Chi ha studiato basi di dati avrà già un’idea ben precisa del concetto di normalizzazione. Si tratta di quella procedura che consente di eliminare ridondanze e incoerenze da un archivio di informazioni, ridefinendo le logiche di relazione tra i campi e ristrutturando il data base in modo più razionale. Nessuno può prescindere da una fase di normalizzazione, più o meno consapevole, nella creazione dell’anagrafica di un’azienda, e si potrebbe essere indotti a pensare che una simile attività vada svolta una volta per tutte, in fase di definizione della struttura dell’archivio.

In realtà anche il data base meglio progettato può andare incontro, nel tempo, a problematiche di perdita di coerenza e di aumento della ridondanza delle informazioni in esso contenute, magari per un sopraggiunto peggioramento dell’affidabilità delle fonti, ma più spesso per cambiamenti esterni imprevedibili, che invalidano una parte dei dati pur correttamente raccolti e strutturati in precedenza.

Quando la legge ci mette lo zampino

Un classico esempio di degrado del valore nel tempo riguarda alcune informazioni anagrafiche soggette a variazioni normative. Il codice di avviamento postale dei clienti, fondamentale per chi ha bisogno di spedire grandi quantità di lettere, è una di queste. Le Poste Italiane, negli ultimi anni, si sono infatti cimentate in continui aggiustamenti dei CAP, che restano necessari per rispettare regole di spedizione che consentono di contenere le tariffe di invio.

Modifiche nel CAP, accorpamenti di comuni e province e cambio dei nomi delle vie possono portare a un invecchiamento dei dati nel database

Essere in regola con le norme negli indirizzi di spedizione significa infatti risparmiare sensibilmente sui bolli. In assenza di continue verifiche, o dell’impiego di tool specifici, non si può mai contare su valori coerenti con le variazioni di CAP introdotte successivamente alla raccolta, ancorché corretta, dei dati.

Un altro caso in cui cambiamenti burocratici invalidano i dati anagrafici è quello connesso all’accorpamento di piccoli comuni e alla progressiva sparizione delle province. Si tratta di operazioni che avvengono di continuo, dettate anche dalla congiuntura economica, e che comportano variazioni per oltre 50 comuni ogni anno. Se un indirizzo inserito nell’archivio è tra quelli interessati da un simile processo di accorpamento, la sua validità decade immediatamente.

Ancora più importanti possono essere gli effetti delle variazioni di toponimi negli stradari dei comuni italiani. L’aggiunta di nuove strade e la variazione dei nomi di luoghi esistenti è una pratica frequentissima, con cui si scontrano quotidianamente spedizionieri e società che si occupano di e-commerce. Nessuna mappa pubblica, come quelle fornite con i navigatori o quelle messe a disposizione da Google e Apple, riesce a star dietro con sufficiente tempestività a queste variazioni. Che vengono però tracciate da società specializzate che gestiscono un proprio stradario, aggiornato costantemente, e vendono i loro servizi a chi ne ha bisogno.

Un partner per grandi

Geolab è tra le aziende che hanno fatto della soluzione a problemi di questo tipo il loro core business. Solo uno specialista in italianissimi problemi di data base e di burocrazia poteva infatti affrontare la questione. Oltre a disporre di strumenti e know how per la normalizzazione, il controllo della qualità e l’arricchimento geografico degli archivi, Geolab garantisce l’aggiornamento dei dati relativi a CAP e localizzazione. Mantiene infatti uno stradario proprietario costantemente aggiornato, che integra quelli pubblici assicurando la coerenza delle informazioni in archivio.

Grazie a queste specificità, Geolab ha soddisfatto clienti come uno dei più grandi istituti di sondaggi che cha ha bisogno di un database particolarmente affidabile e aggiornato da cui estrarre campioni credibili di popolazione da contattare. Un archivio che deve integrare e normalizzare molte fonti, come i database elettorali dei comuni, gli elenchi telefonici e i dati catastali.

Un altro cliente è un’azienda municipalizzata si occupa della riscossione dei tributi di una grande metropoli italiana. Svolge la sua attività grazie alla capacità di incrociare banche dati esterne, come quelle delle utenze luce, acqua e gas, per individuare le situazioni di evasione contributiva delle tasse comunali.

Molti altri fornitori di utility, sia gas che elettricità, sono tra i beneficiari dei servizi Geolab. Il mercato libero li porta infatti a gestire in media 2-3.000 nuovi contratti al giorno e la corretta gestione degli indirizzi di fornitura è un fattore critico per queste aziende.

Nelle forniture di gas, ad esempio, la posizione sul territorio influenza il carico fiscale in bolletta. Senza uno strumento di controllo degli indirizzi a livello di Crm, datawarehouse, billing, web e agenzie, si rischiano errori di acquisizione che comportano importanti sprechi di tempo e denaro.

Per ulteriori informazioni, contatta Geolab Srl.