Gli strumenti di collaborazione sono già a rischio frammentazione?

Con così tanti strumenti di collaborazione ora disponibili, le aziende stanno affrontando il problema della frammentazione delle app e puntano, seppur con difficoltà, a una soluzione unica.

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L’ampia varietà di strumenti di collaborazione e comunicazione ora disponibili per le aziende può certamente aiutare a connettere i dipendenti in luoghi diversi, ma può anche portare a un ecosistema fin troppo frammentato e caotico. Negli ultimi anni è emersa una nuova generazione di app per la collaborazione in team che, in molti casi, incorporano funzionalità di videochiamata e chiamata vocale insieme alla classica messaggistica basata su testo. Ciò significa che le organizzazioni aziendali possono iniziare a unire alcuni dei loro strumenti di comunicazione esistenti in un’unica piattaforma distribuita.

Jason Kasch, CIO di Structural Group, una società di ingegneria e costruzione con sede nel Maryland, ha affermato che la sua azienda aveva già utilizzato una serie di applicazioni per connettere i membri dello staff: da Yammer e Oracle Social Network passando per i cari GroupMe e Slack. Con Glip di RingCentral l’azienda ha però scoperto che era più facile per i dipendenti partecipare a conversazioni all’interno dell’organizzazione.

“Avevamo un sacco di prodotti diversi che i nostri dipendenti utilizzavano per collaborare e l’unico pezzo che mancava era un punto di contatto centrale”, ha spiegato Kasch. “Se ognuno infatti era su una piattaforma diversa, non aveva la possibilità di fare un semplice click per avviare immediatamente una videoconferenza o una conversazione.”

Collaborazione enterprise

Kasch ha spiegato che l’implementazione di Glip ha aiutato l’azienda a sostituire le varie piattaforme di collaborazione e ha reso più semplice il collegamento tra colleghi da luoghi diversi. “Quando siamo passati su un’unica piattaforma, non l’abbiamo fatto perché pensavamo che avere tante piattaforme diverse fosse un grande problema. Nel momento in cui però abbiamo lanciato RingCentral e abbiamo fornito l’accesso a Glip, abbiamo capito come la situazione precedente fosse problematica e tutti hanno iniziato a migrare le loro conversazioni su questa piattaforma in modo che potessero conversare con gli altri membri dell’azienda”.

John Herbert, CIO di 21st Century Fox, ha affermato che fare affidamento su numerosi strumenti di collaborazione può creare più fastidi e problemi per le aziende piuttosto che risolverli. “Le conversazioni frammentate e gli strumenti frammentati in realtà creano un problema più grande”. Il colosso mediatico ha messo a disposizione Slack come hub di collaborazione principale per 25.000 dipendenti in 90 Paesi, ma utilizza anche i sistemi di videoconferenza di Zoom, si rivolge a Okta per la gestione delle identità e a Quip per la collaborazione dei contenuti.

Altre aziende si stanno muovendo in una direzione simile. Mott MacDonald, una società britannica di consulenza ingegneristica con 16.000 dipendenti, si è affidata a Microsoft Office 365. Utilizza Skype for Business per connettere lo staff, ma anche Yammer e Lync. “Per noi è ancora un po’ tutto frammentato”, ha detto il CIO dell’azienda Ronald Sattan, “ma ci stiamo muovendo con l’obiettivo di utilizzare un’unica applicazione”.

Michael Sherwood, direttore della tecnologia e dell’innovazione per la città di Las Vegas, ha affermato che il supporto a una serie di strumenti è la realtà, almeno per ora. Mentre vorrebbe avere una singola applicazione di collaborazione, “al momento il nostro sistema è ancora frammentato Permettiamo infatti ai dipendenti di avere uno smartphone Android o un iPhone e continueremo a consentire un percorso nel segno di Microsoft, ma anche di Cisco Spark/WebEx. Anche tutti i nostri fornitori utilizzano piattaforme diverse. Speriamo però a un certo di arrivare ad avere una piattaforma unica (e so bene che al momento può sembrare un’utopia). Dal punto di vista della manutenzione e della gestione sarebbe un progresso di notevole importanza”.