Nel corso di una conferenza stampa la vice ministra della giustizia USA Mary McCord ha accusato due agenti segreti dei servizi russi (Dmitry Dokuchaev e Igor Sushchin) e due hacker ingaggiati da Mosca per il furto di 500 milioni di account personali ai danni di Yahoo! avvenuto nel 2014. Gli attacchi e la sottrazione di informazioni hanno riguardato materiale legato alla sicurezza e a personale diplomatico e militare.

Gli agenti russi avrebbero pagato gli hacker Alexsey Belan e Karim Baratov per prendere di mira specificatamente gli account Yahoo di personalità governative russe e statunitensi, ma anche di giornalisti russi e di compagnie di servizi finanziari.

I due hacker però hanno preso di mira anche account di utenti comuni nel tentativo di sottrarre informazioni sensibili come numeri di carte di credito e gift card in modo da sottrarre denaro nel minor tempo possibile, affiancando così al piano dei due agenti russi anche un ulteriore tornaconto personale.

yahoo

Tre degli accusati sono al momento irrintracciabili, ma Baratov è stato arrestato in Canada, mentre Belan, considerato tra gli hacker più ricercati dal FBI, era già stato accusato due volte negli USA di essersi intrufolato in aziende di e-commerce a danno di milioni di consumatori.

Gli Stati Uniti hanno già chiesto un mandato di cattura per i tre latitanti, ma se il governo russo decidesse di non cooperare con quello americano, i tre potrebbero facilmente rimanere impuniti, sebbene il governo americano abbia diverse risorse (sanzioni diplomatiche e commerciali) per fare pressione sulla Russia, nel caso questa non volesse collaborare.

L’hack in questione è stato uno dei due più grandi mai subiti da Yahoo. Il secondo, svelato a dicembre, è stato addirittura più grande e ha coinvolto circa un miliardo di account. Da notare che i servizi segreti russi sono stati ritenuti responsabili anche di altri hack come quello che ha colpito il Democratic National Committee (DNC) nel corso delle ultime elezioni presidenziali USA, sebbene la McCord abbia escluso collegamenti tra gli hack di Yahoo e quello del DNC.

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