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Come una persona desiderosa di mostrare il suo nuovo orologio, Google sta incoraggiando i responsabili delle operazioni IT a chiedergli che ora è. La società mette a disposizione i suoi server NTP (Network Time Protocol) per aiutare i reparti IT ad affrontare il prossimo “leap second“, che sarà aggiunto appena dopo la mezzanotte del 31 dicembre 2016. I leap second, o secondi intercalari, sono stati introdotti per mantenere gli orologi in linea con la rotazione della Terra, che può variare a causa delle condizioni geologiche e meteorologiche. Ma un secondo in più può causare il caos con applicazioni e servizi che dipendono da sistemi che devono essere strettamente sincronizzati.

La maggior parte dei dispositivi connessi a Internet sono sincronizzati attraverso NTP, una tecnologia open source che viene utilizzata in tutto il mondo. NTP ha i suoi problemi, soprattutto riguardo al finanziamento, ma è da riconosciuta come uno standard. “Google gestisce i propri server NTP e li utilizza per supportare i suoi sistemi attraverso i leap second”, spiega in un post Michael Shields, responsabile tecnico del Time Team della società.

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Un orologio del National Institute of Information and Communication Technology, in Giappone, mostra il momento in cui fu aggiunto un leap second il primo luglio 2015

La sincronizzazione dell’ora è critica per molte operazioni svolte dai sistemi di Google, come mantenere aggiornate le repliche, determinare la modifica più recente sui dati, segnalare correttamente l’ordine delle ricerche e dei clic.

I sistemi operativi ordinari non possono gestire un minuto che è lungo 61 secondi, quindi sono state escogitate speciali soluzioni alternative per il secondo intercalare. Ma a volte questi metodi hanno sollevato problemi; per esempio, rimane aperta la questione di cosa succede nella scrittura delle operazioni che si svolgono durante quel secondo. “A volte, in passato, alcuni sistemi di Google si sono rifiutati di lavorare di fronte a un leap second, anche se questo non ha influenzato i servizi dell’azienda“, ha dichiarato un rappresentante di Google.

Così Google modificherà i suoi server NTP per far funzionare i suoi orologi lo 0,0014 per cento più lentamente nelle 10 ore precedenti e nelle 10 ore successive al secondo intercalare. Quando scatterà il leap second, i server di Google lo avranno già contato. Google applica questa tecnica, chiamata “smeared time“, dal leap second del 2008.

Le imprese che eseguono istanze di macchine virtuali su Google Compute Engine, e quelle che utilizzano le API di Google, dovranno mantenere i propri sistemi sincronizzati con gli orologi rallentati di Google durante quel periodo di 20 ore. Anche i sistemi client dovranno anche essere impostati allo stesso modo, al fine di lavorare con tali server. Tutti i server dovranno essere sincronizzati sullo smeared time per il corretto funzionamento dei client.

La società rende disponibili gratuitamente i suoi server NTP attraverso il servizio Google Public NTP. Per fruire di tale servizio, gli utenti devono configurare le impostazioni di rete utilizzando time.google.com come server NTP. Google ha disposto istruzioni dettagliate per sincronizzare i sistemi al suo tempo smeared time.

Il problema del secondo intercalare non riguarda solo Google, naturalmente. Anche Akamai ha intenzione di rallentare i suoi orologi nel corso delle 24 ore intorno al leap second. Amazon e Microsoft hanno fatto la stessa cosa in passato. In realtà, le grandi aziende cloud sembrano pronte a standardizzarsi sullo “leap smear”.

I secondi intercalari sono stati introdotti nel 1972 e sono ora gestiti dalla International Earth Rotation and Reference Systems Service (IERS). Sono necessari perché la rotazione della Terra non è uniforme e dipendono da fattori come le maree degli oceani e il movimento del magma sotto la crosta terrestre. Attualmente il tempo viene misurato con gli orologi atomici, strumenti di altissima precisione che sono diventati lo standard per la misurazione del tempo. Non c’è ancora una data per il prossimo secondo intercalare, ma Google si aspetta che cada nel 2018.

AUTOREStephen Lawson
CWI.it
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