Puntando a un mercato aziendale di massa, Microsoft ha da poco rilasciato un’anteprima della prossima versione del suo software di visualizzazione di dati nel cloud Power BI, con la promessa di mantenere un’opzione gratuita anche dopo l’uscita della versione definitiva.

Da fine gennaio le aziende possono registrarsi su PowerBI.com per provare il software. Al momento una versione gratuita di PowerBI è già disponibile per iPad, ma nel corso dell’anno arriverà anche per iPhone, Android e Windows 10. Attraverso un componente del software scaricabile gratuitamente (Power BI Designer), gli utenti possono creare in modo dinamico dashboard aggiornate, con tabelle di dati aziendali interattive e animate. Il software permette di condividere questi elementi con altri utenti di Power BI con o senza Excel. Una versione denominata Power BI Pro, che contiene ulteriori funzioni aziendali e altre feature aggiuntive in termini di capacità di dati, è disponibile dal primo febbraio con una formula di abbonamento pari a 9,99 dollari al mese.

“Power BI permette agli utenti aziendali di entrare in connessione direttamente con i propri dati”, afferma James Phillips di Microsoft. “In passato, se volevo servirmi della business intelligence, i miei dati erano bloccati dal reparto IT o inseriti in un sistema SAP, in un database Teradata o in un SQL Server di analisi dati”.

“Oggi i dati utilizzati per gestire un’attività sono ospitati sempre più spesso su piattaforme cloud come Salesforce, Workday e SuccessFactors e accessibili tramite credenziali di accesso e API pubbliche”, continua Phillips. Una nuova ondata di strumenti BI, compresi Tableau, Pentaho, Sisense e Qlik, punta ad aiutare le aziende a prendere coscienza della quantità sempre più elevata di dati sia nel cloud, sia internamente.

Strumenti come Power BI permettono di mettere in comunicazione persone attraverso i dati senza il minimo sforzo

Lo scorso anno la società di analisi Gartner ha espresso un parere negativo su Microsoft sia per non aver aggiornato e scontato la sua piattaforma BI di fronte a una competizione sempre più forte in ambito cloud, sia per dipendere troppo da Excel a livello di rendicontazione. “C’è una trasformazione in atto sul versante aziendale; ci si sta spostando sempre più verso un modello di consapevolezza e centralità dei dati. Strumenti come Power BI permettono di mettere in comunicazione persone attraverso i dati senza il minimo sforzo, rendendole più attente e consapevoli nei confronti di tutte queste informazioni”, afferma Phillips.

Nel corso di una presentazione Phillips ha mostrato come Power BI permetta a un’azienda con un account Microsoft di accedere a un servizio di visualizzazione dati ospitato da Azure e come, in pochi minuti, sia in grado di autorizzare quel servizio a connettersi alle fonti di dati on-site o nel cloud. La fonte da lui mostrata era Salesforce, dove i dati sulle performance di vendita globali delle aziende vengono contabilizzati in tempo reale

“Ora siamo connessi con Salesforce. Sto facendo il log-in con le mie credenziali e posso così vedere i dati ai quali sono autorizzato ad accedere e, al tempo stesso, sto creando una nuova dashboard. Ed eccoli qui i miei dati ricavati da Salesforce. Non mi sono dovuto rivolgere a un analista o a un esperto di BI. Mi sono semplicemente connesso con i dati disponibili immediatamente. Power BI permette di dare uno sguardo ai dati già esistenti in sistemi di analisi come Hadoop e Azure Stream Analytics e non ti costringe a riprogettare il tuo mondo; è lui a venire da te e a spingerti avanti”, conclude Phillips.