5 startup che promettono di rivoluzionare la video collaborazione

Dopo il successo di Zoom, altre aziende sperano di essere la prossima grande novità nel video. Ecco cosa offrono cinque di loro e in cosa si differenziano

L’interesse per i software di videoconferenza è sempre più alto. Le misure di isolamento dovute all’emergenza Covid-19 hanno trainato la richiesta di strumenti per connettere le persone con colleghi, familiari e amici. La “nuova normalità” ha portato a un enorme aumento dell’uso di app video consolidate – come Teams, Meet e FaceTime – e ha reso Zoom un nome familiare (nel bene e nel male).

Ma la tecnologia non si ferma e ci sono startup innovative che puntano a rendere le videochiamate più accessibili ed efficaci. Le nuove app che arrivano sul mercato spaziano da leggeri feed video agli avatar virtuali in realtà aumentata. Un tema comune tra i produttori emergenti di software per video è il focus sullo svolgimento del lavoro. Andando oltre le discussioni di gruppo, l’obiettivo è incoraggiare la produttività, consentendo ai membri del team di lavorare in modo collaborativo su attività condivise.

Man mano che i video diventano più integrati nel modo in cui le persone lavorano, queste startup offrono uno scorcio del futuro del lavoro a distanza.

In futuro potremo interagire e collaborare in nuovi modi che sono più visivi e interattivi rispetto a quelli di oggi”, ha commentato Wayne Kurtzman, direttore di ricerca presso IDC. “Guidare l’esigenza di interagire e collaborare in modi più significativi fa parte della trasformazione digitale. Le aspettative sull’esperienza dei clienti e dei dipendenti continueranno a evolversi e le aziende devono essere pronte”.

Ecco un assaggio del futuro della video-collaborazione.

1Around

Around ha creato un’app “leggera” per videoconferenza rivolta ai lavoratori da remoto che utilizzano il computer. Anziché richiedere l’avvio di un’app per videochiamate individuali o di gruppo, Around è continuamente in esecuzione. Nella parte superiore dello schermo vengono inviati automaticamente i feed video dei colleghi, che appaiono in piccoli cerchi “fluttuanti”. Around ha creato anche una propria tecnologia, in attesa di brevetto, che disattiva il rumore di fondo del microfono per ridurre le distrazioni.

L’idea è facilitare l’avvio di una video-conversazione, rendendola meno formale e invasiva. “Il modo in cui lavoriamo è cambiato: non ci incontriamo più solo per vedere le persone, ma anche per lavorare insieme nelle app”, ha spiegato il CEO Dominik Zane. “Around non occupa l’intero schermo, come un video tradizionale, e lascia spazio per il lavoro. Gli utenti possono accedere a Google Documents, Fogli di lavoro o altri file e lavorare insieme, pur mantenendo la presenza con il Floating Video di Around, progettato per supportare questi nuovi modi di lavorare da remoto”.

Around è attualmente in beta privata e, fino a oggi, ha raccolto finanziamenti per 5,2 milioni di dollari.

2CoScreen

CoScreen permette a ogni partecipante di trascinare e rilasciare le finestre dal desktop in un’area di lavoro condivisa su uno schermo secondario, mentre lo schermo del suo dispositivo rimane privato. Con più puntatori sullo schermo condiviso, ogni utente può interagire con le app condivise, spostando e ridimensionando le finestre o modificando le informazioni e inserendo il testo. Sul lato dello schermo è visibile un piccolo feed video per ciascun membro del team, che facilita la conversazione.

Riteniamo che le soluzioni di collaborazione esistenti limitino l’agilità dei team: per lavora spesso da remoto sono ingombranti e troppo restrittive, perché consentono a un solo utente alla volta di condividere lo schermo e i controlli”, ha dichiarato la società sul suo blog.

L’app CoScreen è attualmente gratuita per i team selezionati come parte di una beta pubblica. I potenziali utenti possono iscriversi qui.

