Far bene l’Agile fa bene al business. E gli italiani lo fanno meglio, si dice

Da una ricerca di CA Technologies, emerge che le aziende che adottano estesamente metodologie Agile e DevOps hanno vantaggi concreti in termini di business, tra cui maggior crescita dei ricavi e dei profitti.

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Le aziende che abbracciano i metodi di sviluppo Agile, accompagnandoli anche da pratiche DevOps, hanno notevoli benefici in termini di crescita di fatturato e utile, maggiore collaborazione tra IT e linee di business, condivisione degli obiettivi strategici e maggiore comprensione delle necessità del cliente. E le aziende italiane, stando a quanto affermano, sono ben posizionate in Europa in termini di adozione di questi metodi moderni di sviluppo e operations.

Sono questi i principali risultati della ricerca  How Agile and DevOps Enable Digital Readiness and Transformation commissionata da CA Technologies a Freeform Dynamics e condotta intervistando 1.279 responsabili IT e dirigenti aziendali di grandi e grandissime aziende (con più di 1.000 dipendenti), di cui 466 in sei paesi europei, tra cui l’Italia.

Stando alle risposte fornite dai manager, selezionati tra le prime file del reparto IT ma anche di altre funzioni aziendali, l’Italia sembrerebbe molto ben posizionata in termini di interesse e adozione di Agile e DevOps: l’81% delle aziende dichiara di essere impegnata nella piena adozione di metodologie Agile, il 68% nell’implementazione dei DevOps e il 78% nell’adozione della pratica di Continuous Delivery nello sviluppo. Con il 96% delle aziende intervistate che dichiara di impiegare largamente o in parte la metodologia Agile nei team di sviluppo, l’Italia si piazzerebbe ai vertici in Europa. Un dato che sorprende e che contrasta un po’ con la percezione comune.

Fabio Raho, Senior Account Executive
di CA Technologies
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Secondo Fabio Raho, Senior Account Executive di CA Technologies, però, al dato bisogna forse fare un po’ di tara: tradizionalmente, quando devono autovalutarsi, le aziende italiane sono un po’ più indulgenti di quelle europee. Probabilmente, nel dato rientrano anche aziende che hanno soltanto dei progetti pilota o piccoli team che lavorano su un progetto specifico e circoscritto (solitamente, applicazioni web o mobile), non necessariamente integrato in una gestione organica dello sviluppo del software aziendale.

Detto ciò, il dato rivela sicuramente un forte interesse delle aziende, italiane e non, verso il tema.

Gli “Agility Master” hanno più successo

Le Agility Master, come la ricerca ha definito le aziende più evolute nell’adozione di Agile e DevOps, rappresentano il 14% delle aziende intervistate e sono accomunate da una valutazione simile in base a diversi indicatori. Rispetto alle altre aziende, definite Manistream, queste hanno infatti:

  • Un tasso di crescita dei ricavi più alto del 57%;
  • Un tasso di crescita dei profitti più elevato del 43%;
  • Una probabilità del 2,6 superiore di aumentare le entrate di oltre il 20%;
  • Un supporto alla collaborazione tra i dipartimenti che si occupano di sviluppo, gestione operativa e sicurezza IT  superiore del 2,4%;
  • Un allineamento tra team software e obiettivi dell’azienda superiore del 2,3%;
  • Una probabilità del 2,2 superiore che l’azienda comprenda le esigenze dei clienti;
  • Una maggiore competenza dei team di sviluppo Agile rispetto alle tecnologie a supporto delle applicazioni e delle tendenze di mercato e tecnologiche.

La correlazione non indica necessariamente una causalità: alcune aziende possono ottenere migliori risultati grazie all’elevata adozione delle metodologie Agile e DevOps; altre possono primeggiare in questa categoria perché sono complessivamente aziende solide e attente all’innovazione.

L’importanza di un’adozione integrata

L’indagine rileva che le aziende più soddisfatte dei metodi Agile, e quelle che ne traggono maggiori vantaggi, sono quelle in cui l’adozione è stata estesa, cross-funzionale e integrata con la strategia e gli strumenti di governance aziendali.

Raho sottolinea che può accadere che i piccoli team di sviluppo Agile isolati vengano considerati dal resto della funzione IT e dell’azienda come una sorta di “gruppo anarchico”, di cui poco si sa di obiettivi e risultati. Questo per Raho è un grave errore: è fondamentale che anche i progetti gestiti con metodi Agile siano integrati negli strumenti di project e portfolio management aziendali da un lato, e che il management spinga per un cambio di mentalità improntato alla collaborazione dall’altro.

Fondamentale per Raho è l’adozione, insieme ai metodi Agile, anche di pratiche DevOps, senza le quali vantaggi nello sviluppo della applicazioni verrebbero vanificati o quanto meno fortemente rallentati.

Le aziende dovrebbero prendere una maggiore coscienza di cosa significhi l’adozione delle metodologie Agile come strumento, e di cosa serva per governare questo processo. “L’adozione delle metodologie Agile e DevOps deve essere guidata dal business, integrata tra i vari team e iterativa, e deve sfruttare le analisi e i loop di feedback appropriati, per consentire miglioramenti rapidi e costanti, a ogni livello”, afferma Raho.

Andrea Grassi
Editor di Computerworld e CIO Italia Giornalista professionista, ma con una formazione tecnico-scientifica, dal 1995 ha lavorato per alcune delle più importanti testate di informatica in Italia. È stato redattore di .Net Internet Magazine, il Mio Computer e MacFormat, responsabile di redazione di Computer Magazine, PC Magazine, Hacker Jorunal, Total Computer e del portale CHIP Download. Come publisher ha curato l’edizione italiana di CHIP, PC World, Macworld e ha ideato e lanciato le riviste mensili iPad Magazine e Android Magazine. È autore dei libri Windows XP per tutti e Mac OS Tiger pubblicati da McGraw-Hill e ha tradotto svariati altri manuali di programmazione, cybersecurity e per software professionali. Dal 2015 cura per Fiera Milano Media le testate Computerworld e CIO Italia dell’editore americano IDG. Ha seguito in particolar modo l’evoluzione di Internet, dagli albori della sua diffusione di massa, analizzandone gli aspetti tecnici, economici e culturali, i software di produttività, le piattaforme web e social, la sicurezza informatica e il cybercrime. Più di recente, segue le tematiche relative alla trasformazione digitale del business e sta osservando come l’intelligenza artificiale stia spingendo ogni giorno più in là il confine della tecnologia. Puoi contattarlo via email scrivendo ad andrea.grassi@cwi.it e seguirlo su Twitter (@andreagrassi) o Linkedin.