20 settembre 2012 – A metà strada tra il VMworld di San Francisco, che si è svolto a fine agosto, e quello di Barcellona, che si terrà nella prima metà di ottobre, VMware ha voluto fare il punto della sua strategia con la stampa italiana. Al centro di tutto c’è la trasformazione del data center, che nella visione della società è destinato a passare da un modello basato sull’hardware a uno basato completamente sul software. L’annuncio più importante è quello della vCloud Suite 5.1, al cui interno sono stati inseriti diversi nuovi prodotti.

Nel 2008 i server virtuali rappresentavano il 25 per cento di tutti i server utilizzati, mentre oggi questa quota è arrivata al 60 per cento. Nello stesso periodo i professionisti certificati da VMware sono passati da 25mila a 125mila. I motori di questo cambiamento sono costituiti dall’esperienza utente, sia lato clienti sia da parte dei dipendenti. I primi sono passati da un focus su carta e pagine web a un flusso ininterrotto di informazioni in tempo reale, che passano da app mobili o dai social network. I dipendenti aziendali si sono invece spostati da un approccio che aveva al centro il desktop a un modello più orientato alla mobilità e al social.

Oggi l’IT è ancora tutto sommato tradizionale, ma ci si sta velocemente spostando verso il modello cloud ed è importante dare a chi gestisce l’IT gli strumenti giusti per portare avanti questo cambiamento. Dal punto di vista di VMware la strada è segnata, ed è quella del data center gestito completamente dal software, per poter offrire maggiore flessibilità e dare nuove opportunità anche alle aziende più piccole. Quando nel 2003 è arrivata la prima proposta di virtualizzazione di VMware si era riusciti ad astrarre i server fisici, ma era rimasto forte il legame con la rete. La proposta di oggi è invece quella di slegare completamente anche questa parte, velocizzando così tutte le operazioni di provisioning e di riorganizzazione del data center. Questo in casa VMware è reso possibile dalle tecnologie di Nicira, azienda acquisita nello scorso luglio con un investimento di poco più di 1,2 miliardi di dollari. La virtualizzazione della rete, che vede la luce oggi, richiede solamente l’astrazione del livello IP.

Dal punto di vista di prodotti e soluzioni al VMworld è stato fatta una technology preview per descrivere anche l’astrazione dello storage, che diventerà realtà in futuro, almeno per VMware. Più concretamente, la società ha annunciato la vCloud Suite in versione 5.1. Oggi la gestione del data center avviene tramite un sistema in grado di “orchestrare” server fisici e rituali, storage, suite e sistemi dedicati alla gestione della rete e della sicurezza, utilizzando tendenzialmente un’interfaccia basata su browser. La soluzione di VMware passa dall’utilizzo di vSphere per la virtualizzazione e da vCloud Director per la gestione. Il tutto affiancato da una serie di API che permettono di personalizzarla in base alle esigenze.

Dentro la vCloud Suite ci sono vSpere Enterprise+, che rappresenta il cuore della virtualizzazione, la nuova versione di vCloud Director per la gestione, vCloud Connector per collegare cloud diverse, vCloud Networking & Security per l’astrazione di sistemi di rete e di sicurezza, vCenter Operations Management Suite per la gestione automatizzata delle attività nella cloud, vFabric Applications Director per il provisioning di applicazioni abilitate alla cloud e vCenter Site Recovery Manager per l’automazione del Disaster Recovery.

A oggi tutti questi prodotti non sono ancora completamente integrati a livello di interfaccia, ma VMware sta lavorando in questa direzione per arrivare, “relativamente a breve”, a una soluzione che renda trasparente l’integrazione di tutti i moduli. VMware offre questa suite per virtualizzare l’IT sia agli utenti finali sia ai fornitori di servizi, in modo che sia possibile creare facilmente delle cloud ibride in grado di soddisfare esigenze anche temporanee.

Nel portfolio di VMware c’è poi un’importante serie di prodotti destinati non all’uso nel data center, ma all’utente finale. Primo fra questi c’è VMware Mirage, che permette di gestire centralmente singole macchine fisiche e di offrire servizi di Disaster Recovery, di gestione delle immagini e di migrazione da Windows XP a 7. Interessante è anche la Horizon Suite, una piattaforma di gestione per dati e applicazioni particolarmente adatta ai lavoratori mobili che garantisce sicurezza e la possibilità di separare gli spazi personali da quelli lavorativi. SocialCast Integration Engine, infine, è un set di funzioni che permette di connettere utenti e sistemi alle rispettive reti sociali per promuovere l’attività aziendale.

Paolo Galvani