Quanta vita ha ancora davanti a sé il telefono fisso?

La tecnologia di Unified Communications di Wildix porta sul cloud tutte le comunicazioni, mettenendo insieme fisso, mobile e informazioni delle applicazioni aziendali come CRM, supporto e business intelligence.

“Che aspettativa di vita ha davanti a sé il telefono fisso tradizionale?”.

La mia domanda, se fatta al rappresentante di un’azienda che tra le altre cose vende anche telefoni VoIP da ufficio, può apparire provocatoria, ma Cristiano Bellumat, Country Manager di Wildix Italia non si fa prendere in contropiede, e ammette:

“Anche se è difficile fare una previsione specifica, il telefono hardware sulla scrivania sta già mostrando un calo. I millennial e i nativi digitale non amano usare il telefono fisso, preferendogli smartphone e app. Oggi il 60-65% degli accessi internet è mobile, e questo si riflette anche sulle porzioni di VoIP, Instant Messaging e collaboration, dove si tende a preferire le app mobile”. Vediamo un calo di richieste di telefoni fisici da parte di chi acquista tecnologia per le aziende a favore di software per smartphone o PC, ma l’aumento nell’uso delle app è superiore al calo di dispositivi. Questo accade anche perché  alcuni utenti a cui è stato fornito il telefono fisico, scaricano autonomamente l’app mobile e passano senza problemi dall’uno all’altro strumento”. Nei prossimi sei anni si stima un calo del 50% nell’uso dei telefoni fissi, trainato anche dalla diffusione della modalità di lavoro smart working”.

Cristiano Bellumat - Country Manager Italia di Wildix
Cristiano Bellumat, Country
Manager Italia di Wildix

Portare la comunicazione su strumenti software di Unified Communications significa anche poter beneficiare dall’interazione con le altre applicazioni aziendali e i tool di business intelligence, prima tra tutte il CRM, che può mettere in relazione la chiamata con le informazioni sul cliente e le sue altre interazioni, ma secondo Bellumat c’è molto di più in arrivo: “Anche se la tecnologia è agli inizi, stiamo aggiungendo ai servizi UCC meccanismi di intelligenza artificiale. Alcune applicazioni sono già una realtà, come il riconoscimento globale del numero di telefono del chiamante o la misura del livello di stress della voce dell’interlocutore; altre, come il riconoscimento automatico del parlato vanno prese un po’ con le pinze. Le stiamo testando, ma devono dimostrare di essere davvero benefiche per il business: per un risponditore automatico affidabile al 95%, qual è l’entità del danno (economico o di immagine) che quel 5% di errore può generare?”.

La strategia di Wildix sempre più orientata alla fornitura di servizi di UC&C in cloud, che non necessitano di apparecchiature e centralini fisici, sta portando i suoi frutti. Globalmente, l’azienda a fine ottobre cresceva del 37% anno su anno, con ottime prestazioni negli USA, ma anche sul mercato italiano. Merito anche dell’acquisizione di alcuni clienti di peso, come INPS che ha migrato da sola 40.000 linee interne sui sistemi Wildix, Ministero degli Esteri e dello Sviluppo Economico.

Organizzazioni come queste richiedono ovviamente un elevato livello di sicurezza delle comunicazioni, ed è anche per questo che secondo Bellumat la scelta è ricaduta su Wildix: “È stata molto apprezzata la security by design della piattaforma. La tecnologia si protegge da sola e non ha bisogno di perimetri di protezione o session border controller: tutto per noi è dentro il software, anche attraverso l’autenticazione a due fattori, migliorando prestazioni, costi e sicurezza”, afferma Bellumat.

Con il Wildix Cloud Program, l’azienda sta portando ai system integrator tradizionali dell’IT la capacità di offrire ai propri clienti anche servizi di telefonia, che fino a ora passavano da fornitori di diverso tipo, mantenendo una relazione diretta con i propri clienti, senza oneri di installazione e manutenzione e con il supporto sul territorio di persone specializzate e preparate, ottenendo un introito ricorrente per tutta la durata del contratto.