Facebook si appresta a cancellare il piano gratuito di Workplace

Facebook rimuoverà il piano gratuito Workplace Essential per il suo social network aziendale Workplace e incoraggerà gli utenti a passare alle versioni a pagamento.

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Facebook rimuoverà il piano gratuito Workplace Essential dal suo social network aziendale Workplace e incoraggerà gli utenti a passare alle versioni a pagamento o a passare ai suoi servizi consumer (essenzialmente Facebook e WhatsApp). Facebook ha lanciato Workplace nel 2016 e, in cinque anni, ha attirato 5 milioni di utenti paganti rispetto ai 3 milioni di ottobre 2019, mentre non ci sono informazioni disponibili sul numero di utenti gratuiti. Workplace si è dimostrato popolare tra i clienti aziendali, con grandi organizzazioni come Nestlé e Telefonica che hanno implementato l’app a livello aziendale.

Facebook ha introdotto il piano Workplace Essential lo scorso anno, sebbene abbia fornito una versione gratuita dell’applicazione fin dal lancio. Essential offre funzionalità e spazio di archiviazione limitati, con funzionalità aggiuntive come Single Sign-On e analisi disponibili invece nei piani Advanced ed Enterprise. Le aziende che utilizzano Workplace Essential avranno tempo fino al 10 febbraio per passare a un piano a pagamento.

Coloro che intendono lasciare Workplace possono trovare consigli su come scaricare i propri dati nel Centro assistenza di Workplace. Facebook ha affermato che sta incoraggiando i clienti di Essentials a passare a un piano a pagamento o ad adottare i Gruppi Facebook e WhatsApp per esigenze di comunicazione e collaborazione. Al momento ci sono 20 milioni di persone che utilizzano i Gruppi Facebook per motivi di lavoro.

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Non sono invece previste modifiche ai piani a pagamento e Facebook continuerà a offrire gratuitamente l’applicazione alle organizzazioni senza scopo di lucro e alle scuole. Il livello Advanced di Facebook Workplace continuerà quindi a costare 4 dollari per utente al mese, che salgono a 8 dollari al mese per utente per il piano Enterprise. L’azienda offre anche una prova gratuita di 30 giorni per il livello Advanced per gli utenti che desiderano provarlo.

Terminando il supporto per il piano Essential, Facebook ha affermato di poter allocare maggiori risorse ingegneristiche per concentrarsi maggiormente sulla creazione di funzionalità per i suoi servizi a pagamento, come video, presenza remota e benessere dei dipendenti. Sebbene fossero già in atto piani per far terminare Workplace Essential, la decisione di ritirare il piano gratuito è stata anticipata dopo l’introduzione di nuove regole sulla privacy da parte dell’Unione Europea. L’azienda ha citato a proposito l’European Electronic Communications Code e il Directive on Privacy and Electronic Communications (conosciuto anche come ePrivacy Directive).

L’introduzione di tali regolamenti significherà che alcune funzionalità di messaggistica in Workplace Essential non saranno disponibili entro la fine dell’anno. “La tempistica di questa decisione è stata parzialmente influenzata da alcune nuove regole sulla privacy che stanno entrando in vigore in Europa, il che avrebbe reso alcune delle nostre funzionalità di messaggistica non disponibili nel nostro piano gratuito”, ha detto un portavoce di Facebook.

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Per aderire alle regole sulla privacy, Facebook ha dichiarato che avrebbe dovuto rimuovere il suo servizio di messaggistica, chiamato Workplace Chat, da Essential. Lo stesso portavoce ha aggiunto che grazie alle funzionalità di sicurezza aggiuntive tra cui l’SSO, il servizio di messaggistica all’interno del piano Advanced a pagamento non sarà invece influenzato dai nuovi regolamenti europei.

La mossa di Facebook arriva in un momento in cui il mercato globale della collaborazione è in pieno boom, spinto dalla pandemia in corso e dall’esplosione del lavoro a distanza. Numerose aziende sono in competizione su questo versante, da Slack (recentemente acquisita da Salesforce per 27,7 miliardi di dollari) a Microsoft Teams, Google Workspace, Cisco e altri. “Anche se non sono mai un fan della rimozione di un’opzione gratuita, questa mossa di Facebook potrebbe espandere le funzionalità dei piani a pagamento di Workplace” ha affermato Wayne Kurtzman, direttore della ricerca presso IDC. “Facebook non sta comunque terminando il programma Workplace for Good, il che è un sollievo per molte ONG che operano sulla piattaforma. Penso inoltre che Facebook si stia posizionando per supportare un’espansione più aggressiva del suo prodotto nel 2021”.

I piani gratuiti sono comuni tra gli strumenti di collaborazione e produttività nel cloud, con player del calibro di Slack, Trello e Dropbox che beneficiano di un’adozione virale all’interno delle organizzazioni, in un approccio “dal basso verso l’alto” per cui i dipendenti selezionano strumenti digitali piuttosto che quelli scelti dall’IT. L’idea è che una parte degli utenti non paganti saranno poi “convertiti” in utenti paganti.

Tuttavia, mantenere un piano gratuito comporta costi generali, come hosting e costi di gestione, ed è chiaro che Facebook non la considerava una strategia praticabile a lungo termine. “Quando la piattaforma è stata lanciata, il fatto che fosse disponibile come strumento gratuito ha fornito un impulso notevole per la diffusione sul mercato di Workplace” ha affermato Angela Ashenden, principale analista di CCS Insight.

“Probabilmente però Facebook si è ritrovata con molte organizzazioni che utilizzavano il piano gratuito che non intendevano passare a quello a pagamento, cosa che agli occhi di Facebook non forniva alcun valore”. Sebbene la decisione possa avere senso in termini di allocazione delle risorse per lo sviluppo di nuove funzionalità, ci sono anche degli svantaggi per la scomparsa del piano gratuito di Workplace, poiché i costi potrebbero essere un ostacolo per le piccole imprese interessate a testare la piattaforma prima di pagarla.

“Inoltre, per quelle organizzazioni che utilizzavano la versione gratuita e che vengono ora spinte a passare a una versione a pagamento o verso WhatsApp e/o i Gruppi Facebook, ciò potrebbe avere un effetto negativo sulla loro fiducia in Facebook come fornitore”, conclude la Ashenden.

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