Risorse umane: una PMI su tre si affida ancora a Excel

ADP vuole sensibilizzare le imprese italiane sull’importanza dei Big Data nell’ambito delle risorse umane.

selezione soft skill

Oltre 6 aziende su 10 dichiarano di voler aumentare le spese nell’ambito dell’HR e solo l’8% reputa “adeguato” il proprio attuale team per le analitiche HR. E’ quanto emerge da una nuova ricerca su base internazionale condotta da ADP, società leader a livello mondiale nell’ambito HCM (Human Capital Management).

In molti casi le aziende non riescono a sapere esattamente cosa stanno facendo i propri dipendenti, secondo quali modalità (in termini di produttività) e, spesso, persino perché lo stanno facendo, con evidenti implicazioni sui fattori di coinvolgimento e motivazione. Addirittura molte aziende non sanno nemmeno quanti dipendenti hanno in un preciso momento, specialmente se sono presenti lavoratori interinali e a progetto.

Sempre secondo la ricerca, la motivazione di queste scarse conoscenze è legata principalmente all’ambito informatico e tecnologico: il 37% dei dati di imprese di media grandezza è infatti ancora affidato a Excel o a database affini. Eppure sempre più la crescita internazionale delle imprese è legata all’abilità delle HR nell’adeguarsi alle direttive locali, nel sostenere l’afflusso di nuovo personale in azienda e nel garantire la coerenza dei dati in tempi brevi.

L’opportunità di usare i dati e le analitiche predittive per ottimizzare la pianificazione della forza lavoro comporterebbe quindi numerosi benefici, a cominciare dalla possibilità di rendere l’organizzazione più veloce, più semplice e più agile. Senza contare che sistemi informativi e tecnologici avanzati (dalle informazioni sul payroll globale alla formazione online) offrirebbero ai direttori HR maggior tempo da dedicare agli aspetti strategici, e, allo stesso tempo, garantirebbero maggiore trasparenza e una diretta accessibilità per manager e dipendenti.

il 37% dei dati di imprese di media grandezza è ancora affidato a Excel

“Ancora a metà degli anni Novanta”, come sottolinea lo Strategy e Marketing Director di ADP Nicola Uva, “i manager HR utilizzavano documenti fisici per tutta la gestione del personale, nelle relazioni sindacali, e così via. Commissionavano analisi sulla forza lavoro e aspettavano settimane prima di ricevere un poderoso rapporto cartaceo, pieno di grafici e note a pie’ di pagina. Oggi, grazie a Internet e alla tecnologia smartcloud, CEO e CFO hanno accesso diretto a tutti i dati di cui hanno bisogno e possono usarli in tempo reale per rispondere tempestivamente al cambiamento. Nella pratica, tuttavia, la maggior parte delle aziende è ancora lontana dalla situazione desiderata, per stare al passo con i tempi e sfruttare al meglio la rivoluzione tecnologica”.

Secondo i dati ADP, circa l’80% dei CEO sostiene che le tecnologie mobili e le analitiche dei dati siano elementi chiave per la loro strategia aziendale. Eppure, nella maggior parte delle organizzazioni i molteplici sistemi interni causano considerevoli perdite di tempo e risorse, il cui costo totale è enormemente sottostimato.

Oltre il 60% dei costi relativi al payroll ad esempio è nascosto. Secondo ADP il payroll, in combinazione all’amministrazione del personale e dei benefit, determina il 35% dei costi totali di HR. Inoltre i risultati di uno studio condotto da CFO Research in collaborazione con ADP mostrano che oltre il 60% dei direttori finanziari ritiene che negli ultimi due anni la pressione per mantenere la compliance con le normative in materia di tasse, lavoro e retribuzione è aumentata, mentre il tempo concesso alle imprese si è ridotto.