Apple testerà per un anno un nuovo modello di lavoro ibrido

Apple vuole che i dipendenti tornino in ufficio tre giorni alla settimana, ma al tempo stesso offrirà un supporto flessibile per il lavoro a distanza grazie a un progetto pilota che sarà applicato all’intera azienda.

lavoro ibrido

Secondo una nota condivisa con i dipendenti dal CEO Tim Cook, Apple sembra essere ancora riluttante nei confronto del lavoro a distanza mentre, grazie ai vaccini, ci si sta avvicinando alla fine della pandemia. Sappiamo che Apple preferisce un ambiente di lavoro tradizionale basato sulla presenza, ma nonostante ciò è stata costretta a optare per il lavoro da remoto durante la pandemia e il suo staff ha raggiunto comunque risultati notevoli.

Apple aveva inizialmente previsto un ritorno in presenza a partire da giugno, ma questa stima si è rivelata eccessivamente ottimista. Il rientro negli uffici è stato infatti spostato all’inizio di settembre e ciò riflette un notevole cambiamento nell’approccio di Apple, segnalato per la prima volta ad aprile quando Cook dichiarava: “Sembra che molte aziende opereranno in una modalità ibrida e che la produttività del lavoro da casa rimarrà fondamentale”.

In questa prima iterazione, Apple vuole che i dipendenti inizino a lavorare in ufficio per almeno tre giorni alla settimana a partire da settembre. Si parla di lavoro in sede il lunedì, martedì e giovedì, mentre il mercoledì e il venerdì i dipendenti lavoreranno da casa. Alcuni team però dovranno essere sempre disponibili in sede.

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I dipendenti potranno inoltre lavorare da remoto fino a due settimane all’anno, oltre all’orario settimanale. Questo per “essere più vicini alla famiglia e ai propri cari, gestire viaggi inaspettati o per altri motivi personali”. Apple è uno di quei datori di lavoro che crede nella collaborazione creativa tra i dipendenti. I suoi uffici sono progettati per ottimizzare le opportunità di tale interazione e quindi abbracciare questi nuovi modelli di lavoro non è una cosa facile da far digerire al management.

“L’innovazione non è sempre un’attività pianificata”, ha detto Cook all’inizio di quest’anno. “Le idee si incontrano e scontrano nel corso della giornata e per arrivare a un traguardo unitario c’è bisogno di stare insieme e collaborare”. Tuttavia, Apple sembra riconoscere da che parte sta tirando il vento. “Oltre la metà dei dipendenti (55%) preferirebbe lavorare da casa almeno tre giorni alla settimana una volta che l’emergenza pandemica smetterà di essere tale”, si leggeva lo scorso anno in un sondaggio di PwC. “Con un focus incentrato sull’uomo, le aziende devono ripensare ai loro modelli di lavoro e riadattarli per soddisfare le preferenze dei dipendenti”, scrive WeForum.

Il lavoro a distanza fa bene alla crescita

È comprensibile il motivo per cui Apple preferirebbe riportare i dipendenti in ufficio, ma al tempo stesso sa che deve “piegarsi” a questa nuova domanda di lavoro ibrido. All’inizio di quest’anno, il Future Forum di Slack affermava che solo il 12% dei knowledge worker desiderava tornare in ufficio, mentre il 72% propendeva per un modello ibrido di ufficio remoto in futuro.

“È probabile che modelli ibridi di lavoro a distanza persistano sulla scia della pandemia principalmente per una minoranza della forza lavoro altamente istruita e ben pagata”, afferma il McKinsey Global Institute, mentre secondo il World Economic Forum i luoghi di lavoro futuri saranno caratterizzati da “una forza lavoro dispersa, abilitata al digitale e liquida”.

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Altre aziende tecnologiche, come Google e Facebook, stanno offrendo un approccio più rilassato al lavoro a distanza con un numero enorme di dipendenti che si aspettano di lavorare da remoto a tempo indeterminato dopo la pandemia. Ai 30.000 dipendenti di Ford è stato detto che potranno continuare a lavorare da casa dopo la fine della pandemia e recarsi in ufficio solo quando lo vorranno.

Un recente studio di Accenture ha mostrato che le aziende che registrano la crescita più elevata lo fanno sulla base di modelli di lavoro da qualsiasi luogo, mentre il 69% delle aziende che non registrano crescita sono quelle che non supporteranno il lavoro a distanza.

Una sfida per le risorse umane

Durante la pandemia, i dipendenti di tutto il mondo hanno dimostrato (chi più, chi meno) di poter continuare a essere produttivi lavorando da casa. Oggi, non importa quanto alcune grandi aziende vogliano riportare i lavoratori nei loro uffici, perché il lavoro a distanza è diventato qualcosa di irrinunciabile.

Proprio come i lavoratori vogliono scegliere quali dispositivi utilizzare per svolgere il proprio lavoro, vogliono anche scegliere da dove lavorare. Sappiamo anche che alcuni dipendenti sono disposti a licenziarsi nel caso non possano lavorare da casa dopo la pandemia. Un recente sondaggio ha mostrato che il 39% degli adulti statunitensi lo farebbe davvero se i loro datori di lavoro fossero inflessibili riguardo al lavoro a distanza.

I lavoratori ibridi sono più felici, ottengono un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata e possono porsi di fronte alle sfide lavorative in modo molto più flessibile. I datori di lavoro, dal canto loro, devono abbandonare i tradizionali approcci basati sulla presenza e adottare un approccio alla gestione basato su obiettivi. Forzare le persone a tornare al lavoro in sede farà sì che alcuni dei vostri migliori dipendenti trovino lavoro altrove.

Qual è il futuro posto di lavoro?

Gli uffici dovrebbero fornire esperienze particolarmente positive ai dipendenti che desiderano interagire con gli altri e offrire supporto per aiutare i lavoratori a gestire le sfide personali. In questi modelli, l’empatia diventa una capacità di gestione critica. Andrete in ufficio per trovare qualcosa di cui avete bisogno a livello personale o professionale.

Ovviamente, le aziende della scala di Apple, Google o persino Jamf faranno meno fatica a creare esperienze di coinvolgimento dei dipendenti così coinvolgenti, ma anche le piccole aziende possono avvicinarsi con successo a questo modello. Le organizzazioni che offrono gli ambienti più flessibili attireranno i migliori dipendenti. Per Apple, ciò richiederà un cambiamento culturale nella sua mentalità manageriale, data la misura in cui il suo business dipende dalle idee generate dai suoi dipendenti.

Non sono convinto che il modello di lavoro ibrido che Apple sta pianificando andrà molto lontano, ma è sempre un inizio. E il fatto che una delle più grandi aziende al mondo ora riconosca la necessità di adattarsi a nuovi ambienti di lavoro dovrebbe essere visto come un segnale molto forte, che ogni altro datore di lavoro dovrebbe seguire apportando cambiamenti simili.

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AUTOREJonny Evans
FONTEComputerworld.com
Jonny Evans
Collaboratore di Computerworld.com Jonny è un freelance che scrive di tecnologia dal 1999, in particolare riguardo a Apple e la digital transformation. Cura su Computerworld.com il blog Apple Holic, con post a volte interessanti e a volte provocatori su tutto quel che succede a Cupertino. Le traduzioni dei suoi articoli appaiono su Computerworld in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG Communications. Lo potete trovare su Twitter come @jonnyevans_cw