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CA semplifica la gestione degli investimenti IT

23 aprile 2013 – La gestione degli investimenti IT è sempre un processo complicato e lento, che coinvolge molti responsabili. Proprio per semplificare e rendere più efficaci la pianificazione e la messa in pratica dei piani di sviluppo è nato CA Clarity Playbook. Si tratta di un’app per iPad annunciata da CA Technologies nel corso di CA World ’13 che lavora in modalità Sofwtare-as-a-Service (SaaS) e che si integra con CA Clarity PPM (Project and Portfolio Management) e con altri diffusi sistemi di gestione. “Per riuscire a trovare nuove fonti di fatturato e per offrire un’esperienza di brand differenziata, nonostante le limitate risorse a disposizione, i responsabili IT e quelli aziendali devono lavorare a stretto contatto,” ha detto Lokesh Jindal, General Manager, Service and Portfolio Management di CA Technologies. “CA Clarity Playbook consente di gestire questo indispensabile coordinamento mettendo i dirigenti in grado di lavorare con semplicità su piani, attività e priorità aziendali.”
CA World ’13: il valore passa dall’innovazione

22 aprile 2013 – E’ iniziata a Las Vegas l’edizione 2013 di CA World, l’evento che riunisce partner, clienti e giornalisti di tutto il mondo per analizzare i trend tecnologici che secondo CA Technologies guideranno il mercato nei prossimi mesi. “Go Big – IT with Impact” è il concetto intorno a cui ruota tutto l’evento. “Il valore non si misura più in base alle dimensioni dello staff IT, alla potenza di elaborazione o ai metri quadrati del data center“, ha detto Mike Gregoire, Chief Executive Officer di CA Technologies, nel suo intervento di apertura. “Il valore dell’IT oggi è dato dalla capacità di offrire innovazione, velocità, conoscenza e sicurezza. Questo offre ai CIO e agli altri responsabili IT la grande opportunità di operare come catalizzatori e utilizzare modelli e metodi di business moderni, non solo per trasformare l’IT, ma anche per trasformare l’azienda. La domanda che bisogna rivolgersi è: Sarò io a guidare il cambiamento o sarà il cambiamento a guidare me?”.
Progetti IT: quanto costano i rischi non valutati?

19 aprile 2013 – Sono numerosi i rischi presenti nei progetti IT. Sottovalutare e sottostimare questi rischi provoca danni spesso irreparabili alle aziende coinvolte. Lo sottolinea un corposo studio realizzato da Bent Flyvbjerg and Alexander Budzier, professori della prestigiosa Università di Oxford. Lo studio si basa sull’esame di ben 1.471 progetti IT, analizzati mettendo a confronto l’entità dei budget IT e dei benefici attesi ad avvio progetti, con la realtà dei costi e dei risultati raggiunti una volta che i progetti sono diventati operativi. Tra i “casi esemplari” in negativo citati nello studio spicca quello della Levi Strauss, il gigante mondiale dei jeans. Nel 2003 la società si imbarcò in un progetto di upgrade del proprio sistema IT, sempre più inadeguato rispetto alla tumultuosa crescita di un business che l’aveva fatta diventare una grande realtà globalizzata presente in oltre cento Paesi in tutto il mondo. Leggi tutto
L’innovazione nell’IT: i vantaggi competitivi

20 febbraio 2013 – Pochi anni fa, Herz ebbe modo di imparare che l’innovazione non è un vestito di lusso da sfoggiare ogni tanto, ma un elemento assolutamente necessario al successo del suo business. Senza una riserva di idee sempre nuove, infatti, il gigante dell’autonoleggio sarebbe stato facilmente surclassato dalla concorrenza. “I nostri concorrenti ci hanno copiato”, dice il CIO Joseph Eckroth. “Non appena vedono il risultato del nostro lavoro, è sufficiente un periodo tra sei mesi e un anno perché siano pronti con le loro versioni dei progetti più innovativi da noi introdotti. La velocità di pensiero e la velocità di rilascio sul mercato sono assolutamente decisive per la nostra leadership. Se ci fermiamo, è la fine”.
Hertz non è l’unica azienda a doversi confrontare con una concorrenza agguerrita, e si affida all’innovazione per mantenere il suo vantaggio. In effetti, i budget IT che lentamente ritornano a crescere e la corsa al vantaggio competitivo, insieme a un numero sempre maggiore di nuove piattaforme tecnologiche, hanno acceso i riflettori sul ruolo che l’innovazione gioca nel business.
Secondo la ricerca Forecast 2013 condotta da Computerworld, si respira una sorta di cauto ottimismo da parte delle aziende, ottimismo che cresce con il passare del tempo. Per esempio, il 43% dei 334 intervistati dice di aver visto un aumento del proprio budget IT, contro il 36% dell’anno precedente. Il 64% ha inoltre affermato di avere in programma un acquisto IT importante nei prossimi dodici mesi, rispetto al 60% dello scorso anno.
Ma in questo periodo, gli innovatori devono giocare seguendo nuove regole. I manager IT, infatti, devono cambiare la loro prospettiva sul project management e sulla pianificazione delle risorse, cercando di andare incontro alle esigenze del business in termini di velocità di rilascio e misurandosi al tempo stesso con miriadi di nuovi strumenti tecnologici. Sviluppare la prossima “big thing” richiede coraggio, velocità di azione e curiosità verso ciò che è nuovo, senza dimenticare naturalmente partner affidabili e un team di professionisti dalla mente aperta capace di immaginare diverse possibilità: una sorta di ordine più alto in un ambiente spesso dominato dalla logica “comanda e controlla”.
“Sempre più spesso si parla di ridisegnare la modalità di lavoro per renderla più efficace”, dice Ugo Castellani, Mobility & Application Outsourcing Director di Avanade. “In passato, si sviluppavano prima le tecnologie e poi si cercava successivamente di capire come utilizzarle e adattarle ai propri processi per sfruttarle nel modo migliore. Attualmente si ragiona in maniera diversa: l’utente è visto al centro della progettazione e la tecnologia è lo strumento che rende il modo di lavorare più efficiente e il mezzo per proporre funzioni innovative”.
“In quest’ottica”, prosegue Castellani, “gli strumenti tecnologici stanno cambiando, differenziandosi tra loro. Ad esempio, fino a poco tempo fa si parlava di smartphone, tablet, notebook e desktop. Oggi, da questi ‘ceppi’ tecnologici si stanno creando nuovi ibridi: smartphone di grandi dimensioni, incroci tra tablet e notebook, tablet di grandi dimensioni che consentono interazioni tra due o più persone, desktop con schermi touch fino ad 80 pollici. Tutte queste possibilità consentono di individuare il dispositivo più idoneo per realizzare un servizio innovativo oppure per rinnovare un processo già esistente. Infatti, a seconda del contesto in cui opera, un utente può scegliere il dispositivo ritenuto più idoneo, oppure cambiarlo più volte, pur continuando a svolgere la sua attività. Volendo fare un esempio pratico, lo smartphone è il dispositivo, tra quelli che usiamo, sempre con noi: è quindi ideale per ricevere notifiche e iniziare un’attività, per poi proseguire con un dispositivo più comodo ed idoneo”.
Diamo ora uno sguardo alle esperienze di quattro manager IT che,puntando sull’innovazione, hanno imparato la logica del “fare errori ma riprendersi in fretta”, e sono riusciti a mantenere un vantaggio competitivo in un ambiente molto aggressivo.
Cercare la miglior esperienza utente in un hotel-laboratorio
La prossima volta che sarete ospiti di un hotel Hyatt, potreste finire con il far parte di un esperimento per il miglioramento dell’esperienza cliente, senza che nemmeno ve ne accorgiate. Hyatt Hotels and Resorts, infatti, vuole reinventare l’arte dell’ospitalità attraverso l’ausilio della tecnologia, e ha scelto otto hotel-laboratorio, di cui quattro negli Stati Uniti, dove John Prusnick, Director IT innovation and strategy, ha l’incarico di dar vita a esperimenti rivoluzionari di importanza fondamentale per il business della catena alberghiera.
“Non ci limitiamo a voler migliorare le soluzioni esistenti”, spiega Prusnick. “Stiamo cercando di proporre idee capaci di produrre cambiamenti reali. In ogni momento, in questi hotel-laboratorio sono attivi dai sette ai nove progetti contemporaneamente e l’IT dedica non più di 90 giorni a ciascuna idea. Il fallimento di un progetto è senza dubbio una possibilità più che realistica”.
“Molto sinceramente, quasi tutte le idee falliscono molto in fretta. Il meccanismo su cui puntiamo si basa sulla rivisitazione dell’idea originaria. Molte volte, circa il 60% dei casi, scopriamo che rivedendo l’idea originale riusciamo a trovare soluzioni completamente diverse”, prosegue Prusnick. “I progetti che non danno i risultati sperati vengono invece valutati in termini di ‘ritorno sull’esperienza’ piuttosto che di ‘ritorno sugli investimenti’”.
Una delle idee di Hyatt che si è rivelata di maggior successo è stata sottoposta a test in un hotel-laboratorio. Il presidente di Hyatt International ha annunciato che l’azienda doveva cambiare il modo in cui gli ospiti venivano registrati. Il Room Operations team, insieme all’IT, ha quindi deciso di sbarazzarsi dei front desk e rendere ogni addetto all’accoglienza un host. Il team IT ha creato uno strumento mobile affinché gli operatori del desk potessero muoversi nella lobby e interagire con gli ospiti in modo più personale. L’applicazione per iPad basata su iOS include un hardware per strisciare la carta di credito e abilitare le carte che fungono da chiavi per le camere. Il tentativo ha avuto così tanto successo che l’azienda ha deciso di espandere ulteriormente la soluzione mobile.
Allo Hyatt Regency O’Hare di Chicago, gli operatori mobili sono stati posizionati allo shuttle center degli aeroporti dove accolgono i clienti, permettono loro di effettuare il check in e gli consegnano le chiavi della stanza. “E’ stato un grande successo per noi dal punto di vista dell’accoglienza degli ospiti”, dice Prusnick. “Chi arriva da noi sa di ricevere un trattamento speciale, non deve aspettare in coda e non perde tempo”.
In qualità di responsabile dei principali progetti innovativi presso Hyatt Hotels, la più grande sfida di Prusnick è garantire che tutti si sentano parte di un medesimo team. “A volte, mi sembra di pestare i piedi agli altri”, spiega Prusnick. “Facilitare la collaborazione tra l’IT e il business può non essere sempre facile”. Questo è vero soprattutto quando sono altri dipartimenti a presentare progetti innovativi e Prusnick deve intervenire apportando correzioni o ponendo un freno fino a quando il team dedicato all’innovazione decide se è effettivamente necessario.
“Alla fine, tutti lavoriamo per offrire ai nostri clienti la miglior esperienza possibile”, dice il manager. “Abbiamo tutti lo stesso obiettivo. Si tratta solo di capire volta per volta chi sarà il manager di progetto. In effetti, tutti i dipendenti vengono incoraggiati a pensare in stile Hyatt e vengono stimolati a produrre sempre nuove idee per migliorare le soluzioni esistenti. Cerchiamo di introdurre la cultura dell’innovazione e questo è un aspetto del lavoro che riguarda tutti”.
Come gestire al meglio il budget IT

12 dicembre 2012 – Secondo l’indagine “Forecast 2013” condotta negli Stati Uniti da Computerworld, le organizzazioni stanno pianificando il budget IT per il nuovo anno con un cauto ottimismo. Tra i 334 professionisti IT intervistati, la percentuale di coloro che dichiara di avere a disposizione un budget più alto è del 43%, rispetto al 36% dello scorso anno. E il 64% ha affermato di avere in previsione un investimento significativo o un aggiornamento importante nei prossimi 12 mesi, una percentuale fino al 60% più alta rispetto all’anno precedente. Leggi tutto
Parte a gennaio il corso per i futuri IT leader

12 dicembre 2012 – Il percorso “La comunità dei futuri IT leader” è un’occasione di sviluppo e aggiornamento di competenze tecniche, relazionali e manageriali. Proposto da CIO AICA Forum, il gruppo di lavoro AICA che riunisce i CIO delle più grandi organizzazioni pubbliche e private italiane, e realizzato in collaborazione con la Fondazione Politecnico di Milano, il corso si rivolge ai manager che collaborano con i responsabili dei sistemi informativi delle principali aziende del nostro Paese. L’iniziata è strutturata in dieci incontri, nei quali verranno affrontate tematiche che vanno dalle innovazioni digitali, al multisourcing. alle architetture IT per le imprese; il tutto a contatto diretto con l’esperienza dei CIO delle maggiori aziende italiane. Leggi tutto









