Oggi esiste un enorme divario tra ciò che le aziende sanno delle tecnologie abilitate dalla voce e come le usano. Il gap è evidenziato da una ricerca di Globant, che ha intervistato più di 600 decision maker senior. Dall’indagine è emerso che la maggioranza degli intervistati vede grandi benefici nella tecnologia vocale, ma solo il 31% la utilizza quotidianamente in ambito lavorativo.

E’ fuor di dubbio che la tecnologia vocale sia preziosa. Basta guardare al mercato consumer degli speaker intelligenti: più di 43 milioni di americani ne possiede uno. Molte persone che useranno tecnologie vocali al lavoro le stanno già usando tutti i giorni a casa.

Google dice che circa il 20% di tutte le ricerche condotte oggi sono ricerche vocali.

Entro due anni, secondo Gartner, il 30% di tutta la navigazione web verrà effettuata senza schermo. Le stime di ComScore si spingono al 50% di tutte le ricerche.

Eppure solo una minima parte di queste ricerche viene fatta in ambito lavorativo.

Speaker intelligenti, come la linea Amazon Echo e i prodotti correlati, i dispositivi Google Home e Apple Home Pod, sono rivolti direttamente al mercato consumer. Ma tutti i principali produttori stanno lavorando allo sviluppo di piattaforme per uso professionale.

I prodotti

Pindrop sostiene che i tre quarti di tutte le aziende hanno in programma di investire in sistemi vocali rivolti ai clienti basati su Cortana, Google Assistant e Alexa. Percentuali più piccole, ma significative, stanno investendo in sistemi simili basati su IBM Watson, Apple Siri e anche Samsung Bixby.

Watson Assistant di IBM è uno strumento white label per le aziende che desiderano creare assistenti virtuali attivati con la voce utilizzando i propri set di dati. Fondamentalmente, Watson Conversation e Watson Virtual Agent sono collegati tra loro e utilizzano le API di analytics di IBM.

IBM afferma che lo strumento è preferibile ad Alexa for Business perché non fornisce dati e controllo ad Amazon (né a IBM).

Spark Assistant di Cisco è incentrato interamente sulle riunioni in ambito aziendale. La società intende integrarlo in tutti i suoi dispositivi per sala conferenze e renderlo disponibile su qualsiasi dispositivo client.

Spark Assistant è uno strumento particolarmente interessante, perché si basa sul lavoro di un’azienda chiamata MindMeld.

Cinque anni fa, MindMeld era un’app sperimentale che io stesso ho provato. L’app ascoltava una conversazione e attuava un tipo di associazione libera con risultati di ricerca basati su ciò che veniva detto. L’ulteriore sviluppo di questo concetto, specialmente se vengono utilizzati dati aziendali, costituirebbe uno straordinario strumento di incontro, in cui uno schermo potrebbe essere costantemente aggiornato con fatti e contesto su tutto ciò che viene discusso al momento.

In pochi anni, la tecnologia vocale consentirà a prodotti intelligenti come Spark Assistant di partecipare in modo attivo alle riunioni, dare suggerimenti e rispondere alle domande.

Secondo l’azienda l’assistente potrà anche registrare le riunioni e prendere iniziative, inviare i riepiloghi delle riunioni e pianificare le riunioni future.

Perfino Mozilla sta costruendo un browser web a comando vocale chiamato Scout, secondo un report trapelato di recente.

Tutti sanno che questi prodotti sono già sul mercato o la saranno a breve. E il pensiero condiviso è che avranno un grande impatto. Ma ciò che è scarsamente compreso è il problema lampante che stiamo affrontando con un’applicazione – la ricerca vocale – e il vero vantaggio delle tecnologie abilitate dalla voce.

Iniziamo con il grande problema della tecnologia vocale: la ricerca.

Il problema della ricerca

Il problema irrisolto con la ricerca attivata dalla voce, che gioca un ruolo fondamentale nel come le persone usano e useranno gli assistenti virtuali, è che il risultato è un’unica risposta, non una lista infinita di opzioni classificate.

Sembra una piccola cosa; di fatto, è un problema enorme per il quale nessuno ha una soluzione.

