certificato che viene rilasciato ai cittadini che si ritiene immuni dal contagio da Covid19 dopo l’esecuzione di un test rapido o tampone molecolare negativo, dopo essere guariti dal covid e a seguito di ciascuna dose di vaccino.

I clienti possono procurarsi ed esibire il Green Pass in diversi modi:

  • Arriva automaticamente agli utenti di IO, l’app dei servizi pubblici. L’app può essere scaricata qui per Android, e qui per iPhone e iPad.
  • Può essere caricato sull’app Immuni, inserendo un codice che viene inviato via SMS o email dalla Regione in cui si è effettuato il test o il vaccino.
  • È inserita nel Fascicolo Sanitario Elettronico (potrebbe variare a seconda della regione di appartenenza ed è necessario essersi registrati o accedere con il codice SpID)
  • Può essere stampato su richiesta in farmacia e in alcuni uffici sanitari territoriali

È bene quindi predisporre una comunicazione da inviare ai clienti all’atto della prenotazione, in modo che si presentino già in possesso del Green Pass.

Come è fatto il Green Pass e per quanto tempo è valido

Il Green Pass riporta un QRCode, nome, cognome, data di nascita, data dell’evento che ne ha consentito il rilascio (tampone negativo, vaccinazione…), ulteriori dettagli sul tipo di vaccino somministrato e una indicazione generica del periodo di validità. Non indica quindi una data di scadenza, ma solo per quanto tempo è valido dopo il rilascio. In base al tipo di evento, il periodo di validità è il seguente:

  • Prima dose di un vaccino in due dosi: viene rilasciato 15 giorni dopo l’iniezione e vale fino al giorno in cui è prevista la seconda dose.
  • Seconda dose di vaccino: vale per 270 giorni (attenzione: si parla genericamente di 9 mesi, ma a far fede è il conteggio esatto dei giorni. Qui è possibile fare rapidamente il calcolo della data di scadenza sommando 270 giorni alla data della vaccinazione). Si applica questo periodo anche a chi ha fatto una sola dose di vaccino ma ha contratto il Covid nei tre mesi precedenti.
  • Guarigione da Covid19: vale per 180 giorni dal rilascio del certificato di guarigione da un soggetto abilitato.
  • Test antigenico rapido o tampone molecolare negativo: vale per 48 ore

Un Green Pass può anche essere revocato, per esempio se il soggetto si ammala di Covid. Trovate qui una pagina ufficiale con alcune informazioni utili per gestire casi particolari e mancato rilascio del Green Pass.

Come verificare un Green Pass con l’app VerificaC19

Fortunatamente, non è necessario fare alcun calcolo delle date o controllare alcuna informazione riportata sul certificato. Questo può essere esibito in forma cartacea o digitale (direttamente dalle app, che non permettono di catturare screenshot).

La cosa importante è che riporti il QRCode in modo che possa essere letto dall’applicazione VerificaC19. Sarà necessario qunidi che l’ambiente in cui si fa la verifica sia sufficientemente illuminato da consentire la lettura del QRCode, specialmente se è su carta.

app verificac19 schermata principale
La schermata di avvio dell’app VerificaC19

L’applicazione può essere scaricata da questi link e installata su smartphone e tablet Android e iPhone/iPad.

Non registrando alcun dato personale dei clienti, non ci sono controindicazioni nel lasciare che gli addetti usino i propri dispositivi personali per effettuare la verifica.

L’uso dell’app è semplicissimo. Appena aperta l’app, questa presente un solo pulsante: Avvia scansione.

Inquadrando il QRCode nel mirino della fotocamera, viene immediatamente mostrato il risultato della verifica.

L’App infatti VerificaC19 applica automaticamente le regole per verificare che la certificazione sia valida e mostra graficamente al verificatore l’effettiva validità del documento nonché il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario.

app verificac19 certificato valido e non valido
Gli esiti della veriica della validità del Green Pass sull’app VerificaC19

Su richiesta l’interessato deve mostrare un documento di identità valido per verificare la corrispondenza fra i dati anagrafici del documento con quelli della app (perché potrebbe trattarsi della foto di un certificato che è sì valido, ma di una diversa persona).

