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Dopo quasi cinque anni come CEO di Yahoo, Marissa Mayer lascerà il suo incarico con un’immagine decisamente scolorita, che potrebbe compromettere le sue future ricerche di lavoro. Durante la sua permanenza in carica, la reputazione di Mayer si è indebolita, così come l’azienda che ha guidato. “Penso che entrerà nei consigli di amministrazione di diverse società, ma probabilmente non riceverà un’offerta per dirigere una società importante”, ha dichiarato Dan Olds, analista di OrionX. “La sua permanenza in Yahoo ha offuscato la sua immagine, e avrà bisogno di riabilitarla prima di ottenere un ruolo da top manager nel settore della tecnologia”.

La notizia ufficiale è arrivata nella giornata di ieri: una volta che Yahoo avrà venduto i suoi asset fondamentali a Verizon, Mayer lascerà la sua posizione di CEO con una liquidazione di 23 milioni di dollari.

Secondo un documento depositato la scorsa settimana presso la Securities and Exchange Commission, alla conclusione della vendita Thomas J. McInerney sarà il CEO della nuova società, che sarà rinominata Altaba. McInerney è membro del consiglio di amministrazione di Yahoo da aprile 2012. Yahoo ha annunciato l’accordo con Verizon lo scorso luglio, e la transazione dovrebbe chiudersi nel secondo trimestre di quest’anno.

Marissa Mayer, che è stata top executive di Google, è stata nominata CEO di Yahoo nell’estate del 2012. C’erano alte aspettative su di lei, anche se era chiaro che doveva affrontare un percorso in salita. Mayer era il terzo amministratore delegato della società in meno di un anno.

Nonostante la sfida Mayer, che è stata spesso il volto pubblico di Google, ispirava fiducia e alimentava le speranze che Yahoo potesse tornare agli splendori delle sue origini come pioniere di Internet. Ma Yahoo non si è mai davvero risollevata e non è riuscita a competere con player del calibro di Facebook e Google.

Secondo Jeff Kagan, analista indipendente, Yahoo era in uno stato tumultuoso prima dell’arrivo di Mayer, e la società aveva troppi problemi per essere salvata. “Mayer non ha avuto successo con Yahoo, ma dubito che qualcun altro potesse farcela”, ha dichiarato Kagan. “E’ impossibile dire cosa avrebbe funzionato, dal momento che tanti amministratori delegati hanno provato così tante strategie diverse e nessuna ha funzionato”.

Rob Enderle, analista di Enderle Group, ha espresso un parere diverso, e meno lusinghiero, sul mandato di Mayer. “Fin dal primo giorno non era la persona giusta per quel ruolo”, ha dichiarato Enderle. “Non è che non abbia lavorato duramente. E’ che le mancavano le competenze necessarie per attuare una inversione di tendenza, e il board di Yahoo apparentemente non è stato di alcun aiuto”.

Mayer ha fatto alcuni passi falsi all’inizio del 2013. A meno di un anno dalla sua nomina, Mayer è stata criticata per aver richiamato in ufficio i dipendenti che lavorano da remoto. Un problema ancora più grande è che Mayer non è stata in grado di stabilizzare i dati finanziari della società e il flusso di acquisizioni fatte non ha portato ai risultati previsti.

L’entrata di Mayer in Yahoo è stata accolta con favore e entusiasmo, che si sono spenti nel tempo”, ha commentato Olds. “Durante il suo mandato, ha acquisito 53 aziende per più di 2,3 miliardi di dollari. La maggior parte del personale di queste aziende è stata assorbita in Yahoo, mentre i loro prodotti sono stati eliminati. L’acquisizione da 1,1 miliardi di dollari di Tumblr, per esempio, è stata svalutata per più di 700 milioni di dollari, e ha portato poco beneficio a Yahoo”.

A partire dal 2015 si è fatta strada l’ipotesi di una riorganizzazione o di un frazionamento dell’azienda. Enderle ha osservato che è stata una fortuna che l’accordo tra Yahoo e Verizon sia stato finalizzato prima che venisse alla luce l’importante violazione di sicurezza subita da Yahoo nel 2014.

Kagan è d’accordo su questa considerazione. “Fortunatamente, Verizon ha voluto Yahoo per i suoi utenti, non per la sua tecnologia”, ha aggiunto l’analista. “Se non ci fossero stati tutti i problemi legati alla sicurezza Yahoo avrebbe ottenuto una valutazione migliore”.

 

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