Le classifiche dei risultati di ricerca oggi sono altamente controverse, fonte di importanti indagini e multe quando aziende come Google si trovano a favorire i propri risultati in modo non competitivo.

Tali casi sono quasi sempre sollevati dai concorrenti di Google, i quali ritengono che l’ordine dei risultati sulla prima pagina non sia corretto. È probabile che tali reclami aumentino quando le risposte basate sull’assistente virtuale non rappresenteranno tutti i risultati classificati, ma un unico risultato scelto da aziende come Google.

Questo è il motivo per cui il nuovo ambito dell’ottimizzazione della ricerca vocale diventerà un’abilità decisiva per le imprese che vogliono rimanere competitive.

Le aziende sono già preoccupate della potenza di motori di ricerca di società come Google, perché i loro algoritmi di ricerca determinano il grado o l’ordine dei risultati delle ricerche.

Oggi la ricerca è probabilmente l’applicazione più diffusa della tecnologia vocale, ma in futuro sarà bloccata e ostacolata dal problema di un unico risultato.

Per le attività non di ricerca, tuttavia, la tecnologia vocale sarà molto più pervasiva del previsto.

La promessa

Il CTO di Amazon, Werner Vogels, definisce la voce “l’interfaccia utente universale“. È l’interfaccia utente che non richiede alcuna formazione e che quasi chiunque può utilizzare.

L’interazione vocale è, in effetti, un’interfaccia utente, ma l’impatto andrà ben oltre il modo in cui le persone interagiscono. Cambierà il modo in cui funzionano le aziende.

Le tecnologie a comando vocale faciliteranno l’ufficio intelligente, dove i dispositivi IoT trasformeranno il modo in cui tutto funziona. La gestione dell’ufficio verrà trasformata da dispositivi intelligenti, che consentiranno sempre più l’interazione vocale per determinare caratteristiche di base delle apparecchiature per ufficio, tra cui posizione, stato del servizio, quali utenti le hanno usate.

Le applicazioni per prendere appunti basate sulla voce permettono di partecipare attivamente a un riunione, anziché tenere gli occhi incollati a uno schermo e le mani a una tastiera.

E la voce trasformerà la comunicazione aziendale. Anziché scrivere una email o un messaggio tramite Slack, gli utenti aziendali potranno dare un comando vocale, per esempio “Dì al dott. Rossi che vorrei incontrarlo domani pomeriggio”, e l’assistente virtuale organizzerà l’incontro.

Questo tipo di comunicazione assistita basata sull’intelligenza artificiale aumenterà la collaborazione, offrendo nuove opportunità a dipendenti che prima erano considerati disabili e dando spazio a nuovi talenti.

Nei centri di produzione e distribuzione gran parte del lavoro condotto con schermo, tastiera e mouse sarà sostituito da una conversazione vocale con un agente, liberando le mani per altri compiti e consentendo ai dipendenti di rimanere concentrati sul lavoro.

La tecnologia vocale trasformerà in modo simile il servizio clienti, la formazione, l’accesso ai dati, l’identificazione, l’autenticazione e quasi tutti gli aspetti dell’IT.

Tutti coloro che si interfacceranno con un’azienda utilizzando una tecnologia vocale, siano essi dirigenti, dipendenti, clienti o partner, percepiranno un senso di intimità, personalizzazione, accesso veloce ai dati e anche un senso di divertimento.

Passeremo tutti dal concentrarci sulla capacità d’uso delle attrezzature al concentrarci sulla risoluzione dei problemi, sul pensiero creativo e sull’apprendimento.

Nei prossimi tre anni le aziende adotteranno sempre più tecnologie abilitate alla voce. Prima di questo cambiamento, dobbiamo smettere di pensare alla tecnologia vocale come una semplice funzione per la ricerca su Internet o come un’interfaccia utente. E’ molto più di questo.

In realtà la tecnologia abilitata dalla voce fa parte di un cambiamento radicale e in gran parte positivo sul modo in cui le imprese operano, i dipendenti si interfacciano sia ai dati che tra di loro e, in ultima analisi, sul modo in cui vengono serviti i clienti.

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