Luci e ombre del lavoro ibrido: come abilitare una collaborazione efficace

Metà dei nuovi assunti non è mai stato in ufficio e due terzi dei “vecchi” non vorrebbe tornarci nelle modalità tradizionali. Come affrontare i rischi di discriminazione e le difficoltà logistiche, organizzative e culturali .

Poly, azienda produttrice di dispositivi audio e video per la collaborazione, ha presentato la ricerca Evolution of Workplace che esamina la trasformazione del luogo di lavoro e analizza la sua evoluzione grazie ai processi di digitalizzazione. La ricerca si focalizza sul cambiamento degli atteggiamenti e dei comportamenti dei dipendenti avvenuto nell’ultimo anno e mezzo, prestando speciale attenzione a parametri come i modelli di lavoro e la cultura, la frustrazione, il rumore e le regole d’etichetta.

Il rapporto è il risultato di un sondaggio condotto su un panel di 7.261 persone che lavorano in modalità ibrida nel Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Svezia, Polonia ed Emirati Arabi Uniti.

Il rapporto esamina l’evoluzione del luogo di lavoro attraverso cinque diverse lenti: benessere dei dipendenti; uguaglianza; lavoro di squadra; rumore e immagine.

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Il perimetro aziendale oggi passa dalla casa dei dipendenti

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Dave Shull, Presidente e Amministratore Delegato di Poly, afferma che “quasi due terzi dei lavoratori ibridi (64%) credono che la cultura dell’ufficio sia cambiata per sempre. Sul posto di lavoro e le esperienze paritarie dei dipendenti, sia che lavorino da remoto, sia che si rechino in ufficio, sono ora al centro del dibattito, visto che aziende e impiegati stanno adottando nuovi modello di lavoro”.

Aspetti positivi del lavoro da remoto

Oltre due terzi dei dipendenti intervistati (69%) hanno affermato che l’orario d’ufficio tradizionale è stato sostituito da una percezione molto più flessibile del lavoro. Proprio per questo, alla domanda relativa ai benefici del lavoro da casa, le tre risposte principali sono state la possibilità di evitare lunghi spostamenti, il migliore equilibrio tra lavoro e vita privata e la riduzione dello stress. Allo stesso modo, rispetto alla domanda su che quali aspetti del lavoro da casa rimpiangono, ora che si tornano a frequentare gli uffici, molti hanno evidenziato la possibilità riposarsi un po’di più, di passare più tempo con la famiglia e di poter finire di lavorare all’ora prevista.

statistiche

Il rischio di burn out e l’aumento di stress nei dipendenti

Il 58% dei dipendenti ritiene che durante il lavoro remoto si sia sviluppata l’aspettativa di essere sempre attivi e disponibili, creando difficoltà nel riuscire a rilassarsi e staccare completamente la spina.

I risultati mostrano anche che:

  • La difficoltà di collaborazione, la mancanza di assistenza informatica e di soluzioni tecnologiche appropriate per il lavoro da casa sono state elencate tra i primi cinque svantaggi;
  • Quasi la metà dei soggetti intervistati (47%) ha detto di essere preoccupata perché lavorare da remoto limita le possibilità di imparare dai colleghi.
  • Un 52% pensa che i lavoratori ibridi o da remoto potrebbero essere discriminati o trattati diversamente rispetto a chi torna in ufficio a tempo pieno.

In questo scenario, sono soprattutto i più giovani (molti dei quali hanno iniziato a lavorare proprio durante la pandemia) i più preoccupati per il ritorno alla normalità. In questa fascia d’età (18-24), infatti, il 62% riferisce di non essere mai andato in ufficio e il 72% afferma che l’idea di doverci andare crea agitazione. D’altra parte, i giovani temono anche che lavorare a distanza possa avere un impatto negativo sul loro sviluppo professionale e sull’avanzamento di carriera.

Le tre principali ragioni per cui si considera importante tornare in azienda sono le possibilità che offre per il brainstorming e la collaborazione, l’interazione umana, la partecipazione alle riunioni e l’accesso a strumenti e tecnologie migliori.

La prospettiva e le proposte di Poly

Poly raccomanda alle aziende di pensare attentamente a come gestire qualsiasi transizione futura verso il lavoro ibrido e in particolare offre alcuni consigli:

  • Analizzare i differenti profili degli impiegati per capirein modo dettagliato lapersonalità e le preferenze riguardo gli stili di lavoro all’interno dell’azienda;
  • Dotare  tutti i dipendenti degli strumenti giusti per lavorare,sia in ufficio,sia da remoto;
  • Modernizzare gli spazi di riunione degli uffici, inmodoche si riesca, anche in ufficio, a collaborare efficacemente con persone remote collegate in videoconferenza.

Secondo IDC, il mercato mondiale della Unified Communications & Collaboration (UC&C) è cresciuto del 29,2% anno su anno raggiungendo i 13,1 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2020. IDC prevede che i ricavi passeranno dai 24,9 miliardi del 2020 a 50 miliardi entro il 2025.

poly-studio-e70In questo contesto, Poly sta proponendo soluzioni specializzate nelle nuove modalità di lavoro, come i sistemi Poly Studio X70 e Poly Studio E70 che utilizzano l’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza delle video riunioni con più persone nella stessa stanza.

Il sistema Director AI zooma e inquadra automaticamente la persona che sta parlando, seguendola se si sposta nella stanza. I sistemi Acoustic Fence e NoiseBlockAI, eliminano i rumori di sottofondo dando il massimo risalto alla voce dello speaker.

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Arianna Narciso
Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche, decide di conseguire i suoi studi magistrali in Teoria e Tecnologica della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Nel 2019 inizia il suo percorso nel mondo della comunicazione digitale, prima come Graphic Designer e successivamente come Content Editor. Nel 2021 si specializza nelle strategie di marketing digitale con un Master in Data Analytics e Marketing Intelligence presso la Business School de IlSole24Ore. La trovate su Linkedin