3Grain

Grain consente agli utenti di acquisire i momenti salienti di una videochiamata Zoom, utili per il follow-up al termine di una riunione. Gli utenti possono prendere appunti durante una videochiamata, per esempio una discussione sul feedback dei clienti, e salvare automaticamente i momenti importanti come videoclip facendo clic su un’emoji. I momenti salienti del video, la trascrizione automatica e le note possono quindi essere facilmente condivisi con i colleghi su piattaforme come Slack.

È possibile creare ulteriori momenti salienti dei video selezionando il testo dalla trascrizione.

Una combinazione di audio, video e testo registrati è il modo più efficace per documentare e condividere informazioni scambiate durante una conversazione dal vivo”, ha spiegato Mike Adams, co-fondatore e CEO di Grain. “Tuttavia, lo sforzo finora richiesto per sincronizzare questi tre mezzi non giustificava l’investimento. Ora, Grain trasforma automaticamente gli appunti presi durante una chiamata Zoom in sintesi video e trascrizioni delle parti importanti della conversazione, colmando il gap tra i partecipanti live e asincroni di una videochiamata”.

Grain, che è in beta privata, ha recentemente raccolto finanziamenti per 4 milioni di dollari, secondo quanto riportato da Techcrunch.

4Loom

Non tutti i video devono essere in tempo reale, specialmente per team che si trovano geograficamente distanti e in diversi fusi orari. Loom è un semplice strumento di registrazione dello schermo che consente agli utenti di condividere brevi video dal proprio schermo o da un’app, insieme a un video di accompagnamento del relatore, a cui è possibile accedere in qualsiasi momento.

L’obiettivo è fornire un modo più semplice per trasmettere informazioni ai colleghi senza inviare email o messaggi scritti (secondo Loom, le persone possono parlare fino a sei volte più velocemente di quanto possano scrivere), o fare una videochiamata completa.

Lo strumento consente un’ampia gamma di usi”, afferma Loom, “tra cui formazione del team, comunicazioni interne o guida dei clienti a una nuova app o servizio”.

La società ha dichiarato che sono più di 15 milioni i minuti di video Loom condivisi e guardati ogni mese da oltre 1,8 milioni di persone in 50.000 aziende.

Dal suo lancio nel 2016, Loom ha annunciato due campagne di finanziamento e lo scorso novembre ha raccolto 30 milioni di dollari.

5Spatial

Spatial sta spingendo i confini di ciò che si può fare in una videoriunione con una piattaforma di realtà aumentata che consente ai colleghi di incontrarsi “faccia a faccia” utilizzando avatar virtuali.

Attraverso un dispositivo come Microsoft HoloLens o Magic Leap, Spatial consente ai team di visualizzare e condividere il lavoro con i colleghi in remoto, con la possibilità di manipolare modelli 3D usando i gesti delle mani. Questa funzionalità può essere utilizzata, per esempio, dai team di progettazione per creare prototipi. Nell’ambiente di riunione virtuale di Spatial possono essere condivisi e visualizzati anche video, immagini e altri documenti.

Quando si tratta di collaborare con i colleghi, vedere i volti in piccole finestre video non è lo stesso che trovarsi nella stessa stanza”, ha commentato il CEO e co-fondatore Anand Agarawala. “Spatial offre la connessione e l’esperienza del mondo reale. È il modo in cui dovrebbe essere svolto il lavoro, senza le limitazioni del luogo fisico”.

Fondata nel 2016, Spatial ha raccolto un totale di 22 milioni di dollari di finanziamenti.

Matthew Finnegan
Senior Reporter di Computerworld Matthew Finnegan si occupa di software enterprise per Computerworld, e in particolare dei software di collaborazione e produttività. Vive in Svezia e potete trovarlo su Twitter come @TheMatthewF. I suoi articoli compaiono sull'edizione italiana di Computerworld in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG.