Al CES 2017 di Las Vegas era quasi impossibile non imbattersi nell’assistente virtuale Alexa di Amazon, già presente nell’apprezzato speaker smart Echo ma che nei prossimi mesi vedremo integrato in un numero sempre maggiore di dispositivi. Almeno negli USA e in altri Paesi, visto che al momento in Italia Alexa non è ancora disponibile.

Si tratta però di un boom a dir poco inatteso e significativo, tanto che Alexa diventerà presto il cuore pensante di aspirapolveri, frigoriferi, lavatrici, auto e forse anche smartphone, categoria che ad Amazon (come ben sappiamo dopo il flop di Fire Phone) non ha mai portato grande fortuna.

Al CES 2017 diverse compagnie hanno infatti annunciato prodotti con al loro interno Alexa e parliamo di colossi come Ford, LG, Whirlpool, GE, Lenovo, Samsung, Hyundai e Huawei, giusto per citare i più importanti. All’appello mancano naturalmente Apple, Google e Microsoft visto che tutti e tre, rispettivamente con Siri, Assistant e Cortana, hanno a disposizione un proprio servizio che funge da assistente virtuale.

Se però queste tre compagnie, con la sola eccezione di Google e del suo Home, hanno puntato tutto sull’integrazione di questi sistemi di intelligenza artificiale negli smartphone, Amazon è entrata in questo campo con un dispositivo casalingo e si prepara ad allargarsi ad altri prodotti nel tentativo di fornire un approccio universale alla materia.

Certo, il mercato della smart home è ancora piccolo, ma grazie anche all’espansione della IoT si sta ampliando con ritmi molto elevati, tanto che negli USA i proprietari di case connesse e intelligenti sono più che raddoppiati negli ultimi due anni, con le compagnie specializzate in questo mercato che puntano a vendere 55 milioni di prodotti smart home nel 2020.

alexa
Amazon Echo

Amazon ha approfittato di questo scenario ed è entrata nel mercato della smart home battendo sul tempo Apple e tutti gli altri grandi rivali, diventando in breve tempo il leader negli Stati Uniti. Chiunque oggi si voglia buttare in questo settore deve per forza fare i conti con Amazon e con Alexa e non si tratta certo di una sfida facile da raccogliere.

Nonostante ciò Alexa è (e sarà) presente su un numero di dispositivi molto inferiore rispetto a quello degli smartphone, dei tablet e dei wearable con al loro interno Siri, Cortana e Google Assistant. Amazon potrebbe sempre tentare di portare Alexa sugli smartphone, ma con iOS sarà praticamente impossibile sfidare Siri e anche per Android, sebbene si parli di un ecosistema molto più aperto, non sarà affatto facile per Amazon fare concorrenza a Google Now e Google Assistant.

Dopotutto gli assistenti virtuali sono davvero utili se possono essere utilizzati in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo e, su questo versante, gli smartphone, i wearable e i tablet rimangono i dispositivi più adatti e utili, a differenza di un Amazon Echo o di un Google Home che invece possono essere utilizzati solo tra le mura di casa.

Se quindi Microsoft, Apple e Google (che ha già incominciato a farlo) punteranno con convinzione a portare i rispettivi assistenti virtuali anche al di fuori dei PC e dei dispositivi mobile, per Amazon si potrebbe aprire un versante in cui la concorrenza inizierà a farsi più pericolosa. Riuscire nell’impresa però non sarà facile per i tre colossi appena citati.

Uno degli ostacoli ancora da superare per gli assistenti virtuali è infatti il miglioramento dell’interoperabilità tra dispositivi e applicazioni. Se per esempio chiediamo ad Alexa, Siri, Cortana o Google Assistant di farci vedere Stranger Things o una qualsiasi serie TV su Netflix o su altri servizi di streaming video, l’assistente virtuale dovrà avere accesso sia all’app di Netflix (o chi per esso), sia al televisore ed essere in grado di controllare entrambi. Cosa tutt’altro che semplice o scontata e sulla quale si giocherà gran parte del successo o meno di questi sistemi.

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