Gerard Dahan

Punta con decisione anche sul nostro Paese la strategia di sviluppo internazionale di Ivalua, global provider francese specializzato nell’e-procurement. A confermarlo è il suo general manager Emea, Gérard Dahan: “Intendiamo rafforzare la nostra presenza in Italia, dove siamo sbarcati solo due anni fa e dove stiamo già collaborando con clienti nazionali quali Lucchini e Generali, compagnia per la quale stiamo sviluppando una piattaforma globale che verrà utilizzata in 8 Paesi attraverso un modello standard, destinato poi ad essere declinato in funzione delle esigenze locali”.

“Siamo convinti che l’Italia sia un mercato in forte crescita” aggiunge Federico Ermacora, sales director Italy di Ivalua “e capace anche di rivelare interessanti margini sul fronte della sostituzione di vecchi tool. Da qui, dunque, la decisione di incrementare la nostra squadra che dai 6 componenti attuali passerà alle 10 unità nei prossimi mesi. Intendiamo inoltre intensificare la collaborazione con i principali marchi di consulenza attivi nel nostro Paese – penso, per esempio, a Pwc o a Accenture – così da mettere a punto politiche di crescita comuni”.

Per conquistare il nostro mercato, Ivalua intende fare leva sui plus distintivi della sua piattaforma: un’impostazione tailor made capace di semplificare i processi nell’ottica della flessibilità. “Oggi”, osserva ancora Dahan “le imprese devono affrontare frequenti cambiamenti: merger, acquisizioni e una crescente competitività impongono continui aggiornamenti della “rotta” da seguire. E in questo contesto anche gli strumenti di e-procurement sono chiamati a evolvere.

Così, la prima generazione di offerte, contraddistinta da prodotti e processi chiusi che comportavano costi alti e tempi lunghi, ha lasciato il posto a una seconda generazione, capace di aprire le porte alla flessibilità, migliorando sensibilmente la produttività.

Federico Ermacora

Ed esattamente in questa prospettiva è stata messa a punto la piattaforma, che può essere installata in modalità “on premise” o in cloud, come Software as a Service. In questa seconda modalità, gli aggiornamenti vengono proposti direttamente al cliente, che può decidere se applicarli o meno.

Si tratta di una soluzione, interamente sviluppata al nostro interno, che consente ai manager di gestire in modo diretto l’attività di procurement senza più bisogno quindi di ricorrere al costante intervento dei tecnici It. La piattaforma fornisce un indicatore sintetico che esprime il grado di affidabilità dei singoli fornitori, definito però in funzione delle priorità dell’utente, attraverso filtri impostati su singoli item di interesse. In questo modo intendiamo fornire un servizio “su misura” che possa aiutare i manager nella definizione di decisioni più efficaci.

i dati sull’affidabilità del fornitore non si limitano ai rating assegnati da fornitori di contenuti esterni in base ai dati finanziari, ma contengono parametri come la velocità di consegna, la qualità del prodotto, la capacità di gestire alti volumi di richieste…

Questi dati vengono raccolti e analizzati dalla piattaforma stessa, attingendo sia ai dati storici dell’azienda, sia a un pool di dati comune tra i vari clienti, che possono decidere di contribuire in modo anonimo inviando le proprie segnalazioni.

Spesso, infatti, il rischio correlato ai fornitori è sottovalutato, al contrario di quanto avviene in relazione a quello finanziario. Si tratta invece di un rischio rilevante che la piattaforma di Ivalua permette di valutare in modo corretto incrociando informazioni provenienti da fonti diverse”.

Solo teoria? Tutt’altro. I dati dicono infatti che il servizio ha trovato riscontri positivi anche sul campo. “Nel 2014 – continua Dahan – abbiamo registrato un fatturato pari a 20 milioni di euro, in crescita del 52% rispetto al 2013. E per il 2015 contiamo di mettere a segno un ulteriore incremento del 30-40%. A farci essere ottimisti ci sono gli oltre 200 clienti presenti nel nostro portafoglio. Ma non solo. Infatti, gli ordinativi a oggi in cassetto per il 2016 sono già in grado di coprire i costi”.

Basi solide, quindi, per poter pensare anche a un’espansione in nuovi mercati. “Contiamo di approcciare gli Emirati Arabi”, racconta Dahan “e sviluppare la nostra azione nel Sud Asia, in particolare in Cina e a Hong Kong”.

Non solo Italia, quindi, nella politica di crescita dell’azienda che ad oggi è già attiva in Francia, Canada, Usa, Brasile, Australia, Germania, Uk, Polonia e India. “In un contesto globale molto dinamico dove si assiste a un profondo cambiamento del ciclo di vendita”, conclude Dahan “le aziende operano una selezione sempre più accurata per trovare i prodotti e i fornitori giusti. E noi abbiamo l’ambizione – e le competenze – per essere loro partner”.