che vogliono e devono usare le potenzialità del digitale per trasformare l’attività della propria divisione o aprire nuove linee di business.

È necessario quindi trovare nuovi modi per comunicare con un target differente, che probabilmente non conosce la storia dell’azienda e faticherebbe a capire l’impiego dei (numerosi) prodotti che ha nel suo catalogo, o concetti già usati in passato come quello di software lifecycle management.

Inoltre, è importante per CA poter approcciare anche aziende fuori dal suo bacino naturale, fatto di aziende di classe enterprise, banche e grandi organizzazioni governative.

Il paradigma scelto da CA per comunicare con questi nuovi soggetti si chiama Modern Software Factory, ed è stato il tema centrale del recente CAWorld. In un mondo in cui il punto di contatto di un’azienda con i suoi clienti è rappresentato da un software (sito, app o altri canali digitali in genere), il software diventa la vetrina, il commesso, l’addetto al supporto, il volto pubblico dell’azienda. Fare in modo che il software non solo funzioni correttamente, ma restituisca ogni volta un’esperienza positiva per il cliente, è la chiave per il successo.

Per CA Technologies, le aziende devono quindi dotarsi di una “fabbrica del software moderna”, in grado di tenere il passo dell’evoluzione tecnologica con servizi sempre aggiornati, su un’infrastruttura che sia al contempo sicura ma in grado di scalare per assorbire crescite che possono essere anche importanti e improvvise.

I quattro pilastri della Modern Software Factory secondo CA Technologies.

Nel modello di CA Technologies, una Modern Software Factory deve poggiare su quattro pilastri: agilitàexperience insightautomazione intelligente e sicurezza end-to-end. Vediamoli in dettaglio.

Agilità

Il modello tradizionale di sviluppo e distribuzione del software, fatto da project management  “a cascata” (waterfall) e separazione netta tra sviluppatori e sistemisti responsabili dell’erogazione dei servizi è inadeguato alla complessità e alla velocità dell’innovazione di questi tempi. CA propone di abbracciare la metodologia Agile (non solo come paradigma di sviluppo software, ma anche per l’organizzazione aziendale in sé) e l’approccio DevOps.

Experience Insight

I dati generati da sistemi, applicazioni e interazioni con i clienti devono essere catturati e analizzati per individuare problemi nell’erogazione di un servizio soddisfacente, quali ne sono le cause (applicazione front-end o back-end, memoria, connessione…) e identificare le possibili soluzioni. Per questo non bastano gli strumenti di analytics di ogni singolo elemento della catena: è necessario concentrarli in un unico repository, in modo da identificare le relazioni con tecniche di big data analytics. Le soluzioni di CA si spingono fino ad arrivare a sistemi di diagnostica che permettono di vedere i tap dell’utente su un’app mobile e individuare così punti di frizione e criticità.

Automazione intelligente

Il software in qualche modo è tutto basato sull’automazione. Il passo importante da compiere è quello di superare i confini di automazione dei singoli sistemi aziendali e rendere automatici processi di business complessi che coinvolgono più funzioni. Questo in particolare è il lavoro di Automic, azienda di origine austriaca acquisita a inizio anno.

È stato fatto il caso del circuito cinematografico AMC Theaters (49.000 schermi negli USA), che dall’analisi dei dati storici è in grado di determinare quali tipi di snack e bevande saranno i più venduti in base al genere del film, e predisporre quindi automaticamente un aumento di fornitura di questi prodotti ai punti vendita interni e campagne di marketing mirate, tramite app e sito, offrendo buoni sconto agli spettatori. Per molti cinema, a fine serata i ricavi della ristorazione interna possono fare la differenza tra un guadagno e una perdita.

Sicurezza end-to-end

In un mondo in cui le aziende si giocano la loro stessa esistenza sul campo del digitale, la sicurezza non può più essere un accessorio da aggiungere al prodotto finale, ma deve permeare ogni punto della catena dei servizi e ogni fase dello sviluppo, a cominciare dalla progettazione e sviluppo software. In questo vengono di aiuto strumenti come Veracode (identificazione delle possibili vulnerabilità direttamente nell’editor di sviluppo, mano a mano che viene scritto il codice, altra importante acquisizione di quest’anno) e – ancora una volta – Automic, che può generare centinaia di ambienti software diversi in cui eseguire automaticamente i security test delle varie build del software.

Come cambiano CA Technologies e il mondo IT

Come accennavamo, non troverete nel catalogo di CA una suite di prodotti denominata “Modern Software Factory”. Si tratta in pratica di un impianto narrativo che permette alle aziende di individuare più facilmente i punti di applicazione dei diversi software, che siano di CA o di terze parti (e che CA si offre volentieri di integrare in un’orchestrazione centalizzata). Nell’ultimo anno CA ha speso circa 900 milioni di dollari per fare acquisizioni al fine di colmare alcune lacune in questo impianto, ma ha investito ancor di più per innovazione interna, arrivando a questo CA World con più di 20 prodotti nuovi o migliorati.

Ayman Sayed, President e Chief Product Officer di CA Technologies.

Viene da domandarsi se CA non stia cercando di posizionarsi in un campo che è quello tipico delle aziende di consulenza. A specifica domanda, il President e Chief Product Officer Ayman Sayed, smentisce: “Abbiamo un ramo che si occupa di consulenza per la digital transformation, ma svolte un ruolo secondario. Abbiamo una comunità di consulenti e una rete di partner che non intendiamo sostituire in alcun modo”.

I consulenti CA stanno anch’essi cambiando il loro ruolo: non si limitano a raccomandare uno strumento software e insegnarne l’utilizzo, ma spiegano ai clienti com’è fatto un business “agile”, partecipando a riunioni che vedono partecipare sempre più responsabili di linee di business e sempre meno personale della funzione IT.

Ci avviciniamo quindi a un mondo in cui, tra servizi SaaS e attività informatiche distribuite in tutte le funzioni, le aziende non avranno più bisogno della funzione IT? “L’IT di domani non sarà la stessa di oggi. Deve trasformarsi per assumere un ruolo nuovo all’interno del business, passando dall’essere depositaria del “system of records”, al gestire il “system of engagement”, con l’intelligenza artificiale come abilitatore principale di questo processo. In questo senso, continuerebbe ad avere un ruolo fondamentale, in quanto primo responsabile dell’esperienza del cliente con l’azienda. Si passa da un ruolo di “conservazione” dei record, a uno di “trasformazione” del business. Il paradigma non è più quello di gestire sistemi per aziende “progettate per durare nel tempo”, ma, per cambiare continuamente”, conclude Sayed.

 

 

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