Quasi ogni nuova soluzione software che consente di comunicare in remoto in questi giorni è chiamata “prodotto di collaborazione”. Ma la maggior parte delle opzioni basate sulla videoconferenza si concentrano sulla comunicazione, mentre le piattaforme di realtà mista che ora iniziano a esplorare il metaverso potrebbero effettivamente essere migliori per la collaborazione.

La differenza tra le due soluzioni? Il modo in cui vengono utilizzate. La realtà mista può aiutare le persone a collaborare su un prodotto o servizio comune che può essere manipolato virtualmente. La videoconferenza sostanzialmente virtualizza le riunioni in cui un numero limitato di persone si presenta a un pubblico più ampio. Non è l’ideale per la collaborazione a causa della mancanza di conversazioni effettive tra i partecipanti.

Cerchiamo di capire cosa manca a entrambe le opzioni e a cosa stanno lavorando numerosi fornitori per colmare queste lacune.

Videoconferenza: da uno a molti

La videoconferenza è ciò che la maggior parte di noi ha utilizzato durante la pandemia. Come già detto, ha effetto quando un numero limitato di persone ha bisogno di presentarsi a un pubblico, ma in genere non funziona bene per la collaborazione in piccoli team perché non consente a più persone di lavorare sulla stessa cosa contemporaneamente. Per usare un vecchio termine informatico, tende ad essere uno strumento più “batch” che interattivo e la collaborazione ha bisogno di un alto livello di interazione per avere successo.

Ciò che manca sono tre cose: riepiloghi automatici, follow-up integrato e metriche efficaci di coinvolgimento del pubblico. I riepiloghi automatici non sono solo l’acquisizione (dal parlato al testo) di ciò che dicono gli oratori; sono documenti di sintesi che elencano in modo chiaro e nitido i punti principali del discorso e segnalano elementi di interesse (personalizzati per ogni partecipante). Avere un elenco di impegni e azioni generato automaticamente migliorerebbe notevolmente la capacità dei partecipanti di pianificare eventi futuri e migliorare l’esecuzione degli incontri virtuali.

Il follow-up integrato è fondamentale per le persone che potrebbero sentirsi “fuori dal giro”. Sapere quando un membro del pubblico si perde (e seguirlo automaticamente per mantenerlo coinvolto nella discussione) aiuterebbe quella persona a capire effettivamente cosa è stato condiviso (l’uso degli emoji nelle chat video è più una distrazione che un vantaggio). Ma se intervenisse l’intelligenza artificiale per segnalare la distrazione o il calo dell’attenzione del pubblico, un oratore potrebbe cambiare “tattica” e rispondere alle domande o modificare il contenuto del suo intervento per coinvolgere meglio il pubblico. Questo intervento dell’IA potrebbe anche dare suggerimenti basati sull’esperienza passata per affrontare la mancanza di coinvolgimento.

Il coinvolgimento del pubblico rimane infatti un elemento fondamentale in questo ambito; alle domande poste all’oratore, ad esempio, a volte non viene mai data risposta, facendo sì che nel tempo i partecipanti perdano interesse. Essere in grado di capire se state perdendo l’attenzione del vostro pubblico e fornire un rapporto alla fine di una riunione per assicurarvi che i partecipanti se ne vadano soddisfatti dovrebbe essere una priorità più elevata di quanto non lo sia ora. Per fortuna, stanno arrivando nuove soluzioni per fare tutto questo.

Il metaverso e la vera collaborazione

Presto arriveranno diversi strumenti da diversi fornitori, tra cui Facebook, che utilizzano strumenti di realtà virtuale (VR) e il metaverso per la collaborazione. Questi tool sono molto recenti (la videoconferenza risale infatti agli anni ’80), ma al tempo stesso sono ancora ostacolati dall’impossibilità di creare ambienti in tempo reale che sembrino davvero reali. Consentono però (e lo fanno bene) a un team di lavorare allo stesso progetto nello stesso momento come se i vari membri si trovassero nello stesso posto, ma anche in questo caso ci sono tre aree che andrebbero migliorate: strumenti di interazione migliori e più naturali, hardware coerente e immersione.

La maggior parte delle offerte basate sulla realtà virtuale si basa sui controller per interagire con i mondi virtuali che creano. Mentre i giocatori hanno già una certa abilità con questi controller, nel mondo reale non tutti sono giocatori: non interagiamo quotidianamente con dei controller, ma usiamo le nostre mani e altri strumenti standard. Per essere più efficaci nella fruizione della VR, dobbiamo essere in grado di interagire con questi strumenti virtuali nello stesso modo in cui lo facciamo nel mondo reale. L’uso di un controller di gioco aggiunge un livello di difficoltà e sminuisce la collaborazione.

L’hardware coerente è importante per consentire agli utenti di spostarsi senza problemi tra gli ambienti. Al momento, non c’è molta comunicazione tra i diversi strumenti, il che rende molto difficile per due aziende su piattaforme VR diverse collaborare (e lo stesso vale per i dipendenti). Questo deve essere risolto.

L’immersione è il Santo Graal quando si parla di collaborazione in realtà mista. Essere in grado di sentirsi come se si fosse letteralmente in quell’ambiente (piuttosto che in un videogioco di bassa qualità) è fondamentale per una collaborazione remota di successo. Idealmente, non dovrebbe esserci alcuna differenza nell’esperienza tra la collaborazione di persona e la collaborazione virtuale. Questi strumenti non raggiungeranno mai il loro potenziale finché non saremo veramente in grado di immergerci grazie a essi nell’ambiente virtuale.

Collaborazione vs comunicazione

Mentre in generale gli strumenti di videoconferenza e realtà mista sono generalmente visti come due diversi tipi di strumenti di collaborazione, il primo è uno strumento di comunicazione uno-a-molti, mentre la realtà mista è una vera opzione di collaborazione. È importante non confondere i due e ciò che ciascuno di essi sa fare meglio.

Come sempre, scegliete lo strumento migliore per l’attività in questione e tenete conto che sebbene la videoconferenza sia relativamente matura, è uno strumento poco efficace per la collaborazione. E mentre la realtà mista è potenzialmente migliore, rimane in uno stato ancora acerbo e con ancora diversi limiti da risolvere.

L’unico problema comune a entrambi gli strumenti è la mancanza di interoperabilità. I prodotti di comunicazione e collaborazione devono lavorare insieme per raggiungere il loro potenziale. Fino a quando ciò non succederà, nessuno dei due avrà un impatto davvero rivoluzionario sulla produttività.