La schermata con l’esito della verifica contiene già un pulsante per ripetere la scansione o passare immediatamente alla successiva: questo consente di velocizzare il più possibile le operazioni di controllo all’ingresso.

Trovate qui un articolo di approfondimento sul funzionamento della piattaforma centrale europea per la validazione dei certificati.

Come gestire obiezioni dei clienti su obbligo e Green Pass

Come molti altri aspetti legati alla pandemia (e a moltissimi altri argomenti sensibili), anche il Green Pass è oggetto di preoccupazioni e contestazioni da parte di persone talvolta molto scontrose, fomentate anche da informazioni false e gruppi di interesse con secondi fini.

Non è opportuno e nemmeno produttivo discutere nel merito con i clienti in fila. Meglio limitarsi a esporre poche semplici informazioni sugli obblighi di legge e sul procedimento.

Riguardo alle preoccupazioni sulla privacy, possiamo rassicurare i clienti sul fatto che l’app VerificaC19 non comunica né archivia alcun dato personale. Si limita a verificare che il certificato esibito sia valido.

Quando la versione finale dei provvedimenti sarà approvata, conviene fornire agli operatori un foglio con gli estremi del decreto che obbligano l’esercente a effettuare la verifica, e se si raccolgono dati personali dei presenti (per esempio la lista degli invitati a eventi e matrimoni e loro contatti per il tracciamento), anche i contatti del responsabile del trattamento dei dati personali.

Chi può effettuare la verifica del Green Pass

Ecco chi sono i soggetti che possono richiedere l’esibizione del Green Pass ed effettuare la verifica con l’app VerificaC19:

  • I pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni.
  • Il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi iscritto nell’elenco di cui all’articolo 3, comma 8, della legge 15 luglio 2009, n. 94.
  • I soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde Covid19, e i loro delegati.
  • Il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde Covid19, e i loro delegati.
  • I gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per accedere alle quali è necessario il certificato verde.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la circolare del Ministero della Salute con chiarimenti in materia di Certificazioni Verdi e il manuale d’uso per i verificatori (qui il Pdf).

(Articolo aggiornato il 23 Luglio 2021 dopo l’apporovazione del decreto. Ha collaborato: Luigi Ferro)

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Andrea Grassi
Editor di Computerworld e CIO Italia Giornalista professionista, ma con una formazione tecnico-scientifica, dal 1995 ha lavorato per alcune delle più importanti testate di informatica in Italia. È stato redattore di .Net Internet Magazine, il Mio Computer e MacFormat, responsabile di redazione di Computer Magazine, PC Magazine, Hacker Jorunal, Total Computer e del portale CHIP Download. Come publisher ha curato l’edizione italiana di CHIP, PC World, Macworld e ha ideato e lanciato le riviste mensili iPad Magazine e Android Magazine. È autore dei libri Windows XP per tutti e Mac OS Tiger pubblicati da McGraw-Hill e ha tradotto svariati altri manuali di programmazione, cybersecurity e per software professionali. Dal 2015 cura per Fiera Milano Media le testate Computerworld e CIO Italia dell’editore americano IDG. Ha seguito in particolar modo l’evoluzione di Internet, dagli albori della sua diffusione di massa, analizzandone gli aspetti tecnici, economici e culturali, i software di produttività, le piattaforme web e social, la sicurezza informatica e il cybercrime. Più di recente, segue le tematiche relative alla trasformazione digitale del business e sta osservando come l’intelligenza artificiale stia spingendo ogni giorno più in là il confine della tecnologia. Puoi contattarlo via email scrivendo ad andrea.grassi@cwi.it e seguirlo su Twitter (@andreagrassi) o Linkedin.