blockchain

La blockchain è tra le tecnologie più calde nell’arena di sicurezza aziendale, archiviazione dati e condivisione di file, ma molti esperti sollevano dubbi sulla sua efficacia. Il mercato non è maturo per la distribuzione di questa tecnologia e molti fornitori IT la stanno testando nei loro prodotti – in alcuni casi, come risposta alle richieste dei clienti piuttosto che come strategia proattiva.

È un argomento di cui oggi si parla molto”, ha dichiarato Zulfikar Ramzan, CTO di RSA Security, sussidiaria di Dell EMC Infrastructure Solutions Group. “Riceviamo molte richieste relative alla blockchain e alla sua implicazione negli ambienti aziendali. Ritengo che gran parte di questa attenzione sia sollecitata dal fatto che quando c’è una nuova tecnologia disponibile le persone vogliono conoscerla meglio”.

Secondo quanto spiegato da Ramzan, i clienti di RSA Security chiedono della blockchain per la registrazione di record e/o registri verificabili come un modo affidabile per monitorare quanto accade in un’azienda. Altri clienti RSA sono interessati all’autenticazione degli utenti per garantire che accedano ai corretti record digitali al momento giusto.

Stiamo esaminando come può essere utilizzata la blockchain in questo contesto”, ha detto Ramzan. “E’ una tecnologia ancora in fase nascente, attorno alla quale si sono create grandi aspettative. Adesso sis tratta di vedere se queste aspettative possono essere trasformate in realtà”.

Blockchain e Bitcoin

Una blockchain è un archivio elettronico o un database decentrato e cifrato che permette di memorizzare dati digitali in modo che rimangano inalterati e possano essere condivisi in modo sicuro tra reti e utenti.

La popolarità della tecnologia è dovuta soprattutto al fatto che si trova alla base della crittografia della piattaforma di pagamento Bitcoin, ma il suo funzionamento non è ancora chiaro. Anche il fondatore dei Bitcoin, Satoshi Nakamoto, è una figura molto discussa e nessuno sembra sapere con certezza se si tratta di una singola persona o di un gruppo di sviluppatori. Nakamoto, tuttavia, detiene un milione di bitcoins, ovvero l’equivalente di 1,1 miliardi di dollari.

Angus Champion de Crespigny, che si occupa di Blockchain per Ernst&Young, ritiene che la tecnologia sia sopravvalutata e che molte applicazioni aziendali, considerate possibili beneficiari del suo utilizzo, hanno in realtà problemi operativi o di compliance che possono essere difficili da risolvere tramite una singola tecnologia.

Cresce l’interesse nell’uso di questa tecnologia per supportare le policy di sicurezza e la gestione degli accessi, ma siamo ancora all’inizio”, ha commentato Crespigny. “Molti fornitori stanno offrendo prodotti specifici per le imprese, ed è questo che serve veramente”.

Crespigny riconosce i potenziali benefici della tecnologia per la gestione delle identità. “Può contribuire a stabilire viste individuali del cliente”, ha spiegato Crespigny. “È un paradigma tecnologico, simile a quello dei database relazionali, per esempio: ci sono molti modi diversi per attuarlo e in ogni implementazione ci sono diversi punti di forza e di debolezza. Analogamente, questo si verifica con le possibili implementazioni di blockchain private e pubbliche”.

La decentralizzazione può essere uno svantaggio

Un ostacolo all’adozione di blockchain è l’intrinseca complessità della tecnologia, che dipende dal fatto che qualsiasi funzione viene eseguita senza una fonte centralizzata di gestione.

La forza della blockchain è nella creazione di un registro decentralizzato e distribuito. Parlando di ambienti aziendali spesso non c’è bisogno di tale decentramento. Si possono raggiungere gli stessi obiettivi in modo centralizzato e è molto più facile se si utilizza un singolo punto di controllo”, ha commentato Ramzan.

E’ il messaggio che stiamo cercando di trasmettere ai nostri clienti”, ha aggiunto Ramzan. “Essi comprendono i vantaggi della blockchain, quindi il ‘perché’, ma non hanno piena comprensione del ‘come’ o del ‘cosa’. Il nostro obiettivo è aiutarli a stabilire se questo è il modo migliore per raggiungere i loro obiettivi”.

Per molti, la complessità della blockchain – derivante dalla sua struttura decentralizzata – è un motivo sufficiente per non valutarne l’adozione.

È difficile capire il modo in cui esegue la crittografia”, ha dichiarato Serguei Beloussov, CEO di Acronis, azienda specializzata in backup dei dati. Beloussov ha un dottorato di ricerca in scienze informatiche ed è co-autore di oltre 200 brevetti tecnologici registrati negli Stati Uniti.

Molti esperti mi dicono che offre davvero una grande sicurezza, ma è un modo per assicurare qualcosa che non è necessario mettere in sicurezza”, ha dichiarato Beloussov in un’intervista. “Conosco anche molti esperti che ritengono che tale tecnologia non sia veramente sicura e che le blockchain possano essere violate”.

