Outlook multipiattaforma e web-based nel futuro di Microsoft

Una prossima versione “one-for-all” di Outlook verrà eseguita all’interno del browser in sostituzione delle versioni standalone per Windows, Mac, iOS e Android che abbiamo sempre conosciuto.

outlook

Secondo alcuni nuovi report, Microsoft è al lavoro su una nuova app di Outlook da eseguire all’interno del browser in sostituzione delle varie versioni standalone per Windows, Mac, iOS e Android che abbiamo sempre conosciuto. Denominata in codice Monarch e parte di un progetto già annunciato denominato One Outlook, questa nuova app web-based sostituirà le versioni desktop e mobile su tutte le piattaforme, dal desktop al laptop, dal tablet allo smartphone. WindowsCentral, uno dei primi a segnalare Monarch, ha anche affermato che l’app sarà basata sull’attuale app Web di Outlook su outlook.com e outlook.office365.com.

Secondo WindowsCentral e altri siti, la nuova app di Outlook potrebbe raggiungere lo stato di preview entro la fine di quest’anno. Tuttavia, non sostituirà le applicazioni di posta e calendario inserite di default in Windows 10 fino al 2022, con la sostituzione di Outlook Win32 ancora più lontana nel tempo. L’idea di un’app in grado di funzionare su più piattaforme (ricordate il motto “sviluppa una volta ed esegui ovunque”?) ha una lunga storia nello sviluppo di software in generale, e nello specifico di Microsoft.

Il colosso di Redmond ha fatto più di un tentativo su questo versante, l’ultimo dei quali (prima di quello attuale) fu quando lanciò Windows 8 nel 2012. In gran parte guidato dal desiderio di fondere mobile e desktop, il concept è stato marchiato con tutta una serie di nomi, da “Metro” e “Modern” fino a “Windows Store” e “Universal”. Le app dovevano essere eseguite su smartphone Windows Phone (che allora erano un pilastro fondamentale della strategia generale di Microsoft) e su dispositivi Windows 8 come PC e tablet. E quando apparve Windows 10, Microsoft iniziò a chiamarle semplicemente app “Windows”.

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Alla fine però non si è riusciti a raggiungere l’obiettivo delle app “una per tutti”. Ma allora cosa renderà diverso questo nuovo tentativo? In precedenza, le app universali di Windows sono fallite perché i risultati sono stati inferiori agli standard rispetto a un’applicazione nativa (in altre parole, scritta appositamente per il sistema operativo). Sebbene Microsoft, secondo quanto riferito, integrerà il supporto del sistema operativo nativo per alcuni aspetti dell’email (archiviazione offline e sistema di notifica proprio del sistema operativo), tali promesse sono state fatte prima… e non hanno portato a granché.

Mentre il modello “sviluppa una volta ed esegui ovunque” è un obiettivo lodevole che in teoria potrebbe comportare enormi guadagni nella produttività dello sviluppo, forse anche nell’affidabilità e stabilità dell’applicazione, in pratica ci sono anche ragioni banali per cui questo ha senso per Microsoft. Secondo Computerworld la ragione più importante è che l’Outlook “Monarch” sarà basato su tecnologie web e quindi verrà eseguito in un browser o sarà, a tutti gli effetti, un browser all’interno con un involucro esterno che maschera questa sua natura.

A fine 2020 il browser di Microsoft (Edge) rappresentava circa l’11% dell’attività globale dei browser desktop, con un aumento del 57% rispetto agli 11 mesi precedenti. (Edge è diventato Chromium nel gennaio 2020). Edge ha così superato Firefox per prendere il secondo posto dietro (molto indietro) Chrome; di fatto al momento il browser di Microsoft rimane l’unica minaccia legittima agli occhi di Chrome.

Microsoft utilizzerà tutti gli strumenti in suo possesso per spingere Edge a diventare il browser più adatto alle aziende, in particolare ai clienti aziendali più grandi che alimentano i suoi profitti. E ciò, ovviamente, significa legare a Edge un aspetto business-critical come l’email.

Se Microsoft avrà successo nel creare un nuovo Outlook multipiattaforma fortemente integrato in Edge, potrà spingere ulteriormente l’adozione del suo browser nei confronti delle piccole e grandi aziende. Meglio ancora sarebbe un’app eseguita all’interno di un qualsiasi browser ma in grado di fornire le migliori prestazioni in Edge, non in Chrome.

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AUTOREGregg Keizer
FONTEComputerworld.com
Gregg Keizer
Senior Reporter a Computerworld.com Gregg Keizer segue per l'edizione americana di Computerworld i sistemi Windows, Office, l'utilizzo aziendale di tecnologie e prodotti Applei browser e le applicazioni web. Lo trovate su Twitter come @gkeizer. Pubblichiamo le traduzioni dei suoi articoli in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG Communications.