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Google ha annunciato la scorsa settimana l’acquisizione di Kaggle, la piattaforma di crowdsourcing dedicata all’apprendimento automatico. Sono circa 600.000 i professionisti dei dati che utilizzano Kaggle per costruire modelli predittivi per rispondere a sfide come la diagnosi di tumori e malattie cardiache. Secondo gli esperti, Kaggle potrebbe permettere a Google di favorire una più ampia adozione di tecnologie di intelligenza artificiale.

La scienza dei dati e l’apprendimento automatico sono ormai globali e questa [acquisizione] rafforza l’ipotesi che Google stia riconoscendo che la maggior parte delle persone più intelligenti del mondo lavorano per qualcun altro”, ha commentato Neil Jacobstein, che si occupa di intelligenza artificiale e robotica per la Singularity University. “E’ una mossa potenzialmente molto positiva, che potrebbe rendere tutti più competitivi”.

Il team di Kaggle sarà integrato con altri asset AI di Google, come la sua libreria di sviluppo per TensorFlow, il software open source per il machine learning”, ha detto Fei-Fei Li, chief scientist di Google, in occasione dell’evento Cloud Next della scorsa settimana.

Negli ultimi dieci anni i sistemi di calcolo sono diventati esponenzialmente più potenti e consentono alle aziende di raccogliere grandi quantità di dati. Nonostante i progressi nei software di analytics, le aziende hanno bisogno di esperti in grado di estrarre insight dai dati e trasformarli in informazioni utili per un vantaggio competitivo. Di conseguenza i data scientist, ovvero gli esperti che possono sfruttare modelli predittivi e algoritmi di apprendimento automatico per arrivare a queste risposte, sono molto ambiti e attualmente scarseggiano.

Democratizzare il machine learning

Fortunatamente per rivali di Google e altri che cercano di sfruttare i talenti di Kaggle, “la comunità rimarrà aperta a tutti i data scientist, le aziende e le tecnologie”, ha scritto in post il CEO di Kaggle Anthony Goldbloom. Questa strategia è in linea con i piani di Google per democratizzare l’intelligenza artificiale “abbassando le barriere di ingresso e rendendola accessibile a comunità di sviluppatori, utenti e imprese più ampia possibile”, ha dichiarato Li.

Se Google mantiene l’impegno di apertura, “l’acquisizione potrebbe ulteriormente democratizzare l’intelligenza artificiale in un mondo che deve ancora sfruttare tali tecnologie e produrre qualsiasi effetto apprezzabile”, ha affermato Jacobstein della Singularity University. Egli si aspetta che Google favorisca un rapporto più stretto con la comunità, ospitando le competizioni e la tecnologia che fornisce, comprese le infrastrutture scalabili e la capacità di memorizzare e interrogare grandi insiemi di dati.

Jacobstein è ottimista sul fatto che Google manterrà la sua promessa e sottolinea che Google tende ad agire come un “player responsabile e illuminato nella comunità AI”. A conferma di ciò, Jacobstein ha ricordato che Google ha reso disponibili in open source tecnologie chiave quali la libreria di machine learning TensorFlow. Inoltre DeepMind, la famosa azienda AI che Google ha acquisito nel 2014, ha reso open source DeepMind Lab, la sua piattaforma di punta progettata per le ricerche di intelligenza artificiale, lo scorso anno.

Rimane aperta la questione sul fatto che Google sia in grado di sfruttare queste tecnologie per rendere il mondo un posto migliore, un obiettivo condiviso da Facebook, Microsoft, Baidu e altri giganti tecnologici.

La vera sfida è implementare l’AI nel nostro quotidiano, in un modo che ci permetta di aumentare la nostra intelligenza e di gestire in modo intelligente il nostro pianeta”, ha detto Jacobstein. “Abbiamo una grande opportunità di implementare migliori capacità decisionali a tutti i livelli e stiamo sottoutilizzando questi strumenti”.

Una necessaria progressione per l’AI

Per Google, l’acquisizione di Kaggle è parte di una “progressione necessaria per le tecnologie di intelligenza artificiale, tra cui l’elaborazione del linguaggio naturale, l’analisi predittiva e gli strumenti di apprendimento automatico, destinate a realizzare progressi”, ha commentato Brian Hopkins, analista di Forrester Research.

Secondo Hopkins, Goggle è in una posizione privilegiata per favorire l’innovazione. “Essere in grado di portare le migliori menti nella community di Kaggle e incentivarle in questo lavoro è la direzione giusta da prendere. Credo che Google ne sia consapevole”.

Tuttavia, secondo l’analista resta da vedere se Google può commercializzare efficacemente i sui asset di intelligenza artificiale. Alcune sue iniziative, come le automobili a guida autonomi o i palloni per portare la connessione a Internet in zone remote, devono ancora dare risultati.

Potenzialmente Google può ripetere quello che ha fatto con le ricerche e AdWords nello spazio dell’AI, perché è uno sviluppo importante per l’azienda”, ha detto Hopkins. “Tuttavia c’è concorrenza e deve trovare il modo di trasformare l’AI in qualcosa di redditizio, proprio come ha fatto con il suo motore di ricerca”.

Un recente sondaggio di Gartner, che ha coinvolto 923 dipendenti aziendali con il titolo di vice-presidente o superiore, ha rivelato che il 76 per cento di loro prevede di provare una qualche forma di intelligenza artificiale o di apprendimento automatico nel corso dei prossimi 12 mesi. Tuttavia “la maggior parte delle organizzazioni stanno provando strumenti di AI e machine learning, compresi gli assistenti virtuali e robo-consulenti, solo in forma di progetti pilota”, ha commentato Whit Andrews, analista di Gartner. Al momento attuale, la realtà è che la maggior parte delle aziende non sa ancora cosa fare con gli strumenti di machine learning e di intelligenza artificiale, per non parlare di come queste tecnologie possono dare loro un vantaggio competitivo.

 

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