10 aprile 2012 - Tablet e smartphone sono destinati a funzionare da driver per il cloud computing, e viceversa, perché usare una cloud privata per le applicazioni mobili e per risolvere i problemi legati alla loro gestione e alla loro sicurezza è senza dubbio una buona scelta. Prima che ciò diventi prassi comune, servono ancora molto lavoro di progettazione e investimenti da parte del mondo IT. Qualcuno, però, si sta già muovendo in questa direzione. Da una ricerca pubblicata a dicembre 2011, alla quale parteciparono 3.645 decision maker del settore IT in otto Paesi, emerge che, per un terzo degli intervistati, la ragione principale per l’implementazione del cloud computing è stata l’esigenza di offrire agli utenti l’accesso alle informazioni da più di un dispositivo. I risultati della ricerca, effettuata dall’istituto indipendente TNS e finanziata dal provider di servizi CSC, affermano che il risparmio economico si colloca solo al terzo posto tra le ragioni che spingono a implementare un'architettura cloud. “Il mercato del mobile cloud è in forte espansione e si prevedono nei prossimi anni ampi margini di crescita di servizi mobile cloud-based destinati sia all'utenza consumer che a quella enterprise”, dice Alberto Bullani, Regional Manager di VMWare Italia. “Lo si nota già ora dall’ampia diffusione di smartphone e tablet e dalla flessibilità che il cloud computing e la virtualizzazione portano nel lavoro di tutti i giorni. IDC prevede che la consumerizzazione dell’IT sarà uno dei fattori chiave per la virtualizzazione in futuro. Il punto cruciale è fornire agli utenti e ai lavoratori in movimento applicazioni sicure, affidabili, accessibili sempre e ovunque”. Richard Peltz, Senior Vice President e CIO della società di intermediazione Marcus & Millichap, sta per acquistare un sistema di content management (CMS) sviluppato da SiteCore e basato su software VMWare, che sarà implementato su cloud privata. “L’aspetto più [...]