Logistica e manutenzione impianti si fanno con la realtà aumentata

L'italiana Joinpad, la tedesca Siemens e la giapponese Epson, tre tecnologie per uno strumento veramente utile basato su occhiali intelligenti

La realtà aumentata nel business esiste, si potrebbe dire malgrado i Google Glass. Il clamore mediatico intorno a un prodotto immaturo come gli occhiali di big G, ha infatti oscurato i tanti progetti concreti che già rendo produttiva questa tecnologia. E se il mercato consumer non é ancora pronto ad accettarla come indispensabile, l’industria si sta attrezzando per sfruttarla davvero per molte applicazioni verticali.

Tra le nuove aziende nate con l’obiettivo di cogliere quest’onda c’è JoinPad, nata in Italia cinque anni fa, che si è distinta nel 2011 per aver presentato a Las Vegas una delle prime soluzioni al mondo di realtà aumentata applicata alla manutenzione degli impianti. Oggi la startup è stata acquisita dalla più navigata SRLabs, specializzata in eyetracking, e sviluppa anche applicazioni per la logistica e soluzioni ad hoc. Il comune denominatore sono le tecnologie di object recognition, identificazione e localizzazione, che sfruttano le telecamere inserite negli occhiali a realtà aumentata o quelle di dispositivi mobili come smartphone e tablet. Con queste soluzioni un tecnico può essere guidato dall’applicazione nel giro di controllo dell’impianto, identificandone lo stato dei componenti o l’eventuale presenza di un guasto attraverso le informazioni che compaiono in sovraimpressione sugli occhiali Epson Moverio BT-200.

Gli occhiali Epson

I Moverio BT-200, immessi sul mercato dalla casa giapponese circa un anno fa, non saranno leggeri e stilosi come i Glass, ma restano un prodotto decisamente interessante per applicazioni business, costituiti dagli occhiali veri e propri e da un’unità di controllo che ha le dimensioni di uno smartphone, a cui il sistema di lenti è collegato via cavo.

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epson glass

Pur non avendo la miniaturizzazione del prodotto di Big G, vantano caratteristiche di tutto rispetto, a partire dal doppio schermo che garantisce una piena visione stereoscopica, con un effetto corrispondente a quello di uno schermo da 80 pollici visto a 5 metri di distanza, che si sovrappone alla visione esterna, garantita dalla trasparenza delle lenti. In effetti il sistema proietta un’immagine per ogni occhio alla risoluzione di 960×540 pixel, che combinate ottengono un effetto paragonabile a un display 1080i, nitido in ogni condizione e a 24 bit colore. Quanto alla scatoletta di controllo, funziona con Android 4.04, ospita un processore Ti Omap 4460 a 1,2 GHz, 1 GB di Ram e 8 di memoria flash. Inoltre può impiegare un sensore gps e i rilevatori di movimento integrati, oltre alla videocamera Vga per la realtà aumentata. Ma soprattutto, i Moverio BT-200 costano circa la metà di quanto è necessario sborsare per i Google Glass, ovvero 699 euro.

La collaborazione con Siemens

Per sviluppare meglio l’applicazione e testarne le funzionalità, Joinpad ha stretto un accordo di collaborazione con Siemens, che ha integrato nel sistema la sua piattaforma i-ConTXM, un sistema modulare di sensori per il monitoraggio e la diagnostica dei trasformatori.
Il progetto prevede che il tecnico che svolge il lavoro di monitoraggio si mantenga in costante contatto con una centrale operativa e possa trasmettere e ricevere informazioni in tempo reale, osservando eventuali istruzioni direttamente sulle lenti Epson.
Il sistema può essere usato anche per ridurre i costi di addestramento del personale, che invece di leggere manuali o correre rischi sul campo, potrà imparare da simulazioni interattive, rivivendo esperienze istruttive semplicemente indossando un Oculus Rift collegato a un portatile.

Anche per la logistica

La gestione avanzata dei magazzini è una delle più interessanti applicazioni possibili della realtà aumentata. Il sistema riconosce gli oggetti con la telecamera e guida alla loro corretta movimentazione. L’operatore ottiene indicazioni in tempo reale, e se qualcosa è fuori posto basta davvero un colpo d’occhio per accorgersene, sia all’interno del magazzino che in aree esterne, con il supporto della geolocalizzazione. Collegando il sistema a un distanziometro a laser, combinato con il riconoscimento degli oggetti, è anche possibile ottenere in poco tempo planimetrie dettagliate di vaste aree, scattando semplici fotografie con un dispositivo mobile.

Aldo Ascenti
Giornalista esperto di tecnologia e divulgazione scientifica, è attivo da vent'anni nel settore dell'editoria specializzata. Ha diretto testate di carta e di bit, consumer e b2b, fondato blog di tecnologia e fotografia e progettato monografie per i tablet.