Da parte sua, Beloussov ritiene che la blockchain – pur estremamente complessa – sia per sua stessa natura sicura.

Acronis abbraccia la blockchain

Lo scorso febbraio Acronis ha introdotto la tecnologia blockchain nel suo software di backup True Image 2017. La piattaforma blockchain viene utilizzata anche come elemento di certificazione e verifica dati nell’applicazione ASign, un servizio di firma elettronica.

Nell’arco di un paio di mesi Acronis intende inoltre introdurre blockchain per la verifica dei dati in Acronis Backup 12 Advanced, il suo prodotto di backup per le piccole e medie imprese.

Attualmente, la società sta eseguendo un test pubblico su Backup 12.

Secondo Beloussov l’uso della tecnologia blockchain nei Bitcoin esprime la sua capacità più fondamentale, ovvero un modo per rendere non modificabili gli oggetti digitali. Ma in essa riconosce anche la possibilità di creare dei “contratti intelligenti”.

Per esempio, HealthCoin è un database basato su blockchain che può essere utilizzato da medici e da altri operatori dell’assistenza sanitaria per verificare se i pazienti stanno seguendo i trattamenti previsti per evitare complicazioni in malattie come insufficienza cardiaca e diabete. La rete di HealthCoin crea un marketplace per datori di lavoro, operatori sanitari, ospedali e assicurazioni per ricompensare finanziariamente i dipendenti che collaborano in metodi di prevenzione dimostrati. Le azioni dei dipendenti possono essere monitorate attraverso tecnologia wearable e ricompensata con gli Healthcoin, che vengono collocati in un portafoglio digitale.

La tecnologia blockchain consente a un gruppo di utenti su server non correlati di controllare i record digitali, chiamati blocchi, in modo distribuito. Ogni blocco ha un un marcatore temporale, un “timestamp”, e viene collegato a un blocco precedente, creando così una catena ininterrotta in cui ogni blocco è non modificabile e collegato a un utente.

La blockchain può essere aggiornata solo con il consenso dei partecipanti al sistema e, quando vengono inseriti nuovi dati, questi non possono essere successivamente cancellati. La blockchain contiene quindi un registro verificabile di ogni transazione effettuata nel sistema.

Una tecnologia in continua evoluzione

Le capacità della blockchain sono in continua evoluzione e ci sono possibili diversi usi per le piattaforme blockchain. Ci sono blockchain pubbliche che consentono a chiunque faccia parte del processo di consenso di vedere o effettuare transazioni.

Ci sono blockchain in cui solo un numero pre-selezionato di nodi sono autorizzati a utilizzare il registro. Per esempio, un gruppo di banche e la loro camera di compensazione potrebbero utilizzare la blockchain come parte del processo di compensazione commerciale in cui ogni nodo è associato a uno step nel processo di verifica.

E poi ci sono blockchain private, in cui la capacità di scrivere in un registro è limitata a un unico ente.

La versione di Acronis del software di database distribuito si basa su Ethereum, una piattaforma personalizzata che è stata introdotta nel 2013 dallo sviluppatore Vitalik Buterin. All’epoca, Buterin aveva solo 19 anni.

La piattaforma Ehtereum è stata originariamente utilizzata per verificare i pagamenti online, ma le sue capacità sono stata ampliate dall’organizzazione senza scopo di lucro Ethereum Foundation.

Nel mese di gennaio un report di Accenture ha dichiarato che la tecnologia blockchain potrebbe ridurre i costi delle infrastrutture per otto delle dieci principali banche d’investimento al mondo. Il risparmio stimato è di circa il 30%, che si traduce in una cifra che va “dagli 8 ai 12 miliardi di dollari di risparmio annuale”.

Il risparmio, secondo Accenture, è generato dalla sostituzione dei sistemi di database, tradizionalmente frammentati, che supportano l’elaborazione delle transazioni con il sistema di registro distribuito delle blockchain. Ciò consentirebbe alle banche di ridurre o eliminare i costi di riconciliazione, “migliorando nel contempo la qualità dei dati”.

A febbraio Accenture, J.P. Morgan Chase e Microsoft erano tra le 30 aziende che hanno annunciato la costituzione della Enterprise Ethereum Alliance, nata per creare una versione standard della piattaforma per l’elaborazione e il monitoraggio delle transazioni finanziarie.

Dato l’elevato costo della riconciliazione dei dati non sorprende la notevole quantità di investimenti nella tecnologia blockchain”, ha dichiarato David Treat, managing director del settore dei servizi finanziari di Accenture. “Ma, come per tutte le tecnologie emergenti, la comprensione di ciò che produrranno questi investimenti rimane una sfida”.

 

AUTORELucas Mearian
FONTEComputerworld
CWI